L’ALBA SUL SINAI

By Giona

La sveglia suona presto per andare sul Monte Sinai: alle 23:00. E’ appena sceso il freddo sulla spiaggia di Dahab e già il pulmino passa a prenderci per attraversare la penisola verso l’interno. Dopo un paio d’ore arriviamo ai piedi del monte, poco fuori dal Monastero di Santa Caterina. Lì ci uniamo ad un gruppetto di quattro russi e due etiopi e incontriamo una ragazzetto con una quefia in testa: sarà lui la nostra guida. Silenzioso, timido, giovanissimo, quasi un bimbo. Ogni notte sale e scende dal monte accompagnando i turisti che vogliono provare un’esperienza unica. Iniziamo la scalata. Fa molto freddo, siamo a oltre duemila metri sopra il livello del mare. Indosso due maglioni, un cappello di lana e una sciarpa che mi avvolge completamente. Le mani si raffreddano, così come il naso. Il buio avvolge tutto. La luna è solo uno spicchio, e non illumina. Solo qualche bagliore che si riflette sulle rocce erose dal vento. Camminiamo senza poter vedere dove mettiamo i piedi, lungo la strada dei cammelli, una lunghissima strada che sale lentamente circondando il monte. Un passo, l’altro passo. Scivolo, mi fermo. A volt manca il fiato. La cima non si vede. Ogni tanto una luce: vendono caffè e tè caldo. L’ultimo pezzo è il più faticoso. Con tre ore di scalata nelle gambe affrontiamo gli ultimi settecento gradini che separano dalla vetta. Arriviamo in cima che siamo ancora pochissimi, ma se mi affaccio vedo nella valle tante piccole luci: sono le torce degli altri turisti che salgono sul monte. Io e Mariachiara ci sistemiamo su una roccia riparandoci dal vento. Ci arrotoliamo nei sacchi a pelo coprendoci con coperte di lana di cammello che puzzano di mille utilizzi. Il cielo è ancora nero, e così, scaldandoci l’un l’altro, chiudiamo gli occhi per un po’. Li riapriamo che in lontananza inizia a salire la luce, preannunciando il sole. Attorno a noi il monte si è popolato di gente infreddolita proveniente da tutto il mondo. Come una novella babilonia la cima si muove lenta e in attesa, raccolta attorno alla moschea e alla chiesa che da centinaia di anni imperano sul monte dove, secondo la Bibbia, Mosè ricevette le tavole della legge (Mosè, come Gesù del resto, è considerato un profeta dell’Islam). Poi sempre più luce. Tanti colori, mille sfumature. Tutti in attesa. Poi ecco. Accolto da un grido soffocato. Il sole. Scattano le macchine fotografiche, ci si stringe con chi si ama. Un momento molto emozionante. Velocemente il sole sale e illumina tutto, di una luce calda che immediatamente fa sciogliere sciarpe e levare cappelli. Per la prima volta vediamo il paesaggio che avevamo attraversato nero e buio. Spettacolare. Scendiamo dall’altra strada: un ripidissimo sentiero che percorre uno wadi (un fiume secco) dritto fino al Monastero di Santa Caterina. Arriviamo al Monastero che sono quasi le nove. Visitiamo il monastero guardando le facce degli altri: tutti stanchi ma tutti felici. La chiesa copta è piena di fascino, ma gli occhi di tutti sono per il roveto ardente, quello che discende direttamente dalla pianta attraverso la quale si manifestò Dio a Mosè. Ritorniamo a Dahab addormentandoci sul pulmino, dopo una scalata nella notte che ricorderemo per sempre.

VIAGGIO NEL SINAI DA GERUSALEMME A ELIAT

Volete percorrere l´autostrada della preistoria? Le montagne russe del mito? È semplice. Andate da Gerusalemme a Eilat, sul Mar Rosso. La distanza da un punto all´altro è di 350 chilometri, quattro ore di macchina, più o meno, ma lo spazio temporale che abbraccia il tragitto è di migliaia, forse milioni di anni, quanti ce ne sono voluti perché si formasse la scena straordinaria e sempre sorprendente che incornicia il percorso. I geologhi ci dicono che questa è la sezione settentrionale della Rift Valley, il punto di sutura tra l´Africa e l´Asia, dove la Terra sprofonda al di sotto del livello del mare e ben tre deserti si susseguono a formare una delle regioni più aride del mondo. Ma anche per questo, forse, il luogo della sfida ancestrale tra l´uomo e la potenza della natura. 

