COMINCIAMO BENE LA GIORNATA!!

A volte basta alcune belle fotografie e un po’ di buon gusto nel mettere il tutto insieme per creare dei video toccanti e piacevoli da guardare!
In questo caso ad esempio, musica, scritte e fotografie creano un video semplice ma a mio parere molto carino, che fa venire voglia di tuffarsi!! Spero piaccia anche a voi!

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UN FILMATO STRAORDINARIO DI DENIS ZORZIN

Denis ama il mare!
Denis sott’acqua padroneggia la videocamera come un 15enne padroneggia il joistick della playstation!
Denis è capace di fare filmati come questo

Denis è su Facebook

 

 

IL RELITTO E LA STORIA DEL DUNRAVEN

Il relitto del Dunraven non era presente sulle carte dell’Ammiragliato Britannico quando gli israeliani, dopo l’occupazione del Sinai, iniziarono a esplorare questa parte del Mar Rosso. Su molte guide è possibile leggere che questo relitto fu scoperto durante un rilievo geologico e fu identificato alcuni anni dopo. In realtà le cose sembrerebbero (il condizionale è d’obbligo), molto più complesse.
Nei primi anni Settanta Howard Rosenstein aveva fondato Red Sea Divers, utilizzando come base Na’ama Bay (oggi inclusa in Sharm El Sheik). Nel 1977 decise che doveva trovare un modo per lanciare il Sinai rispetto alle allora più frequentate coste di Hurghada.

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Imparando dal film “The Deep”, appena uscito, egli pensò che doveva trovare, come richiamo per i subacquei, un relitto da abbinare a un evento storico importante per l’area. Prima si occupò della storia e sparse la voce che nell’area fosse naufragata una delle navi usate da Lawrence d’Arabia per il trasporto di valori destinati a finanziare la rivolta araba contro i turchi. Ora che aveva la storia e il fascino del carico prezioso doveva solo trovare un relitto poco conosciuto e adatto alla “parte”. Grazie all’indicazione di alcuni pescatori indigeni trovò il Dunraven e si accorse che era perfetto per il suo scopo: le sue forme ricordavano le quattro – e più recenti – navi usate da Lawrence d’Arabia (nessuna delle quali risulta per altro perduta). Con il tempo qualcuno capì che la storia di Lawrence d’Arabia non poteva essere vera, quindi suggerì che il relitto fosse un classe “Q”, cioè … una nave spia inglese della prima guerra mondiale! Come per il Kingston si mettevano sulla cattiva strada gli storici.
Nel novembre del 1979 furono trovate delle porcellane e delle bottiglie che portarono all’identificazione (stessa vicenda del Carnatic), confermata anche in una popolare serie televisiva della Bbc dalla ripresa dell’operazione di pulizia delle lettere sulla poppa del relitto. La nave, varata nel 1873, è più moderna delle altre e la conferma viene anche dalla bella elica, con quattro pale (una si trova sul fondo) dall’elegante forma a sciabola. La prua è bella dritta e molto lontana dalle forme slanciate di quella del Carnatic. La struttura dello scafo è invece analoga a quelle delle altre navi presentate. L’apparato propulsore è simile a quello del Kingston. Al centro dello scafo sono ben visibili le caldaie, i tubi della distribuzione del vapore e gli espansori. Continuando a procedere verso poppa nello scafo capovolto si ammira in alto il lunghissimo albero di trasmissione, che collegava il propulsore all’elica

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Vicino al fianco sinistro della nave, sempre all’interno dello scafo, sono visibili resti del carico: cotone, canapi e mussola, anche se le fibre si sfaldano facilmente per via della lunga permanenza in acqua. La sezione di prua è in parte collassata.
Entrando, però, vicino all’occhio di cubia si possono ammirare le grandi catene delle ancore. Il Dunraven lasciò Bombay per Liverpool il 6 aprile 1876. Risalì il Mar Rosso e la notte del 24 aprile, navigando solo a motore, giunse alla biforcazione fra il Golfo di Suez e il Golfo di Aqaba. Il Comandante Edward Richards Care andò a riposare verso le 2 di notte e fu svegliato dopo circa un’ora e mezza, perché sul ponte si erano confusi per via di alcune luci non identificate. Probabilmente su indicazione dei suoi ufficiali, che ritenevano l’isola di Shadwan vicina, Care alterò la rotta verso nord e dopo nemmeno dieci minuti il Dunraven impattò sui reef di Sha’ab Mahmud! L’intero equipaggio fu salvato dalla nave a vapore italiana Arabia. Al Comandante Care fu sospesa la licenza per un anno.

