L’ALBA SUL SINAI

By Giona

La sveglia suona presto per andare sul Monte Sinai: alle 23:00. E’ appena sceso il freddo sulla spiaggia di Dahab e già il pulmino passa a prenderci per attraversare la penisola verso l’interno. Dopo un paio d’ore arriviamo ai piedi del monte, poco fuori dal Monastero di Santa Caterina. Lì ci uniamo ad un gruppetto di quattro russi e due etiopi e incontriamo una ragazzetto con una quefia in testa: sarà lui la nostra guida. Silenzioso, timido, giovanissimo, quasi un bimbo. Ogni notte sale e scende dal monte accompagnando i turisti che vogliono provare un’esperienza unica. Iniziamo la scalata. Fa molto freddo, siamo a oltre duemila metri sopra il livello del mare. Indosso due maglioni, un cappello di lana e una sciarpa che mi avvolge completamente. Le mani si raffreddano, così come il naso. Il buio avvolge tutto. La luna è solo uno spicchio, e non illumina. Solo qualche bagliore che si riflette sulle rocce erose dal vento. Camminiamo senza poter vedere dove mettiamo i piedi, lungo la strada dei cammelli, una lunghissima strada che sale lentamente circondando il monte. Un passo, l’altro passo. Scivolo, mi fermo. A volt manca il fiato. La cima non si vede. Ogni tanto una luce: vendono caffè e tè caldo. L’ultimo pezzo è il più faticoso. Con tre ore di scalata nelle gambe affrontiamo gli ultimi settecento gradini che separano dalla vetta. Arriviamo in cima che siamo ancora pochissimi, ma se mi affaccio vedo nella valle tante piccole luci: sono le torce degli altri turisti che salgono sul monte. Io e Mariachiara ci sistemiamo su una roccia riparandoci dal vento. Ci arrotoliamo nei sacchi a pelo coprendoci con coperte di lana di cammello che puzzano di mille utilizzi. Il cielo è ancora nero, e così, scaldandoci l’un l’altro, chiudiamo gli occhi per un po’. Li riapriamo che in lontananza inizia a salire la luce, preannunciando il sole. Attorno a noi il monte si è popolato di gente infreddolita proveniente da tutto il mondo. Come una novella babilonia la cima si muove lenta e in attesa, raccolta attorno alla moschea e alla chiesa che da centinaia di anni imperano sul monte dove, secondo la Bibbia, Mosè ricevette le tavole della legge (Mosè, come Gesù del resto, è considerato un profeta dell’Islam). Poi sempre più luce. Tanti colori, mille sfumature. Tutti in attesa. Poi ecco. Accolto da un grido soffocato. Il sole. Scattano le macchine fotografiche, ci si stringe con chi si ama. Un momento molto emozionante. Velocemente il sole sale e illumina tutto, di una luce calda che immediatamente fa sciogliere sciarpe e levare cappelli. Per la prima volta vediamo il paesaggio che avevamo attraversato nero e buio. Spettacolare. Scendiamo dall’altra strada: un ripidissimo sentiero che percorre uno wadi (un fiume secco) dritto fino al Monastero di Santa Caterina. Arriviamo al Monastero che sono quasi le nove. Visitiamo il monastero guardando le facce degli altri: tutti stanchi ma tutti felici. La chiesa copta è piena di fascino, ma gli occhi di tutti sono per il roveto ardente, quello che discende direttamente dalla pianta attraverso la quale si manifestò Dio a Mosè. Ritorniamo a Dahab addormentandoci sul pulmino, dopo una scalata nella notte che ricorderemo per sempre.

LA ZONA PIU’ BELLA DEL MONDO? SECONDO LONELY PLANET E’ IL SINAI

L’inizio e la fine dell’anno sono i periodi in cui sul web spopolano le varie classifiche ed anche la Lonely Planet non si sottrae a questa tendenza generale di stilare elenchi. Luoghi ancora non contaminati dall’urbanizzazione e non eccessivamente frequentati dal turismo di massa. Con grande stupore il Sinai è al primo posto!!!!

  1. trekking nel deserto del Sinai in Egitto: con l’ascesa al monte e la discesa verso il Monastero di Santa Caterina

  2. la costa e l’interno dell’Istria: dai paesini meno conosciuti Motovun e Groznjan a quelli già noti ai turisti, Porec (Parenzo) e Rovinj (Rovigno)

  3. le isole Marchesi in Polinesia: delle verdi montagne a ridosso del mare cristallino si innamorò anche il pittore Gauguin

  4. la Cappadocia, Turchia: un paesaggio da fiaba, dalle chiese rupestri di Mustafapasa ai villaggi suggestivi costruiti sulla roccia di Kaymakli, Goreme, Cavusin e Avanos

  5. i Westfjords dell’Islanda: dove la natura è ancora selvaggia! I grandi fiordi della regione occidentale tra vulcani, ghiacciai e sorgenti termali

  6. le isole Shetlands in Scozia: gli scenari spettacolari dei tre parchi nazionali

  7. la barriera corallina dell’Australia

  8. la West Coast degli Stati Uniti: i 70 km dell’Orange Coast punteggiata da piccole città, riserve naturali e le piccole spiagge su cui si infrangono le grandi onde dell’oceano

  9. la Patagonia: spazi immensi e mozzafiato tra l’Argentina ed il Cile con la meraviglia del ghiacciaio Perito Moreno

  10. le Gili Islands in Indonesia: tra Lombok e Bali, tre isole dal mare trasparente, la spiaggia bianca e la barriera corallina dove fare snorkelling tra i pesci colorati

Il Monastero di Santa Caterina

Dall’Egitto all’Islanda, dalla Cappadocia alla Scozia, le destinazioni migliori del pianeta secondo Lonely Planet. Il fondatore Tony Wheeler: “L’incontaminato esiste ancora, fortunatamente”
Vince il Sinai. Poi Istria, Polinesia e…Tony Wheeler, fondatore, editore e presidente della Lonely Planet, come avete fatto a mettere insieme una graduatoria delle dieci regioni più belle del pianeta?
“È una combinazione di rapporti fatti dai nostri giornalisti e ricercatori, di informazioni che riceviamo dai lettori delle nostre guide, e di analisi che riceviamo da istituti specializzati, agenzie di viaggi, associazioni”.