Appena lasciata Gerusalemme diretti ad Oriente, quasi alle porte della città, è il deserto della Giudea a venirci incontro. Quella verso il Mar Morto è una ripida discesa agli inferi, costellata di dune, gole, strapiombi modellati su una pietra arenaria che la luce del sole rende abbagliante. Adagiate sulle pareti delle colline o ancorate sul fondo delle valli, le tende squadrate degli ultimi beduini della tribù Jahalin che da sempre percorrevano questa fetta di Palestina, finché non sono stati in gran parte sgomberati dalle autorità israeliane per far posto a nuovi insediamenti. Qui, sull´antica strada tracciata dai romani che congiungeva Gerusalemme a Gerico, la prima sorpresa.

Miracolosamente in bilico sulle pareti di una gola scoscesa, all´ombra della roccia bagnata da una sorgente, ecco spiccare le cupole azzurre del monastero greco-ortodosso di San Giorgio, creato nel IV secolo dopo Cristo da eremiti desiderosi di imitare le vite dei profeti. È stato ricostruito a metà dell´Ottocento. Ci s´arriva attraverso un ripido sentiero al termine del quale il tè offerto dai monaci greci ridà coraggio e restituisce le forze. Ancora una decina di chilometri di strada, giusto il tempo di arrivare a 200 metri sotto il livello del mare, ed ecco sulla destra adagiarsi la moschea-santuario-caravanserraglio di Nebi Moussa dove, secondo la tradizione islamica, venne sepolto Mosè. Seppure qui sia la culla delle tre religioni monoteiste, quando si scende nel dettaglio difficilmente le varie narrative coincidono. Per i cristiani, la tomba di Mosè è sul Monte Nebo, in Giordania.

Ma, il pregio di Nebi Moussa è che lo splendido panorama a 180 gradi che si gode dalle sue finestre e terrazze si incentra proprio sul Monte Nebo, che si erge all´orizzonte, al di là della depressione del Mar Morto. Siamo ormai sulle rive del lago più salato della terra. A 422 metri sotto il livello del mare, l´aria è talmente secca, la temperatura così calda, la pioggia così rada da non permettere forme di vita. Eppure qua e là sulla grande spianata desertica crescono palmeti e aranceti e persino vigneti, frutto della scienza dell´irrigazione israeliana e, se andiamo verso Gerico, frutto della generosità delle acque che si nascondono in una delle oasi più ricche del mondo. Ma andiamo in direzione opposta, verso le spiagge dove il sale si solidifica sulle rive, il fondo è una melma di benefico fango e l´acqua ha una temperatura media di 30 gradi, per godere di un bagno, dove l´alta salinità garantisce uno spontaneo galleggiamento anche delle persone più pesanti.

IN JEEP NEL DESERTO! DA PROVARE!!

Grazie alla mia personale PR Paola, oggi vi segnalo un’escursione con partenza da Sharm diversa dalle solite.

In sostanza ti metti alla guida di una jeep e ti spari 40 chilometri di deserto, fermandoti ad ammirare panorami e a scattare foto.

Si parte alle 14,30 e si rientra alle 20,30. Per concludere una bella grigliata di carne in spiaggia!
La faccenda costa 100 euro a testa, non pochissimo, io proverei a trattare un pochino!