Nel naufragio ci furono morti? Dai verbali non risulterebbero. Tuttavia alcuni subacquei trovarono delle ossa nelle stive, che sembravano poter appartenere a un bambino. In realtà erano ossa di maiale e si trovavano esattamente nel punto in cui dovevano essere le stalle. Queste navi infatti non avevano frigoriferi e gli animali da macellazione erano conservati vivi.

Le visite dei subacquei favoriscano il collasso delle strutture? Lo scafo del Dunraven è capovolto. Poiché negli ultimi decenni le sue condizioni sono peggiorate, si è legata questa vicenda alle visite dei subacquei. Chiaramente l’aria rilasciata all’interno dello scafo può ristagnare, favorendo la formazione della ruggine (soprattutto se i subacquei utilizzano nitrox). Tuttavia appena l’aria trova una via di fuga, perché si forma un buco per corrosione, scappa in superficie senza più ristagnare all’interno e senza produrre ulteriori peggioramenti delle strutture.

Quando è che queste navi persero le vele? Le navi a vapore come il Dunraven avevano basse velocità e le vele, soprattutto quelle quadre, servivano a ridurre il consumo di carbone quando si navigava spinti dal vento. Erano insomma un propulsore ausiliario. Quando, nel 1873, si realizzarono i primi apparati propulsori a tripla espansione (lo stesso vapore viene fatto espandere successivamente in cilindri) le navi guadagnarono almeno un 10% di velocità, con una riduzione di consumo del carbone pari a quasi il 30%. Inoltre, dalla singola elica si passò alla doppia, con maggiore sicurezza in caso di guasti. A quel punto le vele non servirono più.

Il relitto del Dunraven: clicca per ingrandire l'immagine

IMMERGERSI SUL DUNRAVEN

L’immersione sul relitto del Dunraven non è particolarmente impegnativa considerando la massima profondità di 32 metri su cui giace la nave.  La visibilità in questo tratto di mare è spesso ridotta con una presenza quasi costante di corrente che spinge verso nord. Il relitto, spezzato in due tronconi, si trova adagiato sul fondale in posizione rovesciata con la chiglia rivolta verso l’alto. Cominciamo la nostra perlustrazione dalla zona di poppa che è sicuramente la più suggestiva con l’enorme timone e l’elica a tre pale che si stagliano verso la superficie. La fiancata di sinistra si presenta in buono stato, mentre l’ingresso all’interno dello scafo avviene attraverso le tre grosse falle presenti sulla fiancata di dritta causate dall’urto contro il reef, da queste filtra la luce che illumina l’interno dello scafo. Prima di entrare io e Angela, che chiudiamo il secondo gruppo di sub, vediamo un grosso squalo grigio che nuota nel blu. Entriamo nelle stive, all’interno delle quali sono ancora presenti i resti del carico. Si vedono ancora alcune vecchie cime in canapa e i pochi resti delle balle di cotone, mentre è ormai praticamente impossibile trovare le bottiglie di vino che facevano parte del carico. Cernie e diversi pesci tropicali, in prevalenza pesci coccodrillo, vivono stanziali all’interno inoltre, una eccezionale concentrazione di Glassfish fluttua attraverso le lamiere della nave. La parte più interessante è la zona centrale del relitto dove si trova la sala macchine, qui tra un ammasso di lamiere si trova ancora il grosso fumaiolo e alcune maniche a vento e si vede la grande caldaia a vapore. Proseguendo la perlustrazione interna in direzione della prua, incontriamo molte aperture attraverso le quali si può uscire per riportarsi all’esterno. La zona di prua, a circa 18 metri di profondità, è particolarmente danneggiata e quindi di poco interesse, la raggiungiamo rimanendo all’interno della nave e osserviamo le fitte concentrazioni di Glassfish che si aprono al nostro passaggio. Adagiati sul fondale si vedono i due grandi alberi tutti rivestiti di alcionari.


