GLI AMANTI DEL NILO

1943, tunisia meridionale. gli eserciti dell’asse arretrano giorno dopo giorno sotto la pressione delle forze alleate. un giorno la giovane Anne Frendo, che vive a Bessariani insieme al padre, trova sulla spiaggia deserta il corpo di un aviatore francese. Con l’aiuto della zia archeologa, Anne intraprende un viaggio nel tempo per tentare di salvare il giovane soldato. Ritorna cosi’ a tre giorni prima, in un palazzo egiziano sulle rive del Nilo, dove gli ufficiali alleati stanno preparando l’offensiva in Tunisia. Tra loro riconosce l’uomo della spiaggia. Per cambiare il suo destino e salvarlo Anne ha una sola arma a disposizione: la seduzione.

Attori: EMMA DE CAUNES, BERNADETTE LAFONT, ERIC CARAVACA, JAQUES NOLOT
Registi: ERIC HEUMANN

Compralo online a 6 euro

UNA FOTO AL GIORNO: L’OCA DEL NILO

Uno splendido esemplare di Oca del Nilo fotografato in Olanda
dove sta minacciando la specie autoctona

Clicca più volte per ingrandire al massimo!

UNA FOTO AL GIORNO

COLORI E SPEZIE

SI O NO??? RISULTATO DEL REFERENDUM AL FOTOFINISH

«Ho votato “no” perché se si vuole cambiare bisogna farlo davvero e non bastano questi pochi emendamenti alla costituzione a cambiare la nostra vita politica dopo 30 anni di regime di Hosni Mubarak. Ho detto “no” anche per rispetto ai poveri ragazzi morti di piazza Tahrir che non hanno perso le loro vite per così poco» dice Hale che lavora in un albergo ed è in coda da questa mattina presto alla scuola elementare Fathaye Behiq in Via Ganad Hosny, una traversa di Akr sul Nil, per poter poi andare al lavoro.

Omar el Kayerm, 28 anni, musulmano, che vende carte telefoniche nel negozio poco lontano di Via Bustern, ha votato sì perché così hanno detto di fare i Fratelli musulmani. E lui si fida del loro giudizio visto che dal 1954 sono al bando, ma sono rimasti sempre con la povera gente, come lui che ha potuto istruirsi frequentando proprio una delle loro scuole, visto che quelle pubbliche sono un disastro. Heba, avvocato civilistico, 30 anni, invece ha votato no perché l’Egitto non si è messo in gioco per un po’ di cambiamento cosmetico della Costituzione: «La gente è scesa in piazza non per il pane ma per recuperare la dignità e ottenere la libertà e queste modifiche sono insufficienti». Anche Ramy, 42 anni ha votato no. «Sono tornato questa mattina da Berlino apposta per poter votare. Sono un imprenditore turistico, gestisco un resort a Marsalah sul Mar Rosso e ho la sede dell’ufficio qui al Cairo. Ho solo il 12% di presenze in albergo, due mesi buttati via per avere solo dei piccoli cambiamenti che non cambiano nulla? No, non ci sto proprio anche se venerdì ho ricevuto un sms sibillino da parte dell’esercito che diceva: “il referendum sugli emendamenti alla costituzione=democrazia”».

 

Ayah, 20 anni, studentessa musulmana di arte all’Università del Cairo, ma senza il velo, invece voterà sì perché è stanca di stare a casa e di non poter lavorare. «Ci vuole un po’ di stabilità e sicurezza in questo paese. I miei genitori hanno dovuto mettere le inferriate alle finestre, prima non c’era delinquenza. Io dico che è meglio qualcosa subito che niente domani».
Rafat, 27 anni, cristiano copto, lavora l’oro ma dal vestito usurato che indossa sembra proprio che non ci navighi nell’oro. Come tutti i suoi correligionari, voterà no per contrapposizione ai Fratelli musulmani che invece indicano di votare per il sì. Anche Mhamedd Nassrr, regista che sta pensando a un film sui moti di piazza Tahrir, voterà “no”. «E’ la prima volta che vengo al seggio perché le precedenti volte era solo tempo perso», per via dei brogli, fa capire. «Al Cairo i “no” sono la maggioranza ma fuori, nelle campagne i fratelli musulmani sono molti forti, condizionano la volontà delle persone e le forzano a votare sì». Anche Mohamud, 22 anni, che fa il pittore nella vita voterà “no” per il gusto di poter finalmente opporsi a qualcosa mentre Hussein, che fa il panettiere, voterà sì perché così tra sei mesi si va al voto legislativo o presidenziale dove vinceranno i Fratelli musulmani. Magdailene, invece, cattolica latina, («non siamo mosche bianche in Egitto, siamo molti anche se nessuno parla di noi») voterà “no” ma non nasconde la sua preoccupazione per il futuro dell’Egitto e dei suoi correligionari.

La fila per entrare al seggio è lunga duecento metri, cosa mai vista. Due poliziotti controllano l’ingresso, altri quattro con un militare sono di guardia all’interno del cortile della scuola elementare che ha dei murales che inneggiano all’amicizia dipinti alle pareti esterne. Si entra in un unico seggio che è un aula con la lavagna nera sullo sfondo di una parete. Tre banchi agli altri tre lati, ricevono a turno l’elettore che dopo aver mostrato il documento di riconoscimento dice il suo nome che viene scritto su un libro con accanto il numero della sua carta d’identità. Davanti a tutti (non ci sono cabine elettorali) prende una maxi scheda con un simbolo nero stampato sopra che vuol dire “non accetto”, e uno verde che vuol dire “accetto”. Così anche gli analfabeti, il 40% della popolazione, possono votare, applicando con una biro portata da casa un v di visto, non una x.
La scheda viene piegata e messa in urne di legno chiuse con il lucchetto e con una parete in vetro. Un dito della mano viene dipinto con l’inchiostro viola fosforescente per evitare il voto multiplo. In una confusione da stadio si esce. Questa sera i primi risultati per il primo storico referendum libero del nuovo Egitto.

QUESTA SERA DA EGITTIAMO CAFFE’!!!

Questa sera da Egittiamo Caffè:
TARTARE DI MANZO ALLE 10 SALSE
Prenota allo 0161350729

Egittiamo Caffè, Naama Bay nella piazzetta dietro alla Carrefour


UNA FOTO AL GIORNO

Clicca per ingrandire questa splendida immagine dei monti del Sinai

RIAPRE ANCHE IL CLUB MED DI EL GOUNA

Con lo stabilizzarsi della situazione in Egitto e in Tunisia e sull’onda delle riaperture di entrambe le destinazioni da parte dei principali tour operator, anche Club Med si è rimesso in moto. Dopo aver riaperto il Villaggio a 3 Tridenti di Djerba La Douce, in Tunisia, e il Resort a 4 Tridenti di Sinai Bay, in Egitto, annuncia la prossima riapertura anche del Villaggio a 3 Tridenti di El Gouna, la seconda struttura egiziana dell’operatore.

Situato nel Golfo di Gabes, nel sud-est della Tunisia, il Villaggio La Douce, aveva chiuso i battenti lo scorso 16 gennaio e poco più di un mese dopo, il 26 febbraio, la sua riapertura è stata anche l’occasione per pubblicizzarne la recente ristrutturazione in versione più haut de gamme, ma sempre attenta alle esigenze di grandi e piccini con tutta una serie di servizi e attività di intrattenimento.

In Egitto, dopo la chiusura di entrambe le strutture Club Med il 1° febbraio, l’operatore ha disposto il 26 febbraio la riapertura del Villaggio a 4 Tridenti, con spazio a 5, di Sinai Bay, struttura da scegliere se, oltre alle acque del mar Rosso, si è interessati a più avventurose escursioni verso il deserto. La riapertura del Villaggio a 3 Tridenti di El Gouna, a nord di Hurghada, è prevista invece per il 19 marzo.

MA QUANTE ANALOGIE CON GESU’ !!!!

HORUS, IL DIO EGIZIO DELLA LUCE E DELLA BONTA’

  • fu annunciata la sua nascita alla madre dall’angelo Thot, che le comunicò anche che il figlio sarebbe stato concepito verginalmente

  • nacque in una grotta il 25 dicembre dalla vergine Iside, annunciato da una stella d’oriente

  • venne adorato nella grotta da pastori e da tre saggi che gli offrirono in dono oro, incenso e mirra

  • da bambino insegnò in un tempio

  • ebbe 12 discepoli

  • all’età di 30 anni fu battezzato nelle acque del NILO da una figura nota come Anup, che venne in seguito decapitato

  • combatté 40 giorni nel deserto contro Set

  • compì miracoli, come la resurrezione dei morti e la camminata sulle acque

  • fu chiamato il “Santo Bambino” ed era noto con molti nomi, tra cui: “La Verità”, “La Luce”, “La Vita”, “L’Unto Figlio di Dio” e il “Buon Pastore”, “L’Agnello”, “La Stella del Mattino”

  • Sapeva volare e cantare

  • Horus nacque a Annu, il “posto del pane”, come in lingua antica significava Bethleem, la “casa del pane”

  • fu crocifisso e dopo tre giorni risorse dai morti

  • viene rappresentato da una croce (ANHK)

  • assieme a Iside e Osiride, Horo costituisce un membro della trinità egizia.

SCIOLTO L’APPARATO DI SICUREZZA EGIZIANO

(ANSA) – IL CAIRO, 15 MAR – Il ministro dell’interno egiziano ha deciso di sciogliere l’apparato della Sicurezza dello Stato, fortemente avversato dai manifestanti e dai sostenitori della rivoluzione. Sara’ creato un nuovo servizio di sicurezza nazionale. Il ministro dell’Interno Mansur Essawi ha deciso di sostituirlo con una nuova struttura che si occupi di antiterrorismo, senza entrare nella vita quotidiana dei cittadini, nel rispetto dei diritti dell’uomo e delle sue liberta’.

LA SALSICCIA DA ZIO SEBA

Non ho ancora avuto il tempo di parlarti del nuovissimo locale che Zio Seba ha aperto a Delta Sharm

Per ora ti basti sapere che sabato 19 marzo, dalle 20:30 alle 23:30, da Zio Seba di Old Market (guardando la Metro sulla terrazza alla tua sinistra!)