Attendo commenti e foto dal primo che proverà di persona questa escursione

Ecco il link per prenotare e chiedere info! ESCURSIONE IN JEEP

DA SHARM GITA ALL’OASI DI FEIRAN

Circondata da imponenti montagne, ravvivata da rocce granitiche colorate e sullo sfondo dal turchese del Mar Rosso, l’oasi di Feiran offre uno dei paesaggi più suggestivi e particolari di tutto l’Egitto.
L’oasi si trova nella penisola desertica del Sinai meridionale nel nord est dell’Egitto, a circa 120 kilometri da Sharm El Sheik sulla strada che unisce Suez alla capitale Il Cairo.
Feiran è una delle più importanti aree naturali dello stato egiziano: non è facile trovare una distesa di dodici mila palme (circa quattro kilometri quadrati), tra cui cresce anche della vite, in mezzo al deserto. L’eccezionale fertilità di questa zona è dovuta alla sua conformazione geologica: è infatti una vallata dove confluiscono le acque che scendono dalle montagne circostanti. Nell’area si coltivano anche grano, orzo, frumento, tamerici ma la produzione principale è quella di datteri.

BIRDNon è quindi un caso se l’oasi è conosciuta anche con il nome di “perla del Sinai”.
Inoltre nell’oasi vivono una grande varietà di uccelli e Feiran è una delle località più rinomate dell’Egitto per praticare il birdwatching poiché oltre alle specie che vivono stabilmente nell’area, vi sono molti uccelli migratori che transitano in particolari periodi dell’anno dal nord Europa verso il centro dell’Africa e viceversa.
L’oasi di Feiran è però molto importante anche da un punto di vista socio-storico: essa infatti è uno dei più antichi centri cristiani del Sinai. Qui si trovano le rovine di 12 vecchie chiese – addirittura gli archeologi hanno datato la costruzione di alcune di esse intorno al 400 d.C., collegandole al pellegrinaggio che molti monaci e fedeli erano soliti compiere tra il Monte Sinai e il Monastero di Santa Caterina.

È tradizione comune in Egitto indicare l’oasi di Feiran come il luogo dove Mosè e i suoi seguaci passarono durante il loro esodo verso la Terra Promessa e, sempre nell’area naturale, pare si trovi la pietra che secondo la Bibbia colpita da Mosè con il bastone cominciò a zampillare acqua fresca per dissetare i fedeli in fuga. Nell’oasi si trova anche il monte Tahoun da cui, secondo il Libro dell’Esodo del Vecchio Testamento della Bibbia, Mosè ha osservato la battaglia tra Ebrei e Amaleciti, popolazione biblica che viene ricordata coma la prima ad aver attaccato il popolo israelita. In cima alla montagna pare ci fosse una croce con i resti di una Chiesa.

L’importanza dell’oasi di Feiran per la religione cristiana si deve anche alla presenza di un antico convento – il Monastero delle Sette Ragazze. Esso è conosciuto anche con il nome di Monastero delle sette sorelle, Monastero di Feiran o Monastero di Mosè, Monastero delle sette monache o Monastero Dir Za’ir. È stato costruito nel IV secolo sul Monte Tahoun, pare nel punto dove Giosuè sconfisse Amalek, discendente ancestrale degli Amaleciti, mentre Mosè e Aronne lo sostenevano con la preghiera.
In realtà, alcune fonti storiche citano l’esistenza della comunità cristiana di Feiran fin dal II secolo (quindi prima della costruzione del monastero) e ci sono riferimenti ad anacoreti (i primi dei monaci) che vivevano nella zona nel 365 d. C.

La costruzione del monastero si sviluppa intorno ad un pozzo e a piccole abitazioni in pietra. Accanto al monastero di può visitare la vecchia sede del vescovo del Sinai che ha risieduto qui fino al VI secolo. Un recente scavo archeologico ha portato alla luce le fondazioni, parte del pavimento originario, al parete di una cappella interna e gli edifici che formavano la casa del vescovo.
L’oasi di Feiran nel libro della Genesi nella Bibbia è indicato come il posto il cui vagò Agar, dopo essere stata espulsa da Abramo dalla comunità cristiana.
Per raggiungere il monastero bisogna passeggiare lungo dei sentieri sterrati che costeggiano i resti di antiche tombe e palazzi e di antiche chiese bizantine.