Stilare una classifica di dieci regioni dove la natura ha mantenuto la sua bellezza significa che il mondo non è stato ancora completamente invaso da urbanizzazione, sviluppo e turismo?
“Fortunatamente sì. Basta allontanarsi un po’ dagli aeroporti e dalle rotte più frequentate per poter vedere che le folle scompaiono ed esistono luoghi ancora relativamente incontaminati. È vero che ci sono sempre più posti invasi da sempre più gente. Ma è ancora possibile perdersi nel vuoto di un panorama selvaggio”.

Selvaggio va bene, ma qualcuno potrebbe trovare stravagante la scelta di un deserto, il Sinai, come regione più bella della terra. A Lawrence d’Arabia piaceva il deserto perché “è pulito”, ma quali altre buone ragioni per apprezzarlo?
“Sono stato molte volte nel Sinai, ho scalato il suo monte più alto, visitato il monastero di Santa Caterina, fatto il sub a Sharm el-Sheikh, e lo trovo veramente magico. Ma tutti i deserti sono luoghi speciali, ho visitato il Sahara, quello della Mongolia, i deserti australiani, e mi hanno sempre entusiasmato. Del resto, se uno vuole fare un viaggio lontano dalla pazza folla, cosa c’è di meglio di un deserto?”.

Un suggestivo scorcio del Sinai

A parte il Sinai, in quali delle dieci regioni della classifica è stato e quale è la sua preferita?
“Sono andato in otto su dieci. Mi mancano solo le isole Marchesi e le Shetland. Ma un favorito solo non riesco a citarlo: diciamo il Sinai, la West Coast degli Usa e la Grande Barriera Corallina”.

E non avete considerato neanche un angolino della nostra affollata Italia per la vostra graduatoria?
“Non è necessario essere una località inaccessibile per entrare in classifica. La Toscana, ad esempio, è molto visitata dai turisti, ma conserva panorami di una bellezza mozzafiato: è una grande camera con vista. E le Dolomiti, dove sono stato molte volte, sono fra le catene montuose più belle del mondo. Avevamo candidato qualche regione italiana, alla fine non ne è entrata nessuna nella top ten, magari ci entrerà l’anno prossimo. Ma l’Italia, tutta intera, è comunque fra i dieci paesi più belli di un’altra nostra classifica. Per ora consolatevi così”.

VIAGGIO NEL SINAI DA GERUSALEMME A ELIAT

Volete percorrere l´autostrada della preistoria? Le montagne russe del mito? È semplice. Andate da Gerusalemme a Eilat, sul Mar Rosso. La distanza da un punto all´altro è di 350 chilometri, quattro ore di macchina, più o meno, ma lo spazio temporale che abbraccia il tragitto è di migliaia, forse milioni di anni, quanti ce ne sono voluti perché si formasse la scena straordinaria e sempre sorprendente che incornicia il percorso. I geologhi ci dicono che questa è la sezione settentrionale della Rift Valley, il punto di sutura tra l´Africa e l´Asia, dove la Terra sprofonda al di sotto del livello del mare e ben tre deserti si susseguono a formare una delle regioni più aride del mondo. Ma anche per questo, forse, il luogo della sfida ancestrale tra l´uomo e la potenza della natura. 

Appena lasciata Gerusalemme diretti ad Oriente, quasi alle porte della città, è il deserto della Giudea a venirci incontro. Quella verso il Mar Morto è una ripida discesa agli inferi, costellata di dune, gole, strapiombi modellati su una pietra arenaria che la luce del sole rende abbagliante. Adagiate sulle pareti delle colline o ancorate sul fondo delle valli, le tende squadrate degli ultimi beduini della tribù Jahalin che da sempre percorrevano questa fetta di Palestina, finché non sono stati in gran parte sgomberati dalle autorità israeliane per far posto a nuovi insediamenti. Qui, sull´antica strada tracciata dai romani che congiungeva Gerusalemme a Gerico, la prima sorpresa.

Miracolosamente in bilico sulle pareti di una gola scoscesa, all´ombra della roccia bagnata da una sorgente, ecco spiccare le cupole azzurre del monastero greco-ortodosso di San Giorgio, creato nel IV secolo dopo Cristo da eremiti desiderosi di imitare le vite dei profeti. È stato ricostruito a metà dell´Ottocento. Ci s´arriva attraverso un ripido sentiero al termine del quale il tè offerto dai monaci greci ridà coraggio e restituisce le forze. Ancora una decina di chilometri di strada, giusto il tempo di arrivare a 200 metri sotto il livello del mare, ed ecco sulla destra adagiarsi la moschea-santuario-caravanserraglio di Nebi Moussa dove, secondo la tradizione islamica, venne sepolto Mosè. Seppure qui sia la culla delle tre religioni monoteiste, quando si scende nel dettaglio difficilmente le varie narrative coincidono. Per i cristiani, la tomba di Mosè è sul Monte Nebo, in Giordania.

Ma, il pregio di Nebi Moussa è che lo splendido panorama a 180 gradi che si gode dalle sue finestre e terrazze si incentra proprio sul Monte Nebo, che si erge all´orizzonte, al di là della depressione del Mar Morto. Siamo ormai sulle rive del lago più salato della terra. A 422 metri sotto il livello del mare, l´aria è talmente secca, la temperatura così calda, la pioggia così rada da non permettere forme di vita. Eppure qua e là sulla grande spianata desertica crescono palmeti e aranceti e persino vigneti, frutto della scienza dell´irrigazione israeliana e, se andiamo verso Gerico, frutto della generosità delle acque che si nascondono in una delle oasi più ricche del mondo. Ma andiamo in direzione opposta, verso le spiagge dove il sale si solidifica sulle rive, il fondo è una melma di benefico fango e l´acqua ha una temperatura media di 30 gradi, per godere di un bagno, dove l´alta salinità garantisce uno spontaneo galleggiamento anche delle persone più pesanti.

IN JEEP NEL DESERTO! DA PROVARE!!

Grazie alla mia personale PR Paola, oggi vi segnalo un’escursione con partenza da Sharm diversa dalle solite.

In sostanza ti metti alla guida di una jeep e ti spari 40 chilometri di deserto, fermandoti ad ammirare panorami e a scattare foto.