BRACIOLATA + SALSICCIA + WURSTEL ALLA GRIGLIA…………….

PUOI MANGIARE FIN CHE VUOI SENZA LIMITI…..
+ 1 BIBITA COMPRESA O BIRRA….
+ DOLCETTO
+ CAFFE` 

LE 110………
SOLO SU PRENOTAZIONE allo +2 0107670462

Ripeto a scanso di equivoci, la grigliata non è al Delta Sharm, è a Old Market!!!

 

MSC CROCIERE EVITA ALESSANDRIA

Msc Crociere fa sapere che, a “causa dei recenti disordini verificatisi in Tunisia ed Egitto, ha cancellato gli scali previsti ad Alessandria e Tunisi. La decisione – precisa la compagnia – è stata presa per garantire ai passeggeri la possibilità di trascorrere le vacanze a bordo delle navi della compagnia in piena serenità. Nel dettaglio quindi, per tutte quelle crociere del 2011 di Msc Magnifica, Splendida, Musica, Orchestra e Melody che prevedevano uno scalo ad Alessandria, l’itinerario è stato modificato con mete ugualmente suggestive in Grecia e Turchia

Decisione assolutamente criticabile visto che tutti i tour operator hanno ripreso con regolarità la programmazione sull’Egitto!

 

STEFANIA CERCA LAVORO A SHARM

Il blog serve soprattutto a voi: informazioni, news e via dicendo. Ma perchè no, anche per trovare e offrire lavoro!

Quindi se cercate lavoro contattatemi su FB (Marco Pieranelli) mandandomi un mini curriculum, tipo di lavoro richiesto, magari una foto e una mail

Pubblicherò volentieri le vostre richieste, se poi trovate lavoro…… mi dovete un caffè!!

Oggi mi ha chiesto di darle una mano Stefania. Cerca lavoro a Sharm, dove attualmente vive!
Ha esperienza come commessa, barista, gelataia, venditrice di escursioni e sa l’inglese!

Contattatela direttamente a questo indirizzo mail: stefy-89@live.com

L’ATTENTATO DI SHARM FU ORDINATO DA MUBARAK?

FONTE REPUBBLICA.IT

‘C’ era Mubarak dietro la strage di Sharm’

08 marzo 2011 —   pagina 4   sezione: POLITICA ESTERA

Daniela e Paola Bastianutti, due delle sei vittime italiane

«SIAMO d’ accordo su tutti i punti del piano (…) Tre auto cariche di esplosivo colpiranno il Golfo di Neema. La prima l’ ingresso dell’ hotel Movenpick, la seconda il resort vicino, e la terza il villaggio del Movenpick». Il documento top secret sfuggito dal Cairo e firmato dal ministero dell’ Interno egiziano svela il coinvolgimento del regime di Mubarak nelle tre esplosioni che il 23 luglio 2005 fecero strage a Sharm el-Sheikh (il Golfo di Neemaè una delle spiagge del resort sul Mar Rosso). La data è 29 gennaio 2005. Il «piano» sarà portato a termine senza intoppie costerà la vita a 88 persone, tra cui sei italiani. A svelarlo ieri è stata una WikiLeaks all’ egiziana, partita quando il 26 febbraio scorso – dopo la caduta del regime di Mubarak e la nomina di un nuovo ministro dell’ Interno – il direttore del temutissimo dipartimento «Amn alDaula» (Sicurezza dello Stato) ha dato ordine di tritare e dare fuoco ai documenti top secret. Il piano di «cancellazione della memoria» non ha però funzionato come quello di Sharm. Vedendo il fuoco nei commissariati della Sicurezza dello Stato lo scorso 5 marzo al Cairo, Alessandria e in un’ altra decina di località egiziane, i giovani protagonisti della rivoluzione che l’ 11 febbraio ha cacciato il raìs Hosni Mubarak si sono riuniti di nuovo, hanno assaltato le stanze della «Amn al-Daula» e si sono impossessati degli schedari. Tutti i documenti sono stati riversati su YouTube e su Facebook, in particolare nella pagina intitolata «Amn Dawla Leaks». Molte carte sono strappate e bruciacchiate, e non manca chi dubita della loro autenticità. Dapprima sono emersi dettagli su spionaggio dei leader di opposizione, arresto di prigionieri politici, nomina di giudici vicini al governo in occasione delle elezioni, disposti a chiudere un occhio di fronte alle irregolarità. Particolarmente gravi sono le accuse sulle tensioni create ad arte fra cristiani e musulmani, seguite da retate fra gli islamisti. Molte madri usano Facebook per chiedere notizie dei loro figli incarcerati. E la fuga dei documenti rende anche più credibile l’ inchiesta nei confronti del ministro dell’ Interno di Mubarak, l’ onnipotente Habib al-Adly. Il 7 febbraio la procura del Cairo lo ha iscritto nel registro degli indagati per aver organizzato l’ attentato di Natale contro la chiesa copta di Alessandria. – ELENA DUSI



PERDERE LA VITA SOGNANDO LA LIBERTA’

Tra qualche giorno o settimana ricominceremo a prenotare le vacanze in Mar Rosso!

Tutto si rimetterà in moto

Non dimentichiamo però chi ha addirittura perso la vita sognando un paese migliore!!

PRUFUGHI EGIZIANI IN LIBIA: UNA DOPPIA TRAGEDIA!!

Sono 110 mila i disperati che nell’ultima settimana sono scappati dalla Libia in fiamme. Hanno assaltato i confini con la Tunisia e l’Egitto. La generosità dei tunisini è stata immensa: a Ras Al Jedir e Ben Gardan, città frontaliere, famiglie e volontari si sono aggiunti alla Croce rossa e all’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr) per aiutare l’immensa fiumana in fuga.
LAVORATORI IN FUGA. Ma quando il numero si è fatto troppo grande, e la tensione ingestibile, anche la polizia tunisina ha dovuto ricorrere ai manganelli per calmare gli animi.
Gli egiziani, che negli anni d’oro erano arrivati in massa in Libia, sperano di saltare su un pullman per Djerba, nella convinzione che lì qualcuno manderà un aereo a riprenderli. Ma non è scontato, perché a gestire l’esodo biblico sono Paesi a loro volta senza governi e scossi da moti di piazza. La gente del Cairo in ogni caso ha più speranza di cingalesi, iracheni, pakistani, afgani. Avevano cercato la sorte negli stabilimenti del ricco vicino, sono rimasti senza nulla. E il rischio ora è che nessun ministero degli Esteri li riporti a casa.

ALPITOUR: NO AL SOTTOCOSTO SULL’EGITTO

In una conferenza stampa al Novotel di Sharm El Sheik, cui ha partecipato insieme ai vertici di Blue Panorama e altri tour operator italiani, Giancarlo Macchia, direttore programmazione di Alpitour World, ha dichiarato: «La ripresa della destinazione mar Rosso deve avvenire correttamente: le offerte ci saranno sempre, ma eviteremo le operazioni sottocosto, perché sarebbero scorrette sia nei confronti dei 15 mila clienti già prenotati con Alpitour sia per lo stesso Egitto, che va rilanciato in maniera duratura».

STABILITE LE DATE DELLE ELEZIONI IN EGITTO

22:24 28 FEB 2011

(AGI) Il Cairo – La giunta militare al potere di fatto in Egitto ha fissato per il 19 marzo il referendum sulle modifiche costituzionali studiate dalla commissione di riforma; a giugno si terranno le elezioni legislative e dopo 6 settimane le presidenziali. Lo riferiscono Zyad El-Elaily ed altri 16 membri della Coalizione dei Giovani Rivoluzionari, alla guida delle proteste a piazza Tahrir che hanno portato alla caduta di Hosni Mubarak .

Fonte AGI

VISITATORI DEL BLOG IL 28 FEBBRAIO => 2511

MUBARAK RESTA A SHARM?

(ANSA) – IL CAIRO, 28 FEB – Il procuratore generale egiziano ha emesso un divieto di espatrio e un ordine di congelamento dei fondi nei confronti dell’ex presidente Hosni Mubarak.  Intanto la ”Coalizione dei giovani della rivoluzione del 25 gennaio”, organo di gestione dell’Egitto, ha chiesto al Consiglio Supremo delle Forze Armate lo scioglimento del governo con la nomina di un esecutivo di tecnocrati, la liberazione dei detenuti politici, il rinvio a giudizio dei responsabili dell’uccisione dei martiri della rivolta.

L’EGITTO FAVORIRA’ IL TURISMO ITALIANO

egitto luxor

Il Presidente di ASTOI, Roberto Corbella, si è recato al Cairo per incontrare il neo Ministro del Turismo Egiziano, Mounir Fakhri Abdel Nour, dal quale ha avuto rassicurazioni sulla completa operatività di tutti i luoghi turistici e sulla volontà del suo Ministero di sostenere i tour operator italiani che programmano l’Egitto.

Insieme hanno valutato le modalità più appropriate per favorire il rapido ritorno del traffico turistico ai livelli precedenti l’introduzione dello sconsiglio, ed hanno successivamente partecipato ad una conferenza stampa tenuta in occasione della visita di una delegazione italiana nell’ambito dell’operazione “Egitto nel cuore”, organizzata dall’Ente del Turismo Egiziano.

Il viaggio ha offerto altresì l’occasione per constatare direttamente l’apertura del museo del Cairo, che mantiene tutto il suo fascino con l’enorme quantità di reperti archeologici unici al mondo.

Dal Cairo il Presidente commenta, “Sono stato diretto testimone del profondo desiderio di accogliere nuovamente i turisti con quella cultura unica dell’ospitalità che contraddistingue il popolo egiziano. In ogni contesto ho avuto modo di rilevare un graduale ma costante progresso verso il ritorno alla normalità del Paese e di respirare l’aria di una generale volontà della popolazione di vivere questo nuovo corso con entusiasmo e condivisione.”