Oggi il Monastero delle Sette Ragazze è sotto l’autorità del Monastero di Santa Caterina che si trova sul vicino Monte Sinai e la visita al convento è a pagamento – il ricavato è usato dalla comunità religiosa per l’assistenza alla popolazione locale.
Secondo un’antica tradizione cristiana (e islamica) è importante prendersi cura del prossimo e farlo gratuitamente e si narra che il monastero fosse la sede anche di antichi guaritori e ancora oggi qui si trova una clinica per la cura della popolazione.
Il 1 ° novembre 1994 la OEA (Organizzazione Antichità egiziano) ha chiesto di aggiungere questo alla lista dei monumenti UNESCO del Patrimonio dell’Umanità.

Chiesa di Mosè esterno e interno

RAS SITAN E ABU GALLUM: PER ESPLORATORI E NOSTALGICI!

Sinai, terra sacra di storie e legende. Negli ultimi decenni si è sempre più elevata a meta di un turismo irresponsabile: luoghi paradisiaci com’erano Sharm El Sheikh e Dahab, si sono trasformate in succursali del mondo occidentale.

Questa colonizzazione, però, non ha ancora raggiunto posti come Ras Shitan e Abu Gallum, situati tra Taba e Noweba sulla costa orientale del Sinai, di fronte alla Giordania. Avevo sentito molto parlare del Sinai in passato, ma nessun racconto ha mai fatto giustizia a questi posti sul Mar Rosso, ancora incontaminati dall’uomo e dalla sua sete di profitto, che offrono paesaggi mozzafiato di sublime bellezza, la cui quiete è difficile da immaginare.

Ras Shitan, in arabo significa “testa del diavolo”. E’ abitato principalmente da popolazioni beduine originariamente nomadi, ma ormai stanziate. Per raggiungere Ras Shitan e poi Abu Gallum occorrono circa sei ore in auto: partendo dal Cairo, passando per il canale di Suez fino a Taba, per poi discendere sulla costa. Il viaggio in pullman richiede invece circa otto ore.

Non esistono alberghi, bar o ristoranti se non un paio: le strutture che ospitano i turisti sono capanne costruite con palme e legno, arredate e adornate con tappeti e cuscini in stile orientale. E’ uno dei pochi luoghi che permette l’alloggio condiviso tra uomini e donne anche non sposati. Nei paesi arabi, infatti, dove la legge vigente è quella islamica, spesso non è possibile occupare la stessa stanza senza contratto di matrimonio. Alcune eccezioni sono possibili se entrambi i viaggiatori sono stranieri.

La gestione di questi luoghi è quasi totalmente nelle mani dei beduini, i quali costruiscono i camping, cucinano cibo tipico della zona, squisito e a poco prezzo e provvedono a qualunque servizio il visitatore richiede: dalle passeggiate con cammelli, o cavalli, alla fornitura di droghe leggere.

Aspetto molto interessante di quest’area, che colpisce particolarmente, è la presenza di individui di etnia araba e israeliana: sebbene sia sancito un accordo di pace tra Israele ed Egitto, né gli israeliani hanno vita facile durante i loro soggiorni nel paese delle piramidi, né gli egiziani hanno valide ragioni per andare nel paese di David.

In forza della “Legge di Emergenza” potrebbero essere prelevati dalla polizia per indagini in qualunque momento, causa “sospetti di complotto contro il governo”. A Ras Shitan, invece, i giovani provenienti dai due paesi convivono pacificamente negli stessi camping senza alcun tipo di problema.

Il clima è caldo e secco durante tutto dell’anno. Per questo è meglio scoprire la regione nelle mezze stagioni: d’estate la temperatura arriva facilmente a 50 gradi, e questo rende il soggiorno pericoloso per chi non fosse abituato a climi così caldi. In inverno c’è una grande escursione termica: di giorno, nonostante la mite temperatura, l’acqua del mare rimane molto fredda.

Se Ras Shitan è raggiungibile in auto o in pullman, più difficile è invece arrivare ad Abu Gallum, situato poco sotto in direzione Noweba. Per entrare ad Abou Gallum occorre una jeep. Il viaggio si snoda per due ore nella sabbia: sconsigliato a chi non sia esperto a orientarsi tra dune identiche.