Si parte alle 14,30 e si rientra alle 20,30. Per concludere una bella grigliata di carne in spiaggia!
La faccenda costa 100 euro a testa, non pochissimo, io proverei a trattare un pochino!

Attendo commenti e foto dal primo che proverà di persona questa escursione

Ecco il link per prenotare e chiedere info! ESCURSIONE IN JEEP

DA SHARM GITA ALL’OASI DI FEIRAN

Circondata da imponenti montagne, ravvivata da rocce granitiche colorate e sullo sfondo dal turchese del Mar Rosso, l’oasi di Feiran offre uno dei paesaggi più suggestivi e particolari di tutto l’Egitto.
L’oasi si trova nella penisola desertica del Sinai meridionale nel nord est dell’Egitto, a circa 120 kilometri da Sharm El Sheik sulla strada che unisce Suez alla capitale Il Cairo.
Feiran è una delle più importanti aree naturali dello stato egiziano: non è facile trovare una distesa di dodici mila palme (circa quattro kilometri quadrati), tra cui cresce anche della vite, in mezzo al deserto. L’eccezionale fertilità di questa zona è dovuta alla sua conformazione geologica: è infatti una vallata dove confluiscono le acque che scendono dalle montagne circostanti. Nell’area si coltivano anche grano, orzo, frumento, tamerici ma la produzione principale è quella di datteri.

BIRDNon è quindi un caso se l’oasi è conosciuta anche con il nome di “perla del Sinai”.
Inoltre nell’oasi vivono una grande varietà di uccelli e Feiran è una delle località più rinomate dell’Egitto per praticare il birdwatching poiché oltre alle specie che vivono stabilmente nell’area, vi sono molti uccelli migratori che transitano in particolari periodi dell’anno dal nord Europa verso il centro dell’Africa e viceversa.
L’oasi di Feiran è però molto importante anche da un punto di vista socio-storico: essa infatti è uno dei più antichi centri cristiani del Sinai. Qui si trovano le rovine di 12 vecchie chiese – addirittura gli archeologi hanno datato la costruzione di alcune di esse intorno al 400 d.C., collegandole al pellegrinaggio che molti monaci e fedeli erano soliti compiere tra il Monte Sinai e il Monastero di Santa Caterina.

È tradizione comune in Egitto indicare l’oasi di Feiran come il luogo dove Mosè e i suoi seguaci passarono durante il loro esodo verso la Terra Promessa e, sempre nell’area naturale, pare si trovi la pietra che secondo la Bibbia colpita da Mosè con il bastone cominciò a zampillare acqua fresca per dissetare i fedeli in fuga. Nell’oasi si trova anche il monte Tahoun da cui, secondo il Libro dell’Esodo del Vecchio Testamento della Bibbia, Mosè ha osservato la battaglia tra Ebrei e Amaleciti, popolazione biblica che viene ricordata coma la prima ad aver attaccato il popolo israelita. In cima alla montagna pare ci fosse una croce con i resti di una Chiesa.

L’importanza dell’oasi di Feiran per la religione cristiana si deve anche alla presenza di un antico convento – il Monastero delle Sette Ragazze. Esso è conosciuto anche con il nome di Monastero delle sette sorelle, Monastero di Feiran o Monastero di Mosè, Monastero delle sette monache o Monastero Dir Za’ir. È stato costruito nel IV secolo sul Monte Tahoun, pare nel punto dove Giosuè sconfisse Amalek, discendente ancestrale degli Amaleciti, mentre Mosè e Aronne lo sostenevano con la preghiera.
In realtà, alcune fonti storiche citano l’esistenza della comunità cristiana di Feiran fin dal II secolo (quindi prima della costruzione del monastero) e ci sono riferimenti ad anacoreti (i primi dei monaci) che vivevano nella zona nel 365 d. C.

La costruzione del monastero si sviluppa intorno ad un pozzo e a piccole abitazioni in pietra. Accanto al monastero di può visitare la vecchia sede del vescovo del Sinai che ha risieduto qui fino al VI secolo. Un recente scavo archeologico ha portato alla luce le fondazioni, parte del pavimento originario, al parete di una cappella interna e gli edifici che formavano la casa del vescovo.
L’oasi di Feiran nel libro della Genesi nella Bibbia è indicato come il posto il cui vagò Agar, dopo essere stata espulsa da Abramo dalla comunità cristiana.
Per raggiungere il monastero bisogna passeggiare lungo dei sentieri sterrati che costeggiano i resti di antiche tombe e palazzi e di antiche chiese bizantine.

Oggi il Monastero delle Sette Ragazze è sotto l’autorità del Monastero di Santa Caterina che si trova sul vicino Monte Sinai e la visita al convento è a pagamento – il ricavato è usato dalla comunità religiosa per l’assistenza alla popolazione locale.
Secondo un’antica tradizione cristiana (e islamica) è importante prendersi cura del prossimo e farlo gratuitamente e si narra che il monastero fosse la sede anche di antichi guaritori e ancora oggi qui si trova una clinica per la cura della popolazione.
Il 1 ° novembre 1994 la OEA (Organizzazione Antichità egiziano) ha chiesto di aggiungere questo alla lista dei monumenti UNESCO del Patrimonio dell’Umanità.

Chiesa di Mosè esterno e interno

A TUTTI GLI APPASSIONATI DEL BIRDWATCHING

Lo staff di Skua Nature è lieto di presentarvi il viaggio a Sharm El Sheikh del prossimo ottobre:

Immaginate di poter trascorrere otto splendidi giorni tra deserto e mare, di potervi immergere nella barriera corallina, nuotando tra pesci napoleone, pesci pappagallo, pesci pagliaccio, murene e tartarughe marine e, alzando lo sguardo verso il cielo di vedere un Falco pescatore tuffarsi nelle acque cristalline intorno a voi e guardando ancora più su di vedere volteggiare sopra la vostra testa centinaia di cicogne e rapaci di molteplici specie in migrazione verso l’ Africa….