Dalla prossima settimana riprenderanno i viaggi verso il Mar Rosso, a seguito della rimozione dello sconsiglio che ancora, però, permane per le città del Cairo, Alessandria e Suez, ma, come confermato dal nostro Ambasciatore Claudio Pacifico, il Ministro Franco Frattini, con la sua visita di martedì scorso al Cairo, ha posto il turismo al centro dei suoi colloqui con le autorità egiziane, confermando l’impegno dell’Italia a sostenere questo settore.

“In base a tutti questi elementi, conclude Corbella, Sono particolarmente fiducioso che la rimozione dello sconsiglio per la città del Cairo possa essere adottata presto, come già sta avvenendo per altri paesi comunitari”.

IN MAR ROSSO NON CI SONO I TURISTI???

Si, in Mar Rosso mancano i turisti!
Ma….
Non manca il sole!

Non manca il mare!
Non manca la barriera corallina!
Non mancano i pesci!

Mancano i russi!
Mancano gli squali!

Un ringraziamento a Paola Lamacchia che seleziona e segnala questi bellissimi filmati!

Nel filmato qui sotto notate un paio di cose
Il filmato è diviso in due parti
Nella prima parte, colori stupendi, musica azzeccatissima, qualità ottima!
Ma c’è un ma! Notate la tecnica di ripresa. La maggior parte degli spezzoni sono realizzati piazzando probabilmente su un cavalletto la videocamera. Un effetto bellissimo. Basta scegliere un bel corallo colorato che faccia da elemento fisso e lasciare che i pesci facciano il resto. Probabilmente il sub si è anche allontanato per non disturbare troppo i pesci! Bellissimo e originalissimo!

Nella seconda parte gli attacchi ripetuti di un Balestra Titano. Ne ho già parlato in questo blog qui e anche qui.
E’ uno dei pesci più aggressivi e territoriali che possiate incontrare. Memorizzatelo e se vi capita di vederlo non scappate, ma non infastiditelo e se vedete che vi punta allontanatevi. Con un morso trancia una pinna, immaginatevi un dito! E poi ha la pessima abitudine di puntare volto e maschera, meglio lasciarlo tranquillo!

AMI LA RESSA E LA CONFUSIONE?? DAMMI RETTA, NON PRENOTARE!!

Ma se ami la pace e la tranquillità guarda questo filmato!

Ecco quello che sarà Sharm nelle prossime settimane!!!

Qualunque hotel scegliate!!!!

Un grazie enorme a Paola Lamacchia che mi segnala questi bei filmati!
Per trovarne uno decente bisogna passare ore al PC a vedere una marea di cagate!!!

GRAZIE PAOLA, SEI GRANDE!!!!!

IN EGITTO I PIU’ DEBOLI NON VENGONO ABBANDONATI!

Roma (Agenzia Fides) – La situazione di crisi che ha colpito vari stati del Nord Africa non si è ripercossa sulle strutture e sul personale del Progetto di Riabilitazione su Base Comunitaria (RBC) dell’Associazione Italiana Amici di Raoul Follereau (AIFO) ad Alessandria d’Egitto. E’ quanto comunica l’Associazione all’Agenzia Fides. Il progetto è rimasto sospeso 10 giorni, per poi riprendere progressivamente le attività, che oggi sono regolarmente in corso. L’AIFO ad Alessandria sostiene l’opera dell’ong locale Caritas Egitto che gestisce il Centro SETI (Sostegno, Educazione, Formazione & Integrazione), frequentato da circa 1700 bambini con problemi intellettivi e disabilità mentali.
Dai dati forniti dalle autorità locali, la popolazione dell’Egitto si aggira intorno ai 75 milioni di persone. Circa 10 milioni vivono nel governatorato di Alessandria. Si stima che le persone con disabilità siano il 4% del totale, circa 500.000 solo nella capitale. Questo numero consistente di persone soffre della mancanza di servizi e vive in uno stato di forte povertà. La crisi socio-economica che ha recentemente colpito il Medio Oriente contribuisce a peggiorare il quadro generale. L’AIFO è presente in Egitto dal 1997 con l’obiettivo di migliorare la qualità della vita delle persone con disabilità attraverso la promozione delle strategie della Riabilitazione su Base Comunitaria. (AP) (25/2/2011 Agenzia Fides)

MENTRE ITALIA, EUROPA E AMERICA DECIDONO COSA FARE…..

Mentre le ricche e opulente Europa e America (Italia in testa) decidono come comportarsi nei confronti della tragedia libica, l’Egitto e la Tunisia, due paesi quasi in ginocchio a causa della rivoluzione pacifica e del blocco del turismo, che per questi paesi ha un peso determinante sulla loro economia, ricevono un elogio dal Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati!

Si dirà, loro sono paesi confinanti!
NO, non trinceriamoci sempre dietro ai “se” e ai “ma”
Noi italiani cosa abbiamo fatto per aiutare Egitto, Tunisia e Libia nei giorni della loro emergenza??
Il nulla cosmico! Continuiamo a fare speciali su Ruby, sulle notti folli di Berlusconi, sull’omicidio di povere ragazzine!
In quello noi italiani siamo campioni mondiali! Porta a Porta, 4 grado, Matrix e chi più ne ha più ne metta non fanno altro che occuparsi di morbosità, ore e ore di trasmissioni discutendo di un particolare di un omicidio o di quanto è scoperta una tetta!! Ma chi se ne frega??? Lasciamo Sarah Scazzi agli inquirenti, che se ne occupi Bruno Vespa è disgustoso! E’ disgustoso che lo facciano per l’audience!!! Smettete di guardare quella spazzatura, fategli precipitare l’audience!!!!
CI STANNO LAVANDO IL CERVELLO, MA CON ACQUA BOLLENTE IN MODO CHE SIA BOLLITO DEL TUTTO!!!

Il mondo sta cambiando, il Medio Oriente è in fermento, i paesi arabi del Mediterraneo stanno ribaltando i loro governi! Sono paesi che praticamente confinano con l’Italia e morire se una televisione fa uno speciale sulla vita di Mubarak, per capire chi era e cosa ha fatto! O su Gheddafi?!!Di Gheddafi la maggior parte degli italiani sanno solo che è stato azionista di una squadra di calcio e che quando va aRoma si accampa in una tenda!!!

Ma su Amanda Knox, sappiamo tutto, su Ruby sappiamo anche quanti peli ha sul……, e via dicendo!
Italiani svegliatevi, il mondo sta cambiando e a noi ci propinano il GF 11!!!

SCUSATE LO SFOGO, OGNI TANTO MI SCAPPA!!!

Ma passiamo alla notizia che vi voglio dare! Impariamo da questi popoli che consideriamo incivili e medioevali o quasi. Saranno anche messi male, non avranno il SUV e l’iPad, ma hanno molto più cuore di noi!!!!

(ASCA) – Roma, 25 feb – L’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (Unhcr) rivolge ”un elogio ai governi di Tunisia ed Egitto per lo spirito umanitario mostrato nell’accogliere e assistere le persone in fuga dalla Libia”.

Bandiera dell'Egitto

Anche la popolazione locale, si legge in una nota dell’Unhcr, ”sta garantendo un supporto senza precedenti, dirigendosi verso le frontiere di entrambi i paesi per prestare aiuto”.

L’Unhcr si rivolge dunque alla comunita’ internazionale affinche’ ”garantisca un deciso sostegno umanitario ai due paesi”.

”Il governo tunisino – prosegue l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati – ha dichiarato le proprie frontiere aperte per le persone di tutte le nazionalita’ che cercano di fuggire dalla violenza in Libia.

In base ai dati forniti dalla stesso governo, le persone fuggite dal 20 febbraio sono oltre 22.000. Si tratta in maggioranza di cittadini tunisini, ma vi sono anche egiziani, turchi, marocchini e cinesi. Con loro alcuni libici dei villaggi a ridosso della frontiera. La maggior parte dei nuovi arrivati e’ stata accolta dalle famiglie tunisine”.

Bandiera della Tunisia

L’Unhcr ”e’ preoccupato che alla popolazione libica che vive nelle aree piu’ interne del paese e nella capitale Tripoli venga impedito di fuggire. Anche il governo egiziano ha comunicato all’Unhcr che i cittadini libici sono i benvenuti sul proprio territorio e si dichiara pronto ad assistere tutti i feriti e i malati che avranno necessita’ di oltrepassare la frontiera. Gia’ da oggi un team di operatori dell’Unhcr ha cominciato a lavorare presso il confine egiziano. Dalle informazioni a disposizione risulta che le persone che entrano in Egitto sono in prevalenza cittadini egiziani che fanno ritorno a casa. L’Agenzia auspica che tutti coloro che abbiano bisogno di attraversare la frontiera possano farlo in condizioni non discriminatorie”.

Bandiera del Regno di Libia

L’Unhcr ”ha risposto con prontezza a un invito del governo tunisino a contribuire allo sforzo umanitario alla frontiera con la Libia. L’Agenzia ha dispiegato alla frontiera di Ras Adjir due team di operatori, che si stanno coordinando con la Mezzaluna Rossa Tunisina nelle attività di assistenza e che sono impegnati nell’identificazione e nell’aiuto alle persone più vulnerabili come anziani, minori non accompagnati e altre persone bisognose di protezione”.

DAL SITO AMOUNEGIZIANO UN GUSTOSO POST

10 consigli per una donna al Cairo

Vorrei aver avuto la possibilità di leggere un decalogo come questo, prima di trovarmi al Cairo da sola per la prima volta. Forse avrei potuto evitare molte situazioni imbarazzanti, ma probabilmente aver imparato la lezione sulla mia pelle ha reso ancora più efficace l’insegnamento.

Dunque. Per cominciare, nessuna cattiva notizia: in generale, una donna al Cairo starà benissimo, anche se quasi certamente, prima della partenza, dovrà sorbirsi interminabili paternali e il suo entusiasmo sarà messo a dura prova.

È curioso come qualche giorno fa, parlando con una ragazza in partenza per il Vietnam (leggermente più lontano rispetto all’Egitto!) mi sia resa conto che l’unica a esser stata presa per pazza fossi io. Il motivo è semplice: esistono ancora troppi pregiudizi nei confronti dei paesi arabi, e probabilmente nessuno sa veramente come vanno le cose “quaggiù”. Nemmeno io mi aspettavo di trovare una realtà così diversa da quanto immaginavo. Ma non è forse per stravolgere i nostri schemi mentali che viaggiamo?