IL MAR ROSSO FORSE NON C’ENTRA, MA SE AMI IL MARE………..

BUONA VISIONE, NON C’E’ MOLTO ALTRO DA DIRE!!

 

IL MAR ROSSO FORSE NON C’ENTRA, MA SE AMI IL MARE….

Buona visione, non c’è molto altro da dire!!

 

QUESTI SONO ANIMALI PERICOLOSI??

Ammetto che il comportamento di questo sub è un filo eccessivo!
Tuttavia guardate con attenzione. Sicuramente insegna più questo filmato che decine di servizi giornalistici messi insieme da gente che probabilmente non ha neppure il brevetto sub!!


A GATTINARA LE FOTO DI FRANCO GUALA

Nell’ambito dell’iniziativa “ALLA SCOPERTA DEI PARADISI TERRESTRI”, venerdì 12 novembre, alle ore 21.00, presso la sala conferenze dell’Istituto Alberghiero “Mario Soldati” di Gattinara, saranno proiettate straordinarie immagini su “WEST PAPUA E I DELFINI DEL MAR ROSSO” a cura di Franco Guala, campione mondiale di fotografia subacquea.

«Queste immagini – commenta l’Assessore all’Ambiente Mario Mantovani, promotore dell’iniziativa – permettono di scoprire l’affascinante mondo sottomarino. Sarà un viaggio fotografico attraverso luoghi e persone
Franco Guala, vincitore Festival internazionali come quello di Antibes e di Strasburgo di fotografia subacquea, regalerà attimi emozionanti dove i presenti avranno la possibilità di scoprire le meraviglie del mondo sommerso.
Guala è capace di esprimere attraverso le sue fotografie, che sono vere e proprie opere d’arte, sensazioni ed emozioni di un particolare momento, trasmettendo nel pubblico un insolito coinvolgimento.
Si potranno, quindi, apprezzare le immagini, anche nei dettagli, grazie al commento dell’autore, che accompagnerà i presenti attraverso questo percorso figurativo, sottolineando le peculiarità di ogni foto e dando quindi particolare risalto alla bellezza dell’immagine.
Gi altri appuntamenti dell’iniziativa “ALLA SCOPERTA DEI PARADISI TERRESTRI” sono programmati per venerdì 26 novembre con “Viaggio in Alaska – storie di un ambiente incontaminato” e venerdì 3 dicembre con “Sotto il sole del Capricorno – viaggio alla ricerca dei grandi mammiferi”.



UN DOCUMENTARIO SU CLEOPATRA

Una delle puntate di Enigma, il programma condotto dal grande Corrado Augias, è stata dedicata a Cleopatra.

Cliccando sul filmato qui sotto potete visionare la prima parte di questa trasmissione. Al termine della sequenza nel menù di destra compariranno le sequenze successive che sono 9, quindi oltre un’ora di trasmissione!!

Buona visione e un grazie al lavoro di egitto0020 che con pazienza posta su youtube documentari sull’Egitto

UNA FOTO AL GIORNO: SILVIA SCENDE IN CAMPO! ANZI, IN ACQUA!!!