La punta meridionale della Penisola del Sinai, tre i parchi nazionali di Ras Mohamed, Nabq e Santa Caterina, è senza dubbio in autunno uno dei migliori hot-spot del Paleartico Occidentale per il birdwatching. Migliaia di rapaci appartenenti a decine di specie, osservabili anche posati a breve distanza con opportunità fotografiche eccezionali! Aquila delle steppe, imperiale orientale, anatraia maggiore e minore (fino a 1700 individui in due ore a Ras Mohamed!!) sono tutte specie che osserviamo regolarmente. Oltre a queste Falco unicolore, di Barberia, Sparviere levantino, Capovaccaio, Poiana codabianca e delle steppe e molti altri ancora.

La nostra conoscenza del territorio è ormai ottima e le giornate vengono organizzate in modo da gestire al meglio il tempo per sfruttare i momenti migliori nei singoli siti e garantire la possibilità di realizzare foto fantastiche. Oltre a tutto questo sarà possibile osservare moltissime altre specie di uccelli migratori e delle tante residenti e tipiche del deserto come il Ciuffolotto del Sinai, o le diverse monachelle e allodole.

Un viaggio ricco di opportunità con ampi spazi dedicati alla fotografia e al birdwatching. Ma non solo! La barriera corallina di questa parte del Mar Rosso è tra le più belle al Mondo e sarà possibile effettuare uscite mirate di snorkeling per nuotare immersi in una moltitudine di pesci colorati.

Ebbene questo non è un sogno né tanto meno un viaggio di quelli irrealizzabili….venite con noi dal 16 al 23 ottobre 2010 a Sharm-el-Sheikh in Mar Rosso, Egitto, e capirete cosa vuol dire vivere la natura di queste terre, terre di deserto e montagne rocciose, di verdi oasi e wadi, di acque blu tra le più ricche di vita nel nostro pianeta!!

Il tutto soggiornando presso un albergo a quattro stelle con servizio all-inclusive, allestito con piscina e ampi giardini, dove si potranno osservare da vicino molte specie di passeriformi e affacciato su uno dei più bei tratti di costa della zona…già dall’albergo si potrà fare snorkeling di ottimo livello!!
Sarà un viaggio all’insegna del birdwatching (164 le specie osservate nel 2008 e 155 nel 2009) e dello snorkeling nella barriera corallina, con possibilità fotografiche strepitose!! Gli uccelli sono facilmente avvicinabili in quanto molto confidenti e, se siete dotati di macchina digitale subacquea, vi garantiamo scatti formidabili anche sott’acqua!!
Tra le specie più interessanti che si potranno contattare e fotografare ricordiamo Aquila delle steppe, Aquila anatraia minore e maggiore, Aquila del Bonelli, Aquila imperiale, Falco unicolore, 3 specie di Grandule, Pernice delle sabbie, Corriere di Leschenault, Gabbiano occhi bianchi e fuligginoso, Sterna guance bianche, Tortora maschera di ferro, Martin pescatore bianco e nero, Bulbul occhi bianchi, Beccamoschino inquieto, Ciuffolotto del Sinai e Zigolo delle case, solo per citarne alcune tra le tantissime presenti in Sinai…
Senza contare le sorprese che la migrazione in atto nel periodo di visita ci può sempre regalare…
Il viaggio prevede la visita del Parco Nazionale di Ras Mohamed e il Parco Nazionale di Nabq con i suoi mangrovieti, l’area montuosa del Monastero di Santa Caterina, l’Oasi di Feiran e l’area di Naama Bay…

E in più quest anno ci sarà una grande novità!! Per quanto riguarda i fotografi più esigenti, ci sarà la possibilità, con una maggiorazione sul prezzo, di potersi dedicare alla fotografia naturalistica con l’ausilio di fuoristrada dedicati, con tre passeggeri a bordo più autista, in modo tale da poter avere piena libertà di movimento e una maggiore possibilità di gestione dei tempi fotografici!!

Infine importantissimo: grazie alle collaborazioni che sono state avviate in questi anni con le autorità locali, avremo tutte le autorizzazioni necessarie per entrare e spostarci liberamente in tutte le aree che visiteremo!

Per ricevere un programma dettagliato del viaggio via mail su skuatravels@gmail.com

Nel seguente link potrete visionare le foto scattate dai partecipanti negli scorsi viaggi:

http://www.skuanature.com/skua_nature2/LE_NOSTRE_AVVENTURE/Pagine/SINAI_2009.html

LINK ALL’ARTICOLO ORIGINALE

COME VIVONO IL RAMADAN I VERI BEDUINI DEL SINAI? VISTO CHE ANDIAMO IN VACANZA NELLA LORO TERRA, IMPARIAMO QUALCOSA DELLA LORO CULTURA

Nella foto un tappeto da preghiera

Per capire come vivono il Ramadan i beduini del Sinai, mi sono rivolto a Paola.
Vi ho già parlato di lei nei giorni scorsi a proposito delle discipline olistiche, il suo lavoro. Ma Paola è una persona assolutamente al di fuori dagli schemi. Si è trasferita a Sharm attratta dal deserto, dalla cultura delle popolazioni che vivono nel deserto del Sinai e col tempo ne ha ottenuto fiducia e reciproca simpatia. Attraverso Paola si effettua un vero e proprio scambio culturale. Ogni tanto lei si stacca dalla realtà di Sharm per trascorre qualche giorno con i suoi amici beduini, condividendone tempi e ritmi, apprendendone la cultura e assimilandone le tradizioni.
Nessuno meglio di lei quindi potrebbe descriverci come vivono il Ramadan queste popolazioni che pur vivendo a pochi chilometri dai resort per turisti, sono ai più assolutamente sconosciuti. Vivono nella calma e nel silenzio la loro semplice esistenza, fieri delle loro tradizioni, lontani dal consumismo e ancora capaci di gioire delle piccole cose. Siamo sicuri di essere più civili di loro?
Eccovi  quindi la testimonianza di Paola

Il vero significato della parola Ramadan spesso sfugge agli occidentali e agli appartenenti a religioni diverse da quella musulmana.
Ramadan è il decimo mese del calendario arabo ed è il mese dedicato alla Purificazione. Il mese in cui viene seguita una disciplina di preghiera e di vita più sentita, più spirituale e anche un pochino più ligia.

Secondo l’Isam i fedeli dovrebbero dedicarsi alla purificazione del corpo e dell’anima. Ed è per questo, che per un’intera fase lunare, dal sorgere al tramonto, il musulmano si astiene dal bere, mangiare, fumare, fare pensieri e azioni impure.Un voto a Dio, un dono alla sua benevolenza e perdono.