Prima della partenza le osservazioni più gettonate sono state:

«Cosa ci vai a fare in Egitto? Tu sei pazza» (banale, ma ricorrente)
«Non fidanzarti con un Egiziano» (troppo tardi… sorry, mamma)
«Ma metterai il velo?» (non meriti risposta!)
«E’ pericoloso!» (ma perché?!)
«Perché vai là, se qui hai un lavoro?» (non vedo il nesso)

La migliore è stata «Ci sono le strade al Cairo?»: no, solo cammelli e piramidi. È risaputo.

Ecco il perché di questo post: vorrei sfatare qualche mito, e dopo tre mesi al Cairo posso iniziare a farlo, attraverso la mia esperienza diretta.

Il mio primo giorno al Cairo da sola è stato decisamente istruttivo: volevo comprare una sim per il cellulare e nel giro di pochi minuti ho compiuto i primi quattro errori:

pensare di poter parlare inglese con chiunque
pensare di poter pagare in euro in qualsiasi negozio
accendermi una sigaretta per strada, ostentando la sicurezza che non avevo
pensare che una maglietta a maniche lunghe fosse adeguata. Peccato che i miei pantaloni a vita bassa mostrassero qualche centimetro di pelle, e un ragazzo me l’ha persino fatto notare.
Ero già stata in Egitto quattro volte e pensavo di essere ferrata in materia. Ma viaggiare con un tour operator o da soli fa una differenza enorme.

Se avete in programma un viaggio al Cairo, ecco qualche consiglio per avere un’esperienza quanto più piacevole e per sentirvi a vostro agio in tutte le situazioni.

Se l’articolo ti piace continua a leggerlo sul sito amounegiziano

DALLA BIT UN MESSAGGIO CONFORTANTE

A seguito dei disordini in Medio Oriente, in occasione dell’edizione 2011 della BIT, cosa sta facendo l’Egitto per far fronte al caos recentemente scoppiato anche nel settore dei viaggi.

Ecco il comunicato stampa che vi riproponiamo qui di seguito:

In passato l’Egitto ha dovuto affrontare situazioni problematiche negative per il settore turistico alle quali ha sempre saputo reagire, uscendone fortificato. Ora desidera dare un segnale di fiducia ai tour operator italiani, affinchè si sentano rassicurati dal fatto che il paese sarà ancora più forte e competitivo che in passato.

Gli operatori hanno sempre dimostrato di credere in questa destinazione e continueranno a dare il loro supporto, affinchè l’Egitto possa tornare al proprio ruolo di grande destinazione turistica, dal patrimonio unico e dal fascino incomparabile.

L’Egitto è stato da sempre la culla della civilità e, forte di questo vissuto, ha oggi l’opportunità di diventare l’elemento fondante di un nuovo futuro, mostrando con orgoglio la dignità del suo popolo ma anche le grandi potenzialità della propria gioventù, guadagnandosi il rispetto di tutto il mondo.

“Desidero comunicare – dichiara il dott. Mohamed Abdel Gabbar – direttore dell’Ente Turismo Egiziano in Italia – che tutte le destinazioni turistiche egiziane non presentano problemi e sono pertanto da ritenere sicure e tutti i siti archeologici sono regolarmente aperti, tranne i musei, nei quali è in corso la verifica dello status di tutti i reperti. Esorto tutti a unire le nostre mani e i nostri cuori e a procedere fiduciosi verso un nuovo futuro di pace e prosperità”.

MA NON FINISCE QUI!!! AVETE VOGLIA DI SEGNALI POSITIVI??

Due dei più grandi colossi fra i tour operator mondiali, Thomas Cook e Tui, hanno già annunciato che saranno ripristinati i voli e le vacanze verso l’Egitto per il mese di marzo. In più in questi giorni sono state riaperte anche le porte del splendido museo del Cairo, vittima fin da subito di vandali incoscienti e poi sottoposto al regime di controllo della polizia: qui i turisti intrepidi sono ancora pochi, ma ci sono e resistono nonostante l’atmosfera ancora palpabilmente tesa.

Ad ogni modo anche l’OMT, l’organizzazione mondiale del  turismo, ha assicurato che le autorità nazionali stanno sistemando la situazione in modo celere e concreto: d’altronde basta pensare che in Egitto una persona su otto è impiegata nel settore turistico, quindi il danno deve essere arginato quanto prima.

QUESTA VOLTA SI RIPARTE SUL SERIO!!!!

Finalmente ci siamo! I nuvoloni se ne stanno andando!!!Sharm sta ripartendo!!!
Timidi gruppetti di turisti ieri hanno ricominciato a passeggiare per la main street di Naama Bay, a Old Sharm. Nabq, località che si rivolge prevalentemente al turista inglese non è mai stat in ginocchio come Sharm e Naama, ma anche li si comincia a notare una presenza più folta.

Certo, siamo agli inizi della ripresa, ma le condizioni ci sono tutte questa volta!!!

1) Il Sinai non ha mai avuto nessun tipo di problema neppure nei giorni caldi della rivoluzione, sebbene le televisioni italiane descrivessero Sharm come un posto dove al posto dei taxi giravano carri armati (ma nessuno ha spiegato ai nostri giornalisti che dal 1969 per accordi con Israele e gli Stati Uniti il Sinai è e deve rimanere una zona demilitarizzata??) Gli unici carri armati che giravano in Sinai probabilmente erano a Suez, piazzati li per far passare la voglia a chiunque di entrare in Sinai dall’unico passaggio possibile: il ponte di Suez!!!!!

2) la Farnesina ha finalmente tolto lo “sconsiglio” (ma che schifo di parola!!!!) su tutto il Mar Rosso. Era ora visto quanto detto al punto 1. Questo ha permesso a tutti i Tour Operator (T.O.) di riprogrammare voli e pacchetti sul Mar Rosso! Ovviamente, visto che tutti gli hotel hanno il vuoto pneumatico, sconti, offerte e  proposte la fanno da padrone. Ho visto pacchetti completi a 290 euro (noi residenti ne spendiamo di più per il solo volo!!) La guerra delle tariffe è l’unica guerra che si combatterà in Sinai!! Marzo sarà a mio parere a mezza forza, ma ad Aprile (che vede Pasqua alla fine del mese) tutto sarà come prima, anzi meglio dato che il clima che si respira qui è di rimboccarsi le maniche per dimostrare a se stessi e al mondo che l’Egitto ha una nuova forza, la forza di lavorare finalmente per se stessi, per un paese migliore!

3) In tutto questo casino vi siete dimenticati dello squalo??? Eheheheh noi no! Ma proprio ieri il CDWS ha tolto tutte le limitazioni alla balneazione. La rivoluzione e il crollo del turismo ha fatto bene al problema. La paura tra gli operatori del settore era che per paura di perdere turismo il blocco  e le limitazioni alla balneazione fossero stti tolti troppo presto, col rischio di un ulteriore attacco e di un disastro dal punto di vista turistico. Ora, gli squali in Mar Rosso ci sono sempre stati, mettetevelo in testa. Fare snorkeling in Mar Rosso implica sempre il possibile avvistamento di uno squalo, ma mai gli squali hanno attaccato l’uomo se non in condizioni estreme come quando è precipitato l’aereo francese o come quando (a novembre) qualche idiota ha gettato centinaia di capre morte in mare. In entrambe le occasioni un mare anomalamente denso di sangue ha ipereccitato gli squali che non hanno fatto altro che il loro dovere! Per errore uno di loro ha scambiato uomini per capre morte, ma non credo se ne possa fare una gran colpa a lui!
I pattugliamenti sono andati avanti e da settimane a situazione è tornata alla normalità!

4) Egyptair ha ripreso la normale programmazione su Sharm, e anche su questo fronte tutto è rientrato nella consuetudine.

5) I pullman che provengono dal Cairo e da Alessandria nei giorni della rivoluzione partivano pieni da Sharm e arrivavano a Sharm vuoti. Lavoratori in vacanza forzata, ragazzi che correvano a casa per stare vicino alla famiglia nei giorni caldi, padri che rientravano per aiutare moglie e figli. Ora il flusso si è invertito. I pullman arrivano a Sharm pieni e ripartono praticamente vuoti: camerieri, bagnini, tassisti, negozianti stanno tornando al lavoro, felici del loro nuovo Egitto e fiduciosi nel loro futuro.

Noi stranieri che viviamo a Sharm abbiamo avuto il privilegio di vivere in diretta una rivoluzione silenziosa. Nei discorsi che facciamo la sera nei locali frequentati dalla comunità italiana si percepisce un nuovo ottimismo. Siamo passati dal “molliamo tutto e scappiamo” a un timido “forse ci è andata bene” all’attuale “almeno fino alle elezioni di settembre non dovrebbe succedere più nulla”

E a settembre, chi andrà al potere?? Cosa succederà??
Inshallah, per ora godiamoci questa favolosa estate, a settembre ci penseremo anche se a mio modesto parere (Mr Nessuno!) in Sinai difficilmente ci saranno grossi cambiamenti. Troppi interessi di troppe multinazionali e di gente influente (Mubarak, Berlusconi e chissà quanti altri di quel calibro hanno investito qui!!) e zona troppo importante politicamente (Israele è a un tiro di schioppo!) perchè si possa permettere che qualcosa cambi!!!

E ora due curiosità provenienti da Alessandria!

Durante i giorni delle sommosse uno dei più grandi grandi magazzini della città, il Carrefour, è stato svuotato!
Intendiamoci, quando si parla di un centro commerciale grande da queste parti, si deve capire che il più grosso dei centri commerciali italiani ci starebbe tranquillamente posteggiato dentro! Qui sono veramente enormi! Reparto alimentari, reparto Tv, reparto HiFi, reparto cellulari, macchine fotografiche, abbigliamento, arredamento, insomma, tutto il possibile! Svuotato ma non nel senso pieno di gente che poi passava alla cassa con la carta di credito!! Riempivano i carrelli e dalla cassa proprio non ci passava nessuno! Anzi, si sono portate via pure quelle! Insieme  a scaffali, vetrinette e tutto il rsto, servizi igienici compresi! Lampade, neon, tutto!!!! E’ rimasto solo il pavimento! Minimo gli faccio un po’ di pubblicità gratis mettendo il loro logo!