Silvia è una mia carissima amica! Non solo, è la mia compagna di immersioni preferita! Da un paio di anni ormai scendiamo in acqua insieme, direttamente dal diving del Coral, senza aver bisogno di allontanarci più di tanto e scendendo raramente sotto i 25 metri. I soggetti per le foto si trovano dietro l’angolo, se sai come fotografare!!!!
Silvia secondo me ha le branchie. Io dopo 50 minuti sto succhiando le ultime boccate di aria dalla mia 12 litri. Lei con la sua 10 litri sta sotto ancora una mezz’ora buona e riemerge con un buon 30% di aria residua!!!!
Silvia è uno scricciolo di donna, ma quando con le sue pinnette si mette a pinneggiare io con le mie pinne da competizione non riesco a starle dietro!!
Silvia ha un occhio di falco. Una capacità di scegliere l’inquadratura sorprendente, un istinto naturale per fare foto subacquee. Silvia lo faceva di mestiere di fare foto sott’acqua, quando gli scafandri erano prodotti artigianali e la pellicola regnava incontrastata.  Silvia ha imparato a fare le foto fidandosi di quello che vedeva nel mirino della macchina. Non aveva a disposizione lo schermo a colori che una frazione di secondo dopo lo scatto te lo mostra come se fossi davanti alla televisione di casa. Quando usciamo dal mare e ci mettiamo al pc lei scarica le sue foto e comincia a buttarle. Le butta quasi tutte. In ognuna vede un difetto. Io a ogni suo scatto resto allibito! Ogni suo scatto per me meriterebbe una gigantografia da appendere in soggiorno. Lei invece, implacabile cestina scuotendo la testa come se quello scatto fosse fatto da un cieco col delirium tremens.
Quando finalmente dice “CARINA” sorridendo beata, non è una foto: è un quadro! I colori sono bilanciati, l’inquadratura è perfetta, il soggetto è in primo piano come se fosse in posa per lei, la composizione cromatica sembra fatta da  un drogato di photoshop! Silvia non usa photoshop, il massimo che fa è di riquadrare un filo la foto, usa solo le forbici digitali!
Ecco chi è Silvia: una perfezionista dell’immagine subacquea, un mostro della fotografia con pellicola che sta imparando a usare la digitale! Lei dice che ancora non è soddisfatta, che con la pellicola si trovava meglio!! Ma io so che piano piano si sta intrippando e ci sta prendendo gusto! Oggi mi ha mandato uno dei suoi scatti. E’ molto pesante, ma in questo modo potete salvarlo, stamparlo, conservarlo, metterlo come sfondo del desktop. Oppure semplicemente potete fare doppio click e guardarlo al massimo della dimensione. Osservate tutto, la composizione, la perfetta messa a fuoco, l’armonia dell’immagine e capirete la sua passione!!! Se poi pensate che questa meraviglia è stata scattata a 30 metri di profondità e ve ne intendete di fotosub, beh, capite tutto quello che ho detto finora sulla mia amica Silvia!

UN FILMATO VERAMENTE STREPITOSO!! IL CORAL BAY DALL’ELICOTTERO!

Un filmato bellissimo e che piacerà a tutti!

Piacerà a chi ama il Domina Coral Bay perchè vedere il villaggio con riprese dall’alto è assolutamente meraviglioso!

Piacerà a chi non ci è mai stato perchè vedrà il villaggio in un modo stupendo!!

Piacerà agli appassionati di foto e riprese perchè apprezzeranno sicuramente queste bellissime fatte con un elicottero radiocomandato! assolutamente strepitose!!!

Un ringraziamento calorosissimo al pilota Gianni d’Ambrosio e al cameramen Carlo Gottardi per permetterci di godere di queste favolose riprese!

Loro lo fanno per lavoro, quindi se qualcuno desidera contattarli per richieste particolari lo faccia a questi contatti

HELICAM VISION di Gianni d’Ambrosio

Sede: Via M.R. Imbriani, 73  –   80136 Napoli

Office: 081 5447484    –   Fax: 081 5442529

info2@helicamvision.it


Hanno collaborato con la Rai, realizzando filmati meravigliosi che potete visualizzare sul loro sito www.helicamvision.it

200810  040910

BAMBINI

Prendi foto di bambini egiziani.
Montale in sequenza con semplicissime sovrapposizioni e il solo effetto zoom.
Aggiungi una colonna sonora adeguata…
…e ti ritrovi con un piacevolissimo filmato che dice più di 1000 parole!!!