Il mese del Ramadan rappresenta anche un’occasione per le famiglie di sanare piccoli e grandi dissapori, per gli amici ritrovarsi nel cuore e tendere una mano verso l’altro.La beneficenza è prevista dal Corano, che invita tutti ad aiutare i poveri e i bisognosi.

Naturalmente, con questi precetti di digiuno e astinenza dall’alba al tramonto, la vita slitta in quasi la sua totalità.Questo avviene in modo particolare presso le tribù Beduine che vivono ancora in stretto contatto con la natura.

Il Ramadan inizia quando la prima falce della luna nuova appare in cielo (e che cielo!). Sin da quel primo momento, la vita per un mese assumerà un sapore diverso. Ci si corica all’alba, dopo una cena leggera e la preghiera, e si dorme il più a lungo possibile, cercando di ignorare i sempre più caldi raggi del sole. Chi è impegnato in un’attività lavorativa è un po’ meno fortunato, ma può godere di una lunga pausa nelle ore più calde.

Nelle tende e nelle casette in muratura si svolgono le normali attività di pulizia e accudimento di bambini e animali.

Prima del tramonto le donne iniziano a preparare la colazione, che si chiama Iftar, prevalentemente costituita da una deliziosa bevanda a base di latte e datteri che si chiama “tamr el laban”. Segue la preghiera e la cena a base di carne di capra o pollo, accompagnata da riso e verdure.

Gli ingredienti della cucina del deserto sono piuttosto limitati rispetto a quella mediterranea, ma i metodi di cottura tradizionali e la varietà delle ricette li valorizzano al massimo.

Dopo aver mangiato ci si riunisce accanto al fuoco e la vita sociale ha inizio, chi chiacchiera, chi suona, chi danza, chi, in disparte, prega.

Le famiglie si incontrano e si fanno reciprocamente visita donandosi dolcetti che verranno gustati insieme al buonissimo the beduino sapientemente aromatizzato con le erbe del deserto.

Durante il Ramadan, interi gruppi familiari si spostano anche per molti chilometri, per fare visita ai parenti più lontani e a quelli che vedono meno frequentemente.  E’ una festa per tutti, un ritrovo e un’occasione, come dicevamo, per stringersi la mano.

Un’ora prima della preghiera dell’alba, il muezzin, con quello che a noi sembra un canto, informa che il sole sta compiendo il suo tragitto e che presto sorgerà. Iniziano i preparativi del pasto fatto per affrontare la giornata che verrà consumato prima della preghiera. Dopo è di nuovo tempo di sistemare i tappeti, stendere le coperte al suolo, e coricarsi cullati dal tepore della terra.

Per un intera fase lunare si vive con lentezza, coltivando interiormente la sensazione di pace, praticando il digiuno e la fratellanza durante le lunghe giornate scandite dalle preghiere e dal sole.

Così come è iniziato, il Ramadan termina al sorgere del primo spicchio di luna lasciando “la scena” ad una grande festa, Eid el Fetr, che per tre giorni celebrerà la ritrovata purezza del cuore.


SE IN VACANZA VUOI DEDICARTI AL RELAX E AL BENESSERE PERSONALE E FISICO

L’appuntamento con le vacanze per molti è sinonimo di trasgressione,discoteca, alcool, stravolgimento degli orari. Prerogativa soprattutto degli under 30! Poi, nella maggior parte dei casi, ci si calma un po’ e la vacanza assume significati diversi, per moltissimi è un periodo nel quale dedicarsi un pochino a se stessi. Dalla semplice e rilassata lettura di un libro che non si riesce a leggere durante l’inverno, a settimane dedicate alla cura del proprio corpo e della propria mente.

Chi fosse interessato a questo tipo di vacanza, a Sharm trova quello che fa per lei/lui.
Basta sapere dove cercare, e ancora una volta sono contento di fornirvi informazioni e contatti per trasformare la vostra vacanza in un percorso assolutamente coinvolgente e fuori dagli schemi. Complici il deserto, il silenzio, la sensazione del sole caldo sulla pelle, il mare, le stelle….. in una parola, la magica natura del Sinai.

Questo post è frutto di un fitto scambio di telefonate e di mail tra me e Paola, persona che ho veramente apprezzato per la sua schietta semplicità e per la sua naturalezza.

Con piacere quindi riporto a voi il frutto di questa nuova conoscenza.
Non essendo un tuttologo ma solo un povero blogger, ho dovuto farmi condurre da Paola alla scoperta delle discipline olistiche che non conoscevo assolutamente. Credo che molti di voi ne sappiano molto ma molto più di me e sicuramente sapere che in Sinai, a Sharm, c’è una persona come Paola sia un’informazione di cui faranno tesoro. Per chi si è già avvicinato a queste discipline, il poter vivere questa esperienza nel deserto, condotti da un’italiana che ha fatto di queste tematiche una precisa scelta di vita, potrebbe essere un’esperienza indimenticabile.
Per chi invece ancora non ha avuto l’opportunità di conoscere di persona queste tecniche, e dalla vacanza cerca soprattutto un momento di relax e di benessere corporeo e mentale, questa potrebbe essere un’occasione impareggiabile per avvicinarsi.

Ecco quindi la presentazione di Paola:

Il Sinai è da sempre una terra ad alto contenuto di spiritualità, dai templi sotterranei risalenti all’epoca dei Faraoni al più “moderno” Mosè, dagli albori della Cristianità fino ad oggi questa terra attrae persone spirituali, legate cioè a qualcosa di superiore che tocca e guida le loro anime.

Oggi l’uomo sembra avere in parte dimenticato questo aspetto del Sinai ponendo maggiore attenzione all’industria turistica e del divertimento. Tuttavia c’è ancora chi viaggia in questa Terra per ragioni più intime, come ritrovare un vero contatto con la natura ed una più forte unione con il proprio spirito, la propria anima.

Da anni mi occupo professionalmente di meditazione e medicina olistica e con molta passione, organizzo nel Sinai corsi e seminari di Realizzazione Personale e Autoguarigione, con l’intento di offrire un punto di riferimento alle persone interessate a queste discipline

Amo questa terra così come amo contribuire e supportare la crescita e la guarigione spirituale di chi si rivolge a me.