Seconda curiosità: ad Alessandria si costruisce a più non posso! Nuove case, ville, condomini, rialzi, chiusura di terrazze! I fornitori di materiali edili stanno facendo soldi a palate! Motivo?? Non c’è più governo ne legge da rispettare e in Egitto esiste una legge secondo la quale se arrivi al primo piano e metti il tetto nessuno può più dirti nulla!!! Insomma, scheletri di costruzioni tirati su in un paio di giorni tanto per mettere il tetto! Ahahahahahah noi italiani assomigliamo in maniera impressionante a certi egiziani!!!!!

Sharm El Sheikh posta all’estrema punta meridionale del Sinai ha patito le conseguenze degli ultimi avvenimenti dell’Egitto ma la sua particolare situazione politica e geografica la tiene ben lontana dai problemi del suo paese permettendogli, dopo alcune settimane di pausa forzata, di iniziare a pensare alla nuova stagione.
Il ministero degli esteri italiani ha tolto le avvertenze di possibili pericoli per questa parte di Egitto e l’ente per le attività acquatiche (CDWS) ha tolto ogni vincolo residuo permettendo in mare ogni tipo di attività.

I voli aerei dell’Egyptair sono ripresi con regolarità ed i tour operator, con i loro voli charter, hanno capito che Sharm è ora quello che sempre stata: un tranquillo posto di villeggiatura dove oziare o divertirsi senza sosta secondo i gusti, con le offerte di marzo e aprile, ora come non mai e a buon prezzo.


IL CAIRO VISTO CON GLI OCCHI DI CHI CI VIVE

Riporto un post di Jasmine, un’amica italiana che vive a Il Cairo
IL PERCHE’ DELLA RIVOLUZIONE..
In tanti, forse troppi nel mondo si chiedono perche’, dopo 30 anni , il popolo egiziano abbia improvvisamente deciso di dare un colpo finale al governo Mubarak.  Io, che per meta’ sono italiana e che per meta’ della mia vita ho vissuto in Italia – paese democratico – capisco perfettamente le motivazioni della gente e devo dire che sono molto, molto stupita della forza di sopportazione e della pazienza che il popolo egiziano ha mostrato per tutti questi anni.
Venire in vacanza in Egitto non e’ come viverci e se molte destinazioni ti portano leggermente a contatto con la realtà del Paese, tante altre la nascondono completamente dando un’idea fittizia e fantasiosa del popolo egiziano e della realtà che essi vivono giornalmente.
Ci tengo personalmente a dare voce ai problemi che affliggono da ormai 30 anni il 40% della popolazione egiziana che vive sotto il limite della sopravvivenza, senza possibilità di studiare, curarsi e purtroppo anche di mangiare.

ISTRUZIONE: Il sistema di istruzione egiziano e’ suddiviso, come la società stessa in categorie e classi. Ci sono le scuole private, dedicate alle classi sociali con reddito alto dove I bambini fortunati vivono l’istruzione in maniera completa e sana. Si tratta di scuole linguistiche, dove si parla come prima lingua o inglese o francese e dove la retta annuale oscilla dagli 8000 ai 15000 pound egiziani (pari a 1000/1500 euro annui).
Ci sono poi le scuole semipubbliche o semiprivate, finanziate da ambasciate estere e dallo stato egiziano. Il livello di istruzione e’ nettamente inferiore ed il numero minimo di bambini in classe e’ di 40. La retta annuale oscilla tra i 4000 e i 2000 pound egiziani ( pari a 750/400 euro annui).
Infine abbiamo le scuole pubbliche che sono per il 40% della popolazione. Il livello igienico e’ sotto il decente, ogni classe (elementare ad esempio) ha circa 85 alunni, i maestri che non ce la fanno a contenerli neanche fanno più lezione obbligando però gli studenti a salatissime lezioni private OBBLIGATORIE se si vuole passare l’anno.

SANITA’: Come per le scuole anche gli ospedali sono suddivisi per categorie, e anche qui abbiamo gli ospedali privati, pulitissimi e con ogni tipo di tecnologia. Si pagano a giornata ed un pernottamento (escluse cure e medicine) costa dai 1000 ai 700 pound egiziani (circa 150/100 euro giornalieri).
Le strutture pubbliche invece, non sono definibili ospedali ma agglomerati di microbi, dove le possibilità di ammalarsi superano di gran lunga quelle di guarire e dove virus come Epatite B o C colpiscono il 25% dei malati. Sporchi al limite dell’umano, in condizioni igieniche pietose e poi neanche proprio gratuiti perché anche se poco vanno comunque SEMPRE pagati.

ORDINE PUBBLICO: da quando e’ stata inserita nell’81 la legge relativa allo stato di emergenza, la classe povera della popolazione (pari al 40%) ha vissuto anni di vera e propria PAURA. Giornalmente, al fine di stilare rapporti, i poliziotti arrestavano ragazzi a caso nei quartieri poveri per poi sottoporli a violenze fisiche, sessuali, psicologiche inaudite..giornalmente chiunque portasse la barba lunga, a segno di convinto islamismo, veniva arrestato e sottoposto alle stesse violenze perché considerato terrorista.
Dimenticarsi la carta di identità a casa conseguiva arresti  e violenze.. I ragazzi potevano sparire per giorni e peggio per anni senza che nessuno potesse ne chiedere ne sapere dove si trovassero. Se poi qualcuno moriva in cella o durante le torture non era certo un problema. La polizia regnava SOVRANA e poteva fare tutto quello che voleva. Io stessa ho assistito più volte ad atti ignobili dei poliziotti che usavano i ragazzi come passatempo o peggio ancora ho visto picchiare selvaggiamente anziani perché avevano osato sorpassarli con l’auto..e chi si immischiava beccava una pallottola. Ed e’ per questo che nei primi giorni di Rivoluzione, la gente si e’ scagliata con ferocia su poliziotti e commissariati dando fuoco ad ogni traccia di polizia

ECONOMIA: Gli stipendi degli statali sono sotto il limite di sopravvivenza..un impiegato che lavora da 15 anni prende mensilmente 250 pound egiziani, uno spazzino 120 pound egiziani, un’infermiera in un ospedale pubblico 150 pound egiziani, un maestro di una scuola pubblica 200 pound egiziani..e la vita quanto costa?
Un kilo di spezzatino costa 50 pound egiziani, un pollo 30 pound egiziani, un kilo di mele 15 pound egiziani, un kilo di zucchine 5 pound egiziani, un pacco di pannolini per bambini anche 65 pound egiziani. E’ così che vive il 40% della popolazione egiziana.

LIBERTA’: Ci sono personaggi economici, giornalisti e scrittori ai quali e’ stato vietato di vivere in Egitto in quanto dicevano la verità. Ci sono libri che sono stati censurati  e personaggi politici arrestati solo perché si mettevano contro il governo e dicevano la loro opinione. Primo su tutti Ayman Nour che si azzardò nelle ultime elezioni a dire che si trattava di elezioni false e per questo fu arrestato e buttato in prigione per molti anni.
Dall’inizio della Rivoluzione ad oggi sono comparsi sul mercato moltissimi dei libri censurati e la televisione Statale (finora obbligata a dare solo le notizie passate da governo) non fa altro che intervistare personaggi a cui non era stato più permesso entrare nel Paese

Io vivo al Cairo da 13 anni circa, ho conosciuto gente di ogni religione e livello sociale, ho lavorato in scuole semipubbliche e centri di lingue per la gente povera, ho vissuto in quartieri poverissimi e mangiato con gente che definire povera e’ poco.. ho girato l’Egitto per intero, ho visitato villaggi sul Nilo nell’Alto Egitto dove bere acqua dai rubinetti e’ un privilegio e dove andare a scuola e’ rischioso perché bisogna attraversare il Nilo in barchette di legno che non resistono (ogni settimana li muoiono almeno 5 bambini annegati), e dopo tutto ciò che ho visto sono certa al 1000% che la caduta del vecchio governo sia solo un bene e che l’Egitto e gli egiziani meritano di vivere in condizioni umane, dove i diritti umani devono essere rispettati e dove le persone e la vita hanno un valore.
Mi spiace infinitamente per coloro che hanno perso la vita, ma mi spiace ancora di più per quegli egiziani benestanti e quegli stranieri che vivono in Egitto (grazie ad investimenti o proprie attività) che hanno considerato la Rivoluzione come inutile e come “un disastro economico”, pensando purtroppo solo a loro stessi e alla loro condizione privilegiata nello Stato egiziano.

Tutti dobbiamo metterci sempre nei panni dei meno fortunati, perché, chissà,  un giorno potremmo essere noi al loro posto..e per questo desidero ringraziare tutti i ragazzi egiziani, proprio i benestanti, le nuove generazioni, quelle di facebook e twitter che hanno spinto, guidato e lottato per il loro Paese e la loro gente nella prospettiva di un futuro dignitoso per tutti.

SKY FA POKER CON L’EGITTO

TUTANKHAMON – L’EREDITA’ MALEDETTA

Perchè il rito funebre e la sepoltura di Tutankhamon avvennero velocemente? Un gruppo di egittologi sostiene che alcuni personaggi importanti avevano fretta di prendere il suo posto.

National Geo HD Venerdì 25 feb ore 21:05 & 02:00

LA VERA STORIA DI NEFERTITI

Documenti scoperti di recente, indagini scientifiche e ricostruzioni svelano la vera storia di Nefertiti, la regina egiziana il cui nome è da sempre legato a scandali e misteri

National Geo HD Venerdì 25 feb ore 22:05 & 03:00

.