Altra opzione è arrivare alla Laguna Blu, vicino Noweba e da lì noleggiare un cammello col quale, dopo circa un’ora, si arriva a destinazione. Quest’ultima scelta, meno agevole, si rivela mezzo un po’ più doloroso di un’autovettura ma è una modalità più sicura, in quanto i cammelli sono condotti da beduini che conoscono il deserto come i palmi delle loro mani. Sebbene arrivare in questi posti sembri oltremodo faticoso, chiunque ci sia stato può confermare che ne vale assolutamente la pena.

Ad Abu Gallum l’energia elettrica è disponibile solo per il minimo indispensabile: la notte si fa luce solamente con candele fornite dai gestori beduini del camping. Anche se ogni capanna è costruita di materiali naturali come palme e legna. Una notte ad Abu Gallum è un’esperienza unica e suggestiva, ma per chi è abituato ai confort del terzo millennio potrebbe trasformarsi in un’avventura difficile ed emotivamente frustrante.

E’ sensazione recente e diffusa che anche questi posti stiano purtroppo per essere “scoperti dall’uomo”: ed esiste quindi il rischio che vengano trasformati in altre oasi di solo divertimento. Purtroppo l’espansione industriale e la globalizzazione di questi paradisi terrestri sono pressocché inarrestabili.

Pertanto, se hai voglia di vedere l’Egitto non turisticizzato, se sei un nostalgico della Sharm di vent’anni fa, se passi le tue giornate a dire che era meglio quando si stava peggio….. alzati e cammina! Ras Sitan e Abu Gallum ti aspettano!

Testo modificato e riadattato e foto di Laura Zunica

UNA FOTO AL GIORNO: IL MONASTERO DI SANTA CATERINA

FOTO BY SIGUR

UNA SETTIMANA DI TREKKING NEL SINAI DAL 23 AL 30 OTTOBRE

TRATTO DAL SITO EDEFRA.IT

Accompagnatore-corrispondente egiziano autorizzato e specializzato in viaggi nel deserto  –  settimana  vero godimento interiore  (programma in sintesi)       

sabato 23 ottobre -Ritrovo dei partecipanti a Bologna alle ore 19 per imbarco e alle ore 21.10 partenza con volo di linea per Sharm ,arrivo previsto le ore 01.05, trasferimento a Dahab (80 km), sistemazione nelle camere e pernottamento

domenica 24 – lunedì 25 – martedì 26 -mercoledì 27 ottobre -Trasferimento al punto di partenza del Trekking dove ci attendono i beduini del luogo con la carovana di cammelli, solo loro conoscono i sentieri, ognuno ha a disposizione un cammello e può scegliere quando camminare o cavalcare. I bagagli vengono trasportati in Jeep ad ogni tappa. Si parte per questi splendidi percorsi facendo varie soste in un’atmosfera di grande pace. Giriamo all’interno del deserto anche il 25 e il 26 si procende con assoluta calma.I beduini ci allesitranno una grande tenda per la notte. Sembra di dormire sotto una mervagliosa cupola di stelle. Ognuno si deve portare un buon sacco a pelo e materassinom, non esiste nessun pericolo durante questi giorni nel deserto. I pasto sono semplici ma molto nutrienti.

Alla portata di tutti anche dei bambini sopra i 10 anni.

mercoledì 27 ottobre – Fine del trekking. Visita al Monastero di S. Caterina, sotto il monte Mosè,  in hotel vicino Dahab, uno dei luoghi più belli e tranquilli sul mar Rosso. Cena e pernottamento in hotel.
giovedì 28 e venerdì 29 ottobre -Relax sul Mar Rosso, cena e pernottamento in hotel.
sabato 30 ottobre– Prima colazione e parte della mattinata libera, quindi trasferimento in tempo utile per essere in aeroporto alle ore 14.00.