Ricevo individui e piccoli gruppi in bellissime spiagge sul mare, nelle oasi o tra le più magnetiche montagne rocciose dove si svolgono trattamenti olistici, lezioni di auto guarigione e veri e propri corsi intensivi di realizzazione personale.

I seminari sono anche itineranti: soluzione molto affascinante che associa l’esperienza spirituale alla visita degli angoli più magici e affascinanti di questa penisola.

Chiunque sia interessato ad avere maggiori informazioni, partecipare ad un seminario, prenotare rigeneranti sedute di Reiky o rilassanti massaggi Ayurvedici può contattarmi ai seguenti recapiti:
paolasole@msn.com  oppure +20103972581

Paola, che gode della fiducia di siti e di agenzie di viaggio, sarà felice di rispondere alle vostre domande e, su richiesta, aiutarvi ad organizzare voli e prenotazioni alberghiere.

UNA FOTO AL GIORNO: IL MONASTERO DI SANTA CATERINA

FOTO BY SIGUR

UNA FOTO AL GIORNO: CARRETTO NEL SINAI

UNA SETTIMANA DI TREKKING NEL SINAI DAL 23 AL 30 OTTOBRE

TRATTO DAL SITO EDEFRA.IT

Accompagnatore-corrispondente egiziano autorizzato e specializzato in viaggi nel deserto  –  settimana  vero godimento interiore  (programma in sintesi)       

sabato 23 ottobre -Ritrovo dei partecipanti a Bologna alle ore 19 per imbarco e alle ore 21.10 partenza con volo di linea per Sharm ,arrivo previsto le ore 01.05, trasferimento a Dahab (80 km), sistemazione nelle camere e pernottamento

domenica 24 – lunedì 25 – martedì 26 -mercoledì 27 ottobre -Trasferimento al punto di partenza del Trekking dove ci attendono i beduini del luogo con la carovana di cammelli, solo loro conoscono i sentieri, ognuno ha a disposizione un cammello e può scegliere quando camminare o cavalcare. I bagagli vengono trasportati in Jeep ad ogni tappa. Si parte per questi splendidi percorsi facendo varie soste in un’atmosfera di grande pace. Giriamo all’interno del deserto anche il 25 e il 26 si procende con assoluta calma.I beduini ci allesitranno una grande tenda per la notte. Sembra di dormire sotto una mervagliosa cupola di stelle. Ognuno si deve portare un buon sacco a pelo e materassinom, non esiste nessun pericolo durante questi giorni nel deserto. I pasto sono semplici ma molto nutrienti.

Alla portata di tutti anche dei bambini sopra i 10 anni.

mercoledì 27 ottobre – Fine del trekking. Visita al Monastero di S. Caterina, sotto il monte Mosè,  in hotel vicino Dahab, uno dei luoghi più belli e tranquilli sul mar Rosso. Cena e pernottamento in hotel.
giovedì 28 e venerdì 29 ottobre -Relax sul Mar Rosso, cena e pernottamento in hotel.
sabato 30 ottobre– Prima colazione e parte della mattinata libera, quindi trasferimento in tempo utile per essere in aeroporto alle ore 14.00.

QUOTA INDIVIDUALE: € 985,00
minimo 15 persone
Supplemento camera singola in hotel: € 95,00

la quota comprende

volo aereo a/r bologna sharm el sheikh-tasse aeroportuaali-tutti i trasferimenti per effettuare il tour-sistemazione in hotel 4 stelle e campi tendati-trattamento in pensione completa durante il trekking e mezza pensione in hotel-acqua minerale naturale durante tutti i pasti- guida beduina durante il trekking -accompangatore turistico dalla partenza da bologna fino al ritorno-assicurazione di viaggio medico bagaglio
………… per ulteriori dettagli contatta direttamente l’associazione Edefra, ti invieremo tutto il materiale dettagliato – info@edefra.ittel 3661076235

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VAI IN MAR ROSSO CON MERIDIANA? POSSIBILI DISAGI!

Sciopero strisciante dei controllori di volo minaccia i collegamenti della Meridiana Fly
Fra ritardi e mancati decolli circa 8 mila clienti di Meridiana Fly, in partenza per le vacanze oppure al rientro, risultavano coinvolti ieri sera in una serie di problemi tecnici al controllo del traffico aereo greco, che potrebbero nascondere una specie di sciopero informale del personale greco; questioni che, secondo la denuncia la compagnia aerea italiana, stavano provocando «pesanti danni». Disagi minori hanno coinvolto altri vettori come Alitalia e Easyjet – anche qui qualche cancellazione c’è stata.

Meridiana Fly è particolarmente forte nei voli dall’Italia verso le isole greche e il Mar Rosso. Dal suo punto di vista lo spazio aereo ellenico e le sue strutture di controllo sono strategici anche le rotte fra l’Italia e l’Egitto. I problemi in Grecia sono costantemente monitorati dall’organo di controllo europeo Eurocontrol e «parrebbero celare un non dichiarato sciopero selvaggio dei controllori di volo».

In serata erano 44 i voli Meridiana fly interessati direttamente o indirettamente da questa situazione, «che – sottolinea la compagnia – colpisce più gravemente di altri vettori Meridiana Fly, che con 90 voli settimanali operati sull’Egitto e 70 sulla Grecia ha una quota di mercato di oltre il 40 per cento in Italia su queste destinazioni». Meridiana Fly conteggiava circa 8 mila clienti coinvolti, «ai quali – spiegava la compagnia aerea – vengono costantemente fornite assistenza e informazioni».

I quarantaquattro voli di Meridiana interessati ieri sera dalle difficoltà del traffico aereo sulla Grecia riguardavano soprattutto gli scali del Nord Italia, come Malpensa, Bergamo e Verona, e comprendevano voli sia in partenza che in arrivo. In particolare, le destinazione colpite risultavano le isole di Mykonos e Kos e nel Mar Rosso Marsa Alam e Sharm El-Sheikh.

I controllori di volo greci nei giorni scorsi avevano proclamato uno sciopero di 24 ore a partire da ieri, accusando il governo di Atene di «continuare a ignorare la necessità di cambiamenti organici, secondo le regole europee»; gli uomini radar ellenici chiedono più posti di lavoro e salari più alti, cose difficili da ottenere mentre la Grecia vive sotto la tenda a ossigeno degli aiuti europei, che hanno evitato al Paese di essere travolto dalla crisi finanziaria.