 

IL FARAONE DIMENTICATO

La storiadi uno dei meno noti faraoni dell’antico Egitto che regnò intorno all’anno 1000 a.C. Psusennes I
Il ritrovamento della sua tomba fu messo in ombra dallo scoppio della seconda guerra mondiale

National Geo HD Sabato 26 feb ore 21:05

NEFERTITI E LA DINASTIA PERDUTA

Un team di archeologi è al lavoro nella Valle dei Re per trovare tracce della dinastia di Nefertiti e di suo marito Akhenaton

National Geo HD Sabato 26 feb ore 21:55

Tutti i programmi ovviamente sono visibili un’ora dopo su NATGEO+1

27 FEBBRAIO: LA GRANDE FESTA DI SHARM!!!

Il volantino della manifestazione - Clicca per ingrandire

Domenica 27 Febbraio, con partenza dal posteggio dei taxi all’inizio della pedonale di Naama Bay, partirà una festosa marcia finalizzata a festeggiare la ripresa delle attività turistiche a Naama  e a Sharm.
Centinaia di persone percorreranno la strada pedonale a partire dalle 14:00 egiziane (quindi verso le 15:00 eheheh)
Sono stati organizzati show di strada, folcloristici, musicali, giochi col fuoco, giocolieri, cantanti, equilibristi e chi più ne ha più ne metta. A Sharm sono arrivati oggi giornalisti dall’Italia e tutti vogliamo che si rendano conto che Sharm e Naama Bay non sono state bombardate, la vita scorre come sempre e siamo sempre pronti ad accogliere i turisti col sorriso sul viso!

Appuntamento quindi alle ore 14:00 al posteggio dei taxi di Naama Bay!!!! RESIDENTI DI SHARM, VENITE TUTTI!!!!

QUESTA SERA ALLE 21 SU NATIONAL GEOGRAPHIC CHANNEL

Zahi Hawass

L’ASSALTO AL MUSEO EGIZIO: VOLEVANO L’ORO

Un’anticipazione dell’intervista esclusiva al responsabile delle antichità egizie, all’indomani dell’assalto al museo del Cairo.
In onda venerdì 25 febbraio alle 21 su National Geographic Channel

Vedi un’anticipazione sul sito di Repubblica

MAMMA MIA CHE SPETTACOLO!!!

L’Egitto in mongolfiera!!

 

IN EGITTO NASCONO DECINE DI FACEBOOK!!!

Solo ieri vi ho parlato della neonata egiziana chiamata Facebook.
L’idea pare essere piaciuta qui in Egitto!!!
Dopo la rivoluzione di piazza, quella dell’anagrafe. Sono decine i neonati egiziani che in questi giorni sono stati battezzati con il nome di Facebook, in onore del più popolare social netowrk al mondo, primo veicolo (dal 25 gennaio) per le voci di protesta e per la rivolta che ha poi portato alla caduta del presidente Mubarak.
L’Egitto, che conta 5 milioni di account Facebook, celebra così la sua rivoluzione e la pagina We are Khaled Said, dedicata al manifestante ucciso dalla polizia governativa e istituita lo scorso giugno dall’ingegnere di Google Wael Ghonim. La pagina è diventata negli scorsi mesi ricettacolo del malcontento del popolo del Nilo e ora un gettonato nome per infanti.

IMMERSIONE A RAS MOHAMED

Sicuramente se vivi in Italia, soprattutto al nord, non vedi l’ora di scappare dal freddo, dalla pioggia!
Se sei in ufficio non vedi l’ora di alzarti da quella sedia e andartene, almeno una settimana in un posto caldo, sentire il sole sulla pelle, sentire la sabbia tra le dita dei piedi, sentire il rumore e il profumo del mare.
E allora stacca 5 minuti, immergiti con noi nel più bel mare del mondo, immergiti a Ras Mohamed dove l’acqua è calda tutto l’anno, dove soprattutto al mattino il mare blu e azzurro si tinge dei mille colori dei pesci di barriera.

Dai, stacca 5 minuti, vivi una piccola emozione!

ROBERTO VECCHIONI E SHARM EL SHEIKH

Vecchioni ha appena vinto Sanremo
Tutti parlano di Vecchioni
E allora lo faccio anche io, ma dirò qualcosa di diverso

Pubblicizzo un libro di Vecchioni e lo faccio perchè i proventi derivanti dalla vendita di questo libro vanno a bambini disagiati attraverso la Fondazione creata in memoria di Daniela e Paola, due ragazze morte nell’attentato del 2005 a Sharm!

Dal sito ufficiale di Roberto Vecchioni

“Come ogni poeta Roberto Vecchioni sa che la forma delle parole è combinazione sapiente di senso e suono, di sillabe e sangue, concretezza e astrazione, tecnica e pathos, azzardo e rigore. Sa che dietro la forma delle parole si nascondono vite e si nascondono morti – innumerevoli vite innumerevoli morti – si nasconde tutto il tempo che è passato, tutto quello da venire, lo spavento degli orologi fermi, le stagioni senza treni, l’incoscienza dei destine che si incrociano per caso, l’autunno che non ha mai pietà per una foglia, poi la voglia dei vent’anni, lo stupore dei deliri, il silenzio che si scioglie come neve nel caffè bollente”…. Come ogni poeta Roberto Vecchioni queste cose le sa. Così se ne scappa sul tetto a suonare il violino. E se poi non c è nessuno ad ascoltare a noi che ce ne fotte, dice la madre. C’è un cielo infiammato di stelle che ci sa capire…” (dalla prefazione di Antonio Errico)

L’incasso derivante dalla vendita del libro sarà devoluto alla Fondazione “Daniela e Paola Bastianutti” per espressa volontà di editore e autore, Fondazione dedicata alla memoria delle due ragazze morte nel 2005 nell’attentato terroristico a Sharm el Sheikh, e che si occupa di bambini disagiati.

Per acquistare il libro di Roberto Vecchioi “Volevo. Ed erano voli” – presentato dallo stesso Roberto lo scorso 19 luglio a Casarano – contattare la Fondazione ONLUS Daniela e Paola di Casarano (LE)

Fondazione ONLUS Daniela e Paola
Piazza Daniela e Paola Bastianutti
73042 CASARANO (LE)
tel. e fax: 0833.512449
e-mail: danielaepaola@fondazionedp.191.it

E’ possibile acquistare il volume anche online, visitando:

www.salentolibri.it
Volevo. Ed erano voli.
di Roberto Vecchioni
Edizioni Pescecapone
31 pag.
Anno 2008
ISBN

 

DEDICATO AGLI AMICI DIVERS!!

Il mercato delle attrezzature subaquee è un mercato in continua evoluzione!
Ogni stagione si sperimentano nuove attrezzature e nuove soluzioni.
Purtroppo rimanere sempre aggiornati e con le attrezzature ultimo grido costa parecchio, bisognerebbe trovare delle attrezzature usate!
E allora ecco che è nato un sito che si occupa di attrezzature sub usate, il mercatino sub dove potrai trovare attrezzature usate, di occasione e magari anche nuove di fine serie.
E dove potrai mettere in vendita il tuo surplus!
Ecco il link al sito

Mercatino sub ha la registrazione gratuita, ha una marea di inserzioni online sia per attrezzature subacquee che per attrezzature foto e video (sub ovviamente)
E in più link a sconti su attrezzature nuove!
Insomma, se sei un divers facci un giro, ne vale la pena!!!

Mercatino sub lo trovi anche su Facebook cercando mercatinosub tutto attaccato!

ECCO I TURISTI!!! ARRIVANOOOOO!!!

Phone&Go riprenderà i programmi sul Mar Rosso. Il primo volo partirà domenica prossima 27 febbraio da Malpensa e farà scalo sia a Marsa Alam che a Sharm el Sheikh. “Da marzo – precisa il t.o. con una nota – ripartiranno anche gli altri collegamenti dagli altri aeroporti italiani, dai quali, tuttavia, sono stati diminuiti i posti sui voli”. Phone&Go ha, inoltre, deciso di prendere conoscenza diretta della realtà egiziana in questo momento. “Invitati dall’Ente del turismo, prenderemo parte all’educational ‘Egitto nel Cuore’ – aggiunge la nota del t.o. -, che prevede varie tappe, tra le quali Tahrir Square, piazza simbolo della rivoluzione popolare, e la visita alle piramidi”.

Ma avete visto che offerta??
Una nuovissima promozione per Sharm el Sheikh, Marsa Alam, Hurghada e la Crociera sul Nilo: i migliori pacchetti vacanza Phone&Go a prezzo unico da € 295 fino a fine Marzo 2011

 

PRENOTA

BISCOTTINI FATTI IN CASA

Visto che la ricetta di ieri ha avuto molti “mi piace” oggi vi propongo un’altra ricetta della stessa autrice.
Probabilmente molti di voi l’hanno già vista ieri sfrugugliando nel sito segnalato, ma per chi non avesse avuto la voglia di farlo, eccovi il link per  la ricetta per i FROLLINI ALLO ZENZERO

INVESTIRE IN UN IMMOBILE ADESSO IN EGITTO??

Il mercato delle case vacanza sul Mar Rosso sta attraversando una fase di pesante incertezza, legata alle manifestazioni contro il governo egiziano e alle incognite della transizione verso una leadership post-Mubarack che si è dimesso. Cantieri chiusi, mercato fermo, a partire da quello degli affitti, danno il polso di una situazione precipitata in pochi giorni e ancora molto fluida.
Scontri e proteste hanno come epicentro il Cairo, con ricadute su Alessandria, Suez e Luxor, mentre le notizie che arrivano da Sharm El Sheikh parlano di una situazione complessivamente sotto controllo, anche se non vanno dimenticati il coprifuoco, i militari dell’esercito egiziano con carri armati dislocati lungo le strade e, soprattutto nei primi giorni di scontri, collegamenti telefonici a singhiozzo e rete internet semi-bloccata. Qualche episodio di disordine registrato a Hurghada e la situazione sotto controllo, ma surreale, a Marsa Alam completano il quadro delle altre due mete di grande richiamo sulla costa Sud del Mar Rosso, ora completamente svuotate di turisti.
La Farnesina, già dai primi giorni di scontri, ha sconsigliato, così come hanno fatto molti altri Paesi, la partenza di turisti verso tutte le mete egiziane, coordinando il rientro in patria dei connazionali. Ovvia la preoccupazione di Roberto Corbella, presidente dell’Astoi, l’associazione che raccoglie i tour operator italiani: «Il braccio di ferro in essere nel Paese sta costando ai nostri operatori turistici alcuni milioni di euro di perdite di spese aggiuntive per i voli di rientro, a cui vanno aggiunte le mancate vendite di nuove prenotazioni di pacchetti vacanza». Solo dall’Italia ogni anno partono per l’Egitto un milione di turisti, di cui circa 800mila scelgono come destinazione il Mar Rosso, con soggiorni di uno-due settimane per lo più in strutture alberghiere e resort all inclusive. Ma anche in appartamenti e ville in affitto, andando così ad alimentare il mercato delle locazioni e il business di chi ha comprato qui un immobile da mettere a reddito, con l’allettante prospettiva di rendimenti netti tra il 6 e il 7% l’anno.