QUOTA INDIVIDUALE: € 985,00
minimo 15 persone
Supplemento camera singola in hotel: € 95,00

la quota comprende

volo aereo a/r bologna sharm el sheikh-tasse aeroportuaali-tutti i trasferimenti per effettuare il tour-sistemazione in hotel 4 stelle e campi tendati-trattamento in pensione completa durante il trekking e mezza pensione in hotel-acqua minerale naturale durante tutti i pasti- guida beduina durante il trekking -accompangatore turistico dalla partenza da bologna fino al ritorno-assicurazione di viaggio medico bagaglio
………… per ulteriori dettagli contatta direttamente l’associazione Edefra, ti invieremo tutto il materiale dettagliato – info@edefra.ittel 3661076235

LINK ALLA PAGINA DELL’ORGANIZZATORE

UNA FOTO AL GIORNO: ISOLA DI TIRAN

Bellissima foto scattata a Tiran da una mia bellissima collega blogger
Stefania amministra il blog tutti pazzi per sharm: il punto di vista di chi a Sharm ci vive..informazioni e commenti,per dover di cronaca positivi e negativi

Potete trovarla anche su Facebook

UNA GIORNATA DIVERSA A SHARM

Molto bello questo spot di Pianeta Terra

Ti piacerebbe visitare una vera oasi e fermarti con i suoi abitanti a bere un te?
Una proposta lontanissima dal turismo di massa, a 35 chilometri da Sharm,
Un modo assolutamente diverso di trascorrere una giornata di vacanza anche mentale!

clicca qui per vedere il filmato

ARRAMPICARE IN SINAI: LA NUOVA FRONTIERA DEL TURISMO

Dopo subacquea e windsurf, le arrampicate sono la nuova frontiera del turismo sportivo in Sud Sinai: incorniciati tra lo splendido Mar Rosso e il cuore del deserto, a soli 20 minuti di strada da Dahab, è possibile, per esperti e neofiti, cimentarsi in bellissime scalate sulle meravigliose rocce multicolore di questi luoghi affascinanti.

Sono state censite varie aree, adatte alla pratica del “climbing” in piena sicurezza, e molte altre ne verranno individuate prossimamente.

Per accedervi è necessario avere le opportune autorizzazioni ed essere accompagnati da una guida beduina: per questo l’attività è gestita da centri riconosciuti, dove è possibile anche seguire corsi con istruttori esperti.

Vi segnalo il sito climbsinai.com il cui testo è in inglese (o russo!)
Con cifre comprese tra i 30 e i 100 euro potete arrampicare mezza giornata, una giornata o le arrampicate in notturna.

Nel sito trovate anche numeri telefonici diretti per porgrammare l’escursione prima della partenza dall’Italia

Molto carino il logo di climbsinai, sotto riportato

COLLEGAMENTO: www.climbsinai.com

UNA GIORNATA COMPLETAMENTE DIVERSA

Voglio parlarvi di una destinazione a circa un’ora da Sharm in cui potete passare una giornata assolutamente diversa dalle solite, di cui nessuna guida turistica parla, calati magicamente in un’atmosfera surreale.

Vi sto parlando delle Terme di Mosè, una struttura che si trova a El Tur, cittadina egiziana lontana da ogni circuito turistico! A El Tur vivono principalmente quattro diverse tribù beduine. Dopo aver visitato la chiesa Copta che merita una breve sosta, dirigetevi ai Bagni di Mosè, o Terme di Mosè! La leggenda vuole che le acque termali furono fatte sgorgare da Mosè grazie al suo bastone.

Appena entrati verrete avvolti da una gradevolissima sensazione di pace e di tranquillità. Il parco è un bellissimo palmeto costantemente ventilato da una piacevole brezza proveniente dal mare. Dopo esservi cambiati nelle cabine a disposizione degli ospiti, potrete sdraiarvi nel prato sempre ben curato o sedervi sotto un’ombrellone. Non essendoci sdraio è opportuno che vi portiate degli asciugamani.

La sorgente è ubicata sotto una cupola di bella fattura con finestre dal tipico stile arabo.
L’acqua ha una temperatura molto gradevole. Potrete immergervi scendendo la scalinata in pietra e sedervi sulla seduta che corre tutto attorno alla piscina. Restate immersi tranquillamente godendovi il refrigerio e ammirando la cupola in pietra che vi sovrasta.

Nessuna musica, nessun bimbo che urla, solo il sommesso gorgoglio dell’acqua che va ad alimentare una seconda piscina esterna piastrellata e posta sotto il sole!