La protesta dei controllori di volo, accolta molto negativamente dagli operatori turistici preoccupati per le ripercussioni sul turismo, era stata ufficialmente revocata dagli stessi uomini radar, dopo che un tribunale greco l’aveva giudicata illegale. Ma secondo la compagnia aerea ieri lo sciopero sarebbe stato avviato lo stesso, senza dichiararlo formalmente, penalizzando in forte misura il trasporto aereo.

FONTE: LA STAMPA.IT

APPELLO A TURISTI PROVENIENTI DA OLBIA E DIRETTI A SHARM

Ieri ho conosciuto una bella persona che a Sharm organizza tour particolari accompagnando i turisti a conoscere i veri beduini che vivono nel deserto.
Non lo fa con scopo di lucro, ma nel tempo libero, come hobby, accontentandosi di fare avere dei benefici ai suoi amici beduini. Il suo scopo è cercare di far incontrare la nostra cultura con la cultura beduina vera, tentando di trasformare i turisti in viaggiatori per poche ore o per qualche giorno. Un’esperienza che non tutti potrebbero gradire, ma che sicuramente ha un suo fascino e attira molte persone.

Quello che invece è sicuramente alla portata di tutti (parlo di chi da Olbia andrà a Sharm) è la cortesia che personalmente chiedo, di fare da corriere per un sacchettino di vestitini nuovi che devono essere portati ai bambini beduini. Nessuna fatica e nessun impegno. Qualcuno verrà ad Olbia a consegnarvi il pacchettino e a sharm questa persona verrà direttamente al vostro hotel a ritirarlo. In cambio avrete la possibilità di conoscere questa ragazza che senz’altro vi fornirà dritte e consigli di primissima mano  utilissime per il vostro soggiorno a Sharm.

Forza Olbiesi, rendetevi disponibili a questa piccola cosa mandandomi una mail a menevadoasharm@libero.it

Non deludetemi!! Io, la mia nuova amica di Sharm
e soprattutto i bambini contiamo su di voi!

Ho deciso di appoggiare l’iniziativa di questa ragazza. Nei prossimi giorni potrete trovare su questo blog le istruzioni su come fare e come muovervi per far arrivare doni e vestitini ai bambini beduini. Una maglietta, un paio di scarpine, delle matite, dei quaderni, dei giocattoli. Un consiglio, chi ha la possibilità di andare alla Lidl trova a prezzi bassissimi sia dei vestiti da bimbo molto carini che regalini vari. Ma in qualsiasi centro commerciale, nel banco delle offerte troverete sicuramente qualcosa che messo nel carrello quando si fa la spesa settimanale non pesa sul vostro bilancio, ma la leggerezza che ricevete in cambio di un dono PORTATO DALL’ITALIA con cartellino e confezione italiana non ha prezzo! Fate capire a chi riceve, che fin dall’Italia avete pensato a loro, e credetemi, per loro conta tantissimo! Nelle prossime settimane avremo l’invasione di matite, gomme, temperini, astucci, gomme, righelli, insomma, cose per la scuola! Puntiamo su quelle perchè i giocattolini fanno subito una brutta fine e accontentare 200 bimbi è difficile!
Pensate con quanto poco possiamo regalare un sorriso!
Appena saremo pronti vi informerò di tutto. Voi intanto quando andate a fare la spesa infilate qualche cosa anche per i bimbi egiziani nel carrello! Non soldi, pensieri!
E se in un eccesso di generosità trovate qualcosa da regalare anche agli anziani, sbilanciatevi pure! Un maglioncino, una felpa superscontata di fine serie sono molto utili nelle fredde serate del deserto!
Ma anche uno scialle, delle calde pantofole, insomma, lascio a voi il gusto di fare un regalo col cuore a persone che hanno meno di noi ma sicuramente hanno ancora il piacere di apprezzare doni anche se non sono firmati!

Buona caccia!

UNA FOTO AL GIORNO

Un’altra bella foto di Stefania d’Alba che ringrazio per la concessione e perchè ci regala suggestioni magiche!

UNA FOTO AL GIORNO: IL PUNTO DI VISTA DI DIO

Assolutamente affascinanti queste ricostruzioni fotografiche del trentunenne artista australiano James Dive!
Utilizzando Google Earth e oltre tre mesi di tempo per ricercare i punti esatti delle sue ricostruzioni, ha ricreato quattro stupendi scenari di ispirazione bibilica:

  • il passaggio del Mar Rosso
  • la crocifissione di Cristo
  • la partenza dell’Arca di Noè
  • Adamo ed Eva nel giardino dell’Eden

Grazie ad una eccezionale padronanza del fotoritocco e di una idea eccezionale, ha realizzato 4 immagini che avranno un posto nelle prossime mostre di arte moderna! Per realizzare l’immagine proposta oggi ha utilizzato immagini del deserto, del Mar Rosso e delle Cascate del Niagara realizzando una perfetta fusione. Da notare la precisione delle nuove onde che si vengono a creare a causa della divisione delle acque, e le persone che si incolonnano nel nuovo varco! Lo torvo geniale! Se avete pazienza ne posterò una al giorno anche se solo la prima è direttamente connessa col tema del blog, se non avete pazienza avete tutti gli indizi per trovarle da soli nel web!

Il Mar Rosso si apre per far passare Mosè e gli ebrei in fuga dall’esercito del faraone

PRIMA SOGGIORNI E DOPO PAGHI!!!!!!

Questa è bella, ma a pensarci bene in tutti gli hotel del mondo prima soggiorni e paghi quando fai check out!! Comunque a Sharm non si era mai visto credo!!

Comincia con l’andare su uno dei mille siti che vendono solo passaggi aerei e trovati un volo con andata e ritorno nelle date che preferisci

Poi vai sul sito, ti scegli il tuo hotel a sharm per il numero di notti che vuoi (quindi non obbligatoriamente 6!) e ti organizzi. Per il mangiare Sharm offre di tutto e a tutti i prezzi!Il bello è che così ti puoi fare Puoi fare 10 giorni o un weekend lungo

Ti fai la tua bella vacanza e prima di partire paghi!
Semplice e a prova di truffa! La polizia egiziana non scherza su queste cose!!!