È questa la prima conseguenza certa della crisi politica sull’immobiliare del Mar Rosso: al mancato guadagno dei tour operator bisogna aggiungere quello dei proprietari che hanno comprato residenze di varie pezzature (dai 40 ad oltre 200 mq) sia per passarci un paio di settimane all’anno in vacanza, sia da affittare ai turisti, affidando la gestione e la manutenzione degli immobili a società locali. A scegliere un soggiorno in affitto, più autonomo ed economico rispetto alla classica settimana in villaggio, sono soprattutto tedeschi, australiani e francesi. Per una settimana di soggiorno sono disposti a pagare dai 200 ai 450 euro per un bilocale e salire a 300-550 euro per un trilocale. Le tariffe da alta stagione si pagano nei mesi estivi (da giugno ad agosto) e durante il periodo delle feste natalizie, lasciando i prezzi più bassi per il resto dell’anno. Le ville e i blocchi di appartamenti hanno spesso e volentieri un’impronta araba, ma non mancano i comfort richiesti da una clientela internazionale, come il giardino, la piscina privata, l’affaccio sulla spiaggia o su un campo di golf, la vicinanza con una marina turistica dotata di negozietti, bar, ristoranti, spa, casinò e altri divertimenti. Alle spalle il deserto e di fronte la costa con una barriera corallina considerata, soprattutto nella parte più a sud verso Berenice, tra le meglio conservate a livello internazionale e per questo meta preferita degli appassionati di immersioni. Se il danno sul fronte degli affitti è già evidente, più difficile capire in che acque navigheranno le compravendite nelle prossime settimane. Racconta Roberto Melchiorri, responsabile per Immoworld della vendita di svariati complessi residenziali tra Marsa Alam e Hurghada: «A Natale abbiamo portato sul Mar Rosso una cinquantina di clienti interessati ad acquistare, ora sono alla finestra in attesa di vedere cosa accadrà, mentre chi negli scorsi anni ha già comprato chiama per sapere cosa sta succedendo. Rispondo che il mercato resterà fermo per un mese, il tempo per un passaggio di consegne da Mubarak al suo successore e poi tutto tornerà come prima». Tutto bloccato dunque, sperando che la questione politica si risolva in fretta. Ma come si muoveva la piazza dell’immobiliare turistico prima dell’inizio della crisi? A fare il punto è Gianluca Santacatterina, Chief executive officer di Luxury & tourism, specializzata in vendita di immobili all’estero (Mar Rosso, Santo Domingo, Miami): «Negli ultimi 3-4 anni le quotazioni delle case sono aumentate, senza picchi importanti, ma comunque sempre salite. Difficile trovare altrove un prodotto così valido come quello egiziano: sole tutto l’anno, buon rapporto qualità/prezzo delle abitazioni che difficilmente superano i 2mila dollari al mq. Sono in contatto con i maggiori costruttori locali che operano in zona, che dicono di aver sottovalutato la protesta, che si sta rivelando più seria di quanto si aspettassero: per ora hanno fermato i canteri aspettando di tornare al lavoro».

Il mio modestissimo parere è che sarebbe il momento di comperare!
Nessuno ha la palla di cristallo, ma comperare in questi giorni o tra qualche settimana, potrebbe consentire di avere prezzi che fino ad un mese fa non erano neppure presi in considerazione dai costruttori che avevano dei buoni se non ottimi margini!
Certo, c’è il rischio di perdere l’investimento, ma a mio parere il gioco vale la candela! Io ad esempio sto personalmente trattando l’acquisto di un locale che mi è stato proposto a un terzo di quello che mi era stato proposto un mese e mezzo fa!!!

IL PAESELLO DI MUBARAK

Fonte: corrieredellasera.it di Davide Frattini

KAFR EL-MESELHA (Egitto) – L’ orgoglio del villaggio sta in fondo a una viuzza impolverata, la piccola moschea rosata dov’ è sepolto Abdel Aziz Basha Fahmy, tra i capi della rivolta contro i britannici nel 1919. A cinquanta metri, stessa strada al numero 3, c’ è una villetta circondata dagli alberi di arancio, con le persiane in legno sbucciate e la padella satellitare aggrappata sul tetto piatto.

Nessuno pensa di farne un mausoleo, anche perché nessuno sa dire con certezza se questa è la casa giusta. Lo ignora la donna che apre la porta e risponde «no, Hosni Mubarak non è nato qui». Eppure i vicini indicano il cortile spelato dove il presidente deposto avrebbe giocato da bambino. È nato nel 1928 e ha lasciato Kafr El-Meselha dopo il liceo per entrare nell’ accademia militare. «La famiglia ha venduto tutto, anche i terreni», dice Gaber Ibrahim Rizaq, agronomo come tanti da queste parti, dove il Nilo srotola la sua acqua nel delta. «Non sono più tornati».

In realtà qualche visita del raìs – i concittadini non riescono a chiamarlo ex – c’ è stata, molto rara. Ancora comandante dell’ aviazione, è atterrato in un campo da calcio in elicottero, ha partecipato al funerale di uno zio ed è ripartito. Sono passati decenni senza un’ apparizione. Nella campagna elettorale del 2005, ha scelto di andare dall’ altra parte del ponte che porta il suo nome, nella cittadina di Shibin el-Kom. Durante il comizio, ha promesso quelle modifiche alla Costituzione che avrebbero permesso altre candidature alle presidenziali e che i manifestanti chiedevano ancora in questi giorni. «Non so dire se ci abbia dimenticato, di sicuro non ci ha fatto regali», commenta Sayyad Abdel Sator, che pure lo rimpiange. «È stato costretto a lasciare la carica, lo ha deciso per il bene del Paese. Vedere un uomo anziano, che ha dato tanto all’ Egitto, umiliarsi così in televisione mi ha spezzato il cuore».

Novanta chilometri a nord del Cairo, lontano dalla capitale, la gente ha paura del caos. Sayyad accusa i Fratelli musulmani di aver causato i disordini nel villaggio, assicura «qua in strada c’ erano solo loro». Gli agenti non pattugliano, le camionette blindate stanno ferme davanti alla caserma, qualcuno rimpiange «i tempi in cui potevamo andare a dormire e lasciare le porte aperte». «Il capo della polizia è scappato, non sappiamo chi sia al comando», si lamenta Atef Fowzi, usciere al dipartimento provinciale dell’ agricoltura. Alla moschea Shenaway, i Mubarak hanno pregato per cent’ anni. Un cugino di secondo grado taglia i tessuti nella bottega di sarto poco lontano.

Attraversato il fiume, la scuola militare educa ancora i cadetti, come già settant’ anni fa con il piccolo Hosni. Il viale principale di Kafr El-Meselha è però dedicato a un altro presidente, che è nato a una ventina di chilometri. Anwar Sadat non ha mai cancellato la provincia di Menoufia dalla sua biografia. Da capo di Stato, invitava i dignitari stranieri nella fattoria contornata dalle piantagioni di canna da zucchero e li accoglieva vestito da contadino. Mubarak ha edificato il suo profilo attorno al valore di pilota nella guerra del 1973 contro Israele e ha preferito costruire la villa a Sharm el-Sheikh. È lì che adesso si sarebbe rifugiato ed è lì che aveva scelto di ospitare i leader internazionali.

La costa del Mar Rosso potrebbe essere solo una tappa verso Dubai o la Germania, dove ritornerebbe per i controlli medici. L’ esilio nella «città della pace», chiamata così per i vertici mediorientali organizzati tra i villaggi turistici e i campi da golf, non garantisce l’ armistizio all’ ex presidente. La Svizzera ha già congelato i conti bancari che potrebbero risalire alla famiglia, parte del patrimonio stimato in 50 miliardi di euro. Gli Stati Uniti e gli Emirati Arabi Uniti discutono una possibile destinazione per il raìs, con l’ incognita dell’ immunità, che gli eviterebbe il rischio di un mandato d’ arresto per i 300 morti nei diciotto giorni di rivolta e gli abusi nel trentennio di regime.

Negli ultimi anni, Mubarak ha passato sempre più tempo nella residenza di Sharm el-Sheikh, l’ isolamento blindato e fastoso del leader dal suo popolo. La strada dall’ aeroporto alla magione veniva piantonata dalle guardie speciali per tutto la durata del soggiorno. In settembre, ha ricevuto Hillary Clinton, segretario di Stato americano, che cercava di far dialogare Benjamin Netanyahu, premier israeliano, con Abu Mazen, il presidente palestinese. Nei discorsi da presidente, ha spesso sfoggiato il ritorno del Sinai come trofeo per giustificare il trattato di Camp David e glorificare ancora una volta la sua partecipazione alla guerra di ottobre.

Lo spuntone desertico dove atterrano i charter carichi di turisti considerato dal generale israeliano Moshe Dayan strategico per sorvegliare gli stretti di Tiran, tra il golfo di Aqaba e il Mar Rosso. Gli egiziani cominciano a non chiedersi più dove si sia occultato il Faraone. Creano barzellette, che ne fanno un emigrante del dispotismo. Come questa: «Mubarak annuncia la volontà di diventare presidente della Tunisia. Il popolo tunisino risponde “ridateci Ben Ali”»

UN’ALTRA TESTIMONIANZA DI SONIA. E UN’IPOTESI INEDITA!!