E dopo questo rilassante immersione nelle acque termali potrete nuovamente distendervi all’ombra delle palme o al sole. Nessuno vi disturberà, nessuno vi chiederà di comprare qualcosa.  Solo voi e questo sconosciuto impianto termale.

Le acque delle terme sono curative per chi ha problemi di dermatiti o eczemi.

Se non sieta ancora stanchi di silenzio e di tranquillità, prima di tornare nella bolgia fatevi accompagnare a visitare anche le terme del Faraone. Si tratta di una grotta naturale ai piedi della montagna che offre vapori e fanghi sulfurei. Luogo ideale per chi ha problemi alle vie respiratorie, della pelle e dolori articolari. Una sosta nella grotta è indicata a tutti ma si raccomanda coloro che soffrono di cuore o di pressione bassa di utilizzare un po’ di cautela.

BATTISTA ANCHE SU FACEBOOK

Ho già parlato di Battista e delle sue escursioni che nulla hanno a che fare con quelle organizzate dai tour operator.

Se siete su facebook potete iscrivervi al suo gruppo

Cercate Battista Escursioni e iscrivetevi!

LE ESCURSIONI DI BATTISTA

Partendo da Sharm si possono fare molte escursioni. Tuttavia devo dire che la maggior parte delle volte sono care e talvolta anche deludenti! Ricorderò sempre una motorata nel deserto fatta con i quad. Un’ora e mezza in fila indiana, senza nessuna possibilità di superare chi mi stava davanti, respirando tonnellate di polvere a 30 all’ora. Inflessibili accompagnatori su moto da cross che percorrevano la carovana dei quad in su e in giù incacchiandosi come bestie con chi usciva dalla fila! Un vero incubo.
La motorata aveva come tappa intermedia la classica cena nel deserto dove altri escursionisti erano arrivati in pullman. Appena ho visto i pullman posteggiati ho dato le chiavi del quad a uno degli accompagnatori e sono tornato indietro col pullman! UN INCUBO!

Altre bellissime escursioni si fanno a Dahab, a Santa Caterina e via dicendo.

Ma in questo post non vi voglio ancora parlare delle escursioni, ma di Battista. Battista è un ragazzo egiziano che possiede 2 taxi e un negozio a Sharm vecchia. Organizza escursioni continuamente, ma dato che si viaggia in taxi, difficilmente ci sono più di dieci o dodici persone. Inoltre può organizzare qualsiasi escursione a gruppetti di 4 persone.
Fatevi portare al parco marino di Ras Mohammed! Uno spettacolo!
Fatevi portare a Dahab, vi assicuro che è tutta un’altra cosa rispetto alle escursioni organizzate dagli hotel.

A questo punto mi chiederete come contattare Battista. La cosa migliore è darvi il suo sito (lo trovate in fondo al post) e pubblicare anche qui la piantina che Battista stesso ha fatto per aiutarvi a trovarlo.

Il suo negozio è appena fuori da Old Market, nella vecchia Sharm. Fatevi portare dal taxi a Tiran Center, il grande centro commerciale situato proprio davanti all’uscita di Old Market. Guardando Tiran Center il negozio di Battista è 50 metri a sinistra. L’insegna è BATTISTA quindi non potete sbagliarvi!
PS nel disegnino quella tratteggiata è una freccia posta in quella che sarebbe la strada e la freccia indica anche la direzione del traffico! Dai, è facile!

Vi consiglio di contattarlo prima per prendere accordi. Il suo telefono e la sua mail le trovate in CONTATTI del suo sito. Se decidete di fidarvi di lui salutatelo da parte mia: abbiamo avuto degli scazzi (non in merito alle escursioni) ma il fatto che ora siamo solo al buongiorno e buonasera quando ci incontriamo,  non deve pregiudicare la sua capacità di far divertire chi va in escursione con lui!!!
Chissà che grazie a voi riesca a riallacciare i rapporti con lui!
Siamo due teste dure e non sarà facile, ma magari voi provateci!!!

www.battistaescursioni.net