Per prenotare l’hotel il sito è questo

LateRooms.com è la soluzione ideale per i tuoi viaggi.
Prenota subito con conferma immediata e paga in hotel al momento della partenza.

ASCOLTA DAL TUO PC LA RADIO DI SHARM

Se pensi di passare la giornata ascoltando nenie arabe non hai ancora capito nulla!

Per ascoltare RADIO SHARM LIVE devi registrarti sul sito della radio (in fondo a questo post metto il link) . Devi scegliere uno username e una password e inserire una tua email dove pochi secondi dopo la registrazione ricevi una mail che contiene un link di controllo per completare la registrazione

Una volta confermata la registrazione inserisci utente e password negli appositi spazi e seleziona la velocità della tua connessione con i tasti arancio o rosso

BENVENUTO IN RADIO SHARM LIVE

e qui come al solito trovi il link!

DONNAVVENTURA 2010 SBARCHERA’ IN EGITTO

Dopo la Selezione Finale a Milano presso il Bar Magenta, dove sono state invitate 50-60 candidate tra tutte le selezionate, è stato scelto il team delle 12 finaliste che sono partite immediatamente per la settimana di training a La Thuile, Valle d’Aosta. Seguirà 16 luglio, dalle ore 12.00 alle 14.00, l’incontro con i media ancora a Milano, dove i media partner sono chiamati a conoscere le protagoniste e segnalare la loro preferenza per dar vita agli abbinamenti con le nuove Donnavventura per la Spedizione del Grand Raid d’Egitto.
Per passare la selezione le ragazze hanno dovuto dimostrarsi brillanti davanti alle telecamere; abili nella guida a bordo dei nuovi cross-over ASX e dei collaudati pick-up Mitsubishi L200 che da 8 anni accompagnano Donnavventura in ogni spedizione in giro per il mondo.  Quest’anno i veicoli si sono dotati di speciali pneumatici Yokhoama, nuovo alleato della carovana, e particolarmente adatti alle difficoltà del percorso previsto. Test driver d’eccezione: Anna Cambiaghi, Chantal Galli (rispettivamente campionesse europea e italiana di rally) e la Donnavventura veterana Stefania.
Infine, le partecipanti dovranno mostrarsi fotogeniche e sempre pronte allo scatto delle fotocamere Canon. Accompagnate dalle veterane Ana, Benedetta e Chiara, le ragazze selezionate stanno affrontando 6 giorni di training intensivo, in cui si simulerà la quotidianità di una spedizione Donnavventura. Il campo base è allestito ancora una volta da Ferrino, leader del mondo outdoor, nella verde pineta de La Thuile. La Scuola di Pilotaggio Mitsubishi dispenserà poi una vera e propria formazione off-road, che permetterà alle Donnavventura di diventare provette guidatrici di un veicolo 4×4 e sapere tutto quello che serve per affrontare la guida su sabbia che le attenderà nel Grand Raid d’Egitto; il tutto supervisionato dal test driver Rudy Briani. Importanti sono state inoltre le prove legate all’attività giornalistica: ogni inviata sarà infatti una reporter alle prime armi e avrà il compito di redigere i propri racconti di viaggio per importanti testate editoriali, quali: Marie Claire Travel, Cosmopolitan, Men’s Health, Sport Week, Ragazza Moderna, ma non solo… le ragazze verranno anche scelte come inviate speciali per i collegamenti radiofonici di RTL 102.5, la radio che da sempre trasmette grande musica, intrattenimento e informazione mettendo al primo posto i propri ascoltatori; i tanto amati Very Normal People. Ma le Donnavventura quest’anno non saranno solo inviate speciali, la squadra si farà anche promotrice e portavoce delle buone regole del Turismo Responsabile; tra le novità del programma spicca, infatti, la partnership con AITR – Associazione Italiana per il Turismo Responsabile.

BIRDWATCHING IN SINAI

Per la sua collocazione geografica la penisola del Sinai costituisce una sorta di “ponte” naturale per moltissimi uccelli durante le migrazioni da e per i quartieri di svernamento nell’Africa subsahariana. In particolar modo varie specie di rapaci, sorvolando la vicina Israele e la penisola arabica, sfruttano le termiche lungo costa prima di entrare, attraverso la Valle del Nilo, sul continente africano.

Se oltre a tutto questo consideriamo che il Sinai ospita come nidificanti alcune interessanti specie a distribuzione mediorientale, è facile comprendere come anche il birdwatcher più esigente e smaliziato troverà ampia gratificazione dall’osservare uccelli in quest’area. Nel contempo, cosa non da poco, anche mogli e figli avranno modo di poter ampiamente soddisfare la loro “voglia di mare”…

QUANDO ANDARE

Praticamente in tutti i mesi dell’anno si possono fare ottime osservazioni. Dovendo scegliere, sono ovviamente da preferire quelli in cui è maggiore il flusso migratorio: marzo-aprile (in particolare per i Passeriformi) e metà settembre-metà novembre (soprattutto per i rapaci). Anche nei mesi invernali, comunque, si possono incontrare specie svernanti “di qualità”, così come dalla tarda primavera è migliore l’occasione per osservare alcune specie nidificanti, specialmente Laridi e Sternidi.

Occorre comunque sempre tenere a mente che, mentre tra dicembre e febbraio le giornate sono “più corte” e con meno ore di luce a disposizione, in Luglio-Agosto le temperature diurne raggiungono picchi a volte davvero elevati. Personalmente, ho sempre cercato di effettuare le mie osservazioni dalle prime luci dell’alba, per poter sfruttare al meglio sia le condizioni climatiche che il comportamento degli uccelli, solitamente più attivi durante le prime ore del mattino (soprattutto le specie deserticole).

PER VEDERE DESCRIZIONI DETTAGLIATE SULLE ZONA DA VISITARE, CHE TIPI DI UCCELLI AMMIRARE, VI POSTO IL LINK DI UN ACCURATISSIMO ARTICOLO, CORREDATO DA BELLISSIME FOTO.

UNA FOTO AL GIORNO

Muoversi ieri e muoversi oggi!

Sarà progresso??

Per gentile concessione di: wrrroah