LE PIRAMIDI E LE STELLE DELLA CINTURA DI ORIONE: LA TEORIA DI BAUVAL

Un bellissimo documentario di Voyager, straordinaria trasmissione della Rai condotta da Roberto Giacobbo.

Vengono presentate con dovizia di particolari le affascinanti teorie proposte da Robert Bauval, il quale sostiene che le piramidi e la sfinge siano state costruite in base a particolari allineamenti con le stelle, in special modo le stelle della cintura di Orione. La sua teoria è stata presentata nel 1994 nel best seller “Il Mistero di Orione”.
Molto interessante e convincente, anche se le sue teorie non vengono per ora accettate dall’egittologia ufficiale. Nasce la professione di Archeoastronomo, ossia lo studioso che studia la posizione che le stelle avevano nel passato.

Il filmato completo è composto di 6 parti. Al termine di ogni sezione appare direttamente la finestra che ti permette di vedere la parte successiva.

Come sempre, buona visione!

UNA FOTO AL GIORNO

Un’altra bella foto di Stefania d’Alba che ringrazio per la concessione e perchè ci regala suggestioni magiche!

IL PARADISO RICOSTRUITO DA JAMES DIVE

Ecco l’ultima ricostruzione di James Dive: il Paradiso terrestre.Per la cronaca la ricostruzione è ambientata in Belgio!


LA TERZA IMMAGINE DI JAMES DIVE

Terza immagine di James Dive, l’artista australiano che ricostruisce episodi biblici trovando la precisa localizzazione su Google Earth.

Il soggetto di oggi è LA CROCIFISSIONE DI GESU’ SUL CALVARIO

UN’ALTRA RICOSTRUZIONE DI JAMES DIVE

Come promesso ieri, oggi vi posto la seconda foto dell’australiano James Dive

Questa ricostruzione fotografica, perchè non si può parlare di foto, mostra l’Arca di Noè nel momento in cui il livello del mare sta completamente sommergendo la terra e l’Arca si prepara al suo viaggio.

STASERA ANDIAMO ALL’ALADIN CASINO’ DEL DOMINA CORAL BAY??

UNA GIORNATA DIVERSA A SHARM

Molto bello questo spot di Pianeta Terra

Ti piacerebbe visitare una vera oasi e fermarti con i suoi abitanti a bere un te?
Una proposta lontanissima dal turismo di massa, a 35 chilometri da Sharm,
Un modo assolutamente diverso di trascorrere una giornata di vacanza anche mentale!

clicca qui per vedere il filmato

DA HURGADA A EL GOUNA: DOCUMENTARIO RAI

Un eccezionale filmato della Rai pescato su You Tube

Il filmato è diviso in due parti per un totale di 17 minuti! Poco più di una pausa caffè!!!!

BUONA VISIONE!!!!!

UNO STRAORDINARIO FILMATO

Un bellissimo filmato girato tra Egitto e Libano che ci mostra la realtà di questi paesi vista con gli occhi di un egiziano.
Complimenti per la straordinaria suggestione delle immagini girate da Khalid Mothaseb

UNA FOTO AL GIORNO

Come sempre un doveroso ringraziamento a Denis Zornin Bludiver che ha dato il consenso alla pubblicazione sul blog di questo bellissimo scatto effettuato a Sharm dopo il famoso temporale del 17 gennaio 2010

Per vedere altri scatti di Bludiver clicca qui

MEDITATE TURISTI, MEDITATE

Ecco il secondo dei tre pregevolissimi scatti che Tiziano Taddei mi ha concesso di pubblicare sul blog

Lo scatto è propedeutico alla notizia che pubblicherò proprio domani mattina

UNA FOTO AL GIORNO

Aspettando che la nube vulcanica si tolga dalle …. e tutti noi possiamo ricominciare a volare, ringrazio Terry.1953 per la concessione di questo scatto effettuato a Naama Bay

TI AUGURO UNA BUONA SETTIMANA!