Tra me e Sonia credo ci sia un rapporto di odio-amore
Probabilmente siamo all’opposto come idee politiche, come i Ciellini e i paninari negli anni 80
Lei Ciellina, io paninaro
Ma siccome siamo due persone intelligenti, rispettiamo le persone, ci scontriamo, ci mandiamo a quel paese, ma ci ascoltiamo.
In fondo la democrazia è proprio questa, l’arte di ascoltare chi la pensa diversamente da noi, di cercare di capire il suo punto di vista. Magari solo per combatterlo meglio, per confutare le sue affermazioni, per demolire le sue idee. Ma se non lo ascolti non potrai mai ribattere in maniera sensata.
Oggi ho pescato un post di Sonia. A volte forse esagera, ma sa dare colore quando scrive.
E in fondo al suo pezzo, tra le righe, un’ipotesi fantascientifica che mi ha fatto pensare. E se Mubarak fosse scomparso attorno al 9 febbraio?? Scomparso nel senso scappato, in coma o forse anche morto.
Devo dire che è la prima volta che leggo che i discorsi di Mubarak avessero degli artefatti, forse se ne è accorta solo lei!
Prendetela con le pinze, ma il discorso è veramente stimolante, tanti piccoli tasselli difficilmente comprensibili andrebbero al loro posto. Primo tra tutti il repentino abbandono di Mubarak!

Caro turista, non andartene, ti proteggeremo"

TRA DAHAB ED EL-TOR di Sonia Serravalli su Paperbog

Oggi spedizione alla città di El-Tor, dall’altra parte del Sinai, per rinnovare il visto.  Tra andata e ritorno, circa 400 chilometri in mezzo alle tempeste di sabbia. Mentre si attende la riorganizzazione delle forze dell’ordine, al momento è uno scenario un po’ surreale quello che offre ogni posto di blocco, in cui militari e poliziotti stazionano insieme. Un Egitto paradossale, insospettabile fino ad un mese fa. I controlli dei documenti stranieri si sono fatti più radi del solito: viaggiamo in sette ma nessuno ci chiede di verificare il passaporto con il timbro dell’arrivo. Adesso questo sembra quasi un Paese in bilico tra un mondo obsoleto ed il futuro: poliziotti e militari – poliziotti, militari e capre, sotto le sferzate della sabbia. Ad El-Tor un carro armato, e tutt’attorno ai Ministeri e all’Ufficio Immigrazione ancora queste decine di uomini in due divise. Si ha quasi l’impressione che più calano i turisti, più aumentino i soldati, a custodire città svuotate ed estensioni in attesa di nuovi piani.

Dahab è irriconoscibile: ogni giorno di più pare un villaggio fantasma, i negozianti chiudono sempre prima, i ristoranti sono bui – no, chiusi mai, ma tutti adesso possono solo giocare al risparmio elettrico. Restano, sparuti e sporadici vicino al plenilunio, solo turisti inglesi, gli unici che hanno continuato a partire e ad arrivare. Sarà il primo plenilunio dopo la rivoluzione, tra due giorni. Qui il tempo è più mite che mai, lasciate nell’interno del Sinai le tempeste di sabbia di oggi – sui 22 gradi. Noi locali ci godiamo questo clima da eremo ascoltando il mare e il suo silenzio, consapevoli che durerà poco e che entro marzo quest’oasi irreale si ripopolerà di turisti dalle varie nazionalità.  Ma così buia e solitaria Dahab non l’avevamo vista nemmeno dopo il fattaccio del 2006. E a causa di tutti gli scioperi di categoria e dei “motivi di sicurezza”, siamo più isolati ora con banche che non riaprono più e Western Union coi battenti serrati che non durante i giorni della paura.

I beduini dell’area si sono riuniti per esprimere il loro consenso alla rivoluzione e il loro pieno sostegno alle spinte democratiche, pubblicando un video in cui si dichiarano pronti a collaborare e a organizzare ronde laddove nel Sinai fosse necessaria la loro collaborazione (video in arabo qui).

Da quando ho aperto il presente blog ed esprimo il mio parere sulla rivoluzione egiziana in Facebook, oltre a ricevere feedback positivi, ho anche a che fare con italiani spaventati dal terrorismo psicologico così abilmente architettato dai nostri mass media negli ultimi dieci anni. Sull’onda di ciò, ho scritto una lettera indirizzata agli amici arabi riguardo queste paure – in pubblicazione in italiano qui nel post di domani. L’articolo che segnalo oggi invece è di Noam Chomsky, e titola “Non è l’Islam radicale che preoccupa gli Stati Uniti, ma l’indipendenza” (in inglese).

Concludo con un angolo di fantapolitica.

Desidero esprimere qui la mia supposizione riguardo i fatti, dall’ultimo discorso di Mubarak alla comunicazione di Suleiman del giorno dopo, che ha cambiato la storia, fino alla notizia del coma dell’ex presidente, se mi concedete questa congettura basata su puro sentire personale.

La sera del tanto atteso discorso, poi deludente, 10 febbraio, F. inizia a tradurmi frase per frase la prima parte da Al Jazeera in arabo, finché non riesco a sintonizzarmi sull’emittente con traduzione in inglese dal mio portatile. Solo che dopo dieci secondi sgraniamo gli occhi perplessi, rendendoci conto che si stanno ripetendo pari pari le frasi del discorso che il rais aveva tenuto dal vivo in data 1 febbraio, quindi ben 9 giorni prima. Dopo, lentamente, riconosciamo che sono introdotti anche nuovi contenuti (pochissimi), ma ogni tanto ancora risuona una frase che sembra il prodotto di un copia e incolla da quel discorso dal vivo. Notiamo inoltre che il monologo presente, 10 febbraio, è registrato. A conti fatti, noi non vediamo Mubarak dal vivo da ben 9 giorni e per quel che ne sappiamo potrebbe trovarsi anche in Madagascar, a Bali o essere addirittura già morto. Il discorso che di nuovo spiazza tutti, l’11 febbraio, a neanche 24 ore dall’intervento registrato, viene riferito addirittura da Suleiman. Di nuovo: di Mubarak nessuna traccia. Due giorni dopo si diffonde la voce del suo stato di coma. Ebbene, io l’ho sentito chiaramente, ho visto la freddezza del padre padrone alienato, ho visto tutto l’orgoglio granitico di una roccia d’altri tempi che non si lascerebbe intenerire né da un lutto né da uno tsunami. Ora lancio lì una sensazione che è solo mia, ma io non credo che un uomo di tal fatta possa cambiare idea così radicalmente in meno di ventiquattro ore, non credo che quel suo ultimo discorso registrato sia stato totalmente autentico (in quanto ripetitivo ed irreale, quasi non pertinente con il giorno), e infine, se Mubarak davvero è in coma (indotto o meno), non credo fosse ancora cosciente quando Suleiman ha annunciato a nome suo che il potere passava nelle mani dell’esercito.

POLITICAMENTE PARLANDO

I GROSSI PROBLEMI PER L’EGITTO ARRIVERANNO DALLA LIBIA???

Il Cairo, 22 feb. – (Adnkronos) – Primo rimpasto di governo nell’Egitto post Mubarak. Sono rimasti al loro posto i titolari dei ministeri chiave della Difesa, gli Interni, gli Esteri, le Finanze e la Giustizia ma entra un esponente del partito di opposizione El Wafd come titolare del Turismo. Il rimpasto ha escluso importanti esponenti del Partito Nazionale Democratico del deposto presidente Hosni Mubarak, portando volti nuovi alla Ricerca Scientifica, l’Immigrazione, le Comunicazioni, il Petrolio, la Solidarieta’ sociale, l’Industria e il Commercio, il Turismo e la Cultura. I nuovi ministri hanno giurato davanti al ministro della Difesa Hussein Tantawi, capo del Supremo Consiglio delle Forze Armate che ha assunto il controllo dell’Egitto per un periodo di transizione di sei mesi, dopo che Mubarak si e’ dimesso l’11 febbraio.

Mounir Fakhri Abdel Nour è il nuovo ministro del Turismo egiziano. La nomina è avvenuta oggi insieme a quella dei titolari di altri 7 dicasteri del Paese. Abdel Nour è il segretario generale di uno dei partiti sin qui all’opposizione e avrà il compito di rimettere in moto la macchina del turismo, uno dei motori principali dell’economia del Paese.

Il ministro delle Finanze egiziano Samir Radwan fa sapere che il governo punta a varare un pacchetto di stimoli per favorire la crescita economica, danneggiata dalle recenti proteste di piazza. Radwan stima un aumento del Pil del 4,3% quest’anno, inferiore a quello del 6% previsto dal governo prima dei disordini che hanno portato alla cacciata di Hosni Mubarak. “L’obiettivo del pacchetto distimoli – spiega il ministro – e’ quello di rimettere in piedi l’economia”. Radwan auspica che gli aiuti all’economia arrivino non solo dallo stato ma anche dal settore privato.

IL CAIRO (Reuters) – La Libia ha consentito l’atterraggio di due aerei militari egiziani per evacuare lavoratori egiziani. Lo scrive oggi l’agenzia di stampa di stato egiziana citando il ministro degli Esteri del Cairo. “Egyptair opererà anche quattro voli per trasportare egiziani dalla Libia e tutti i voli saranno operati in giornata”, ha detto Ahmed Aboul Gheit, invitando tutti gli egiziani che vogliano lasciare la Libia a coordinarsi con l’ambasciata. Non è chiaro al momento in quale aeroporto atterreranno gli aerei, né quando.

IL CAIRO (Reuters) – Le piste dell’aeroporto di Bengasi sono state distrutte nelle violenze e gli aerei passeggeri non possono atterrare, ha dichiarato oggi il ministro degli Esteri egiziano Ahmed Gheit. “Riguardo all’est della Libia, le piste dell’aeroporto di Bengasi sono andate distrutte. Non è possibile per i voli Egyptair o per qualunque altro volo atterrare in quell’aeroporto”, ha detto Aboul Gheit in conferenza stampa.

Il lato libico della frontiera con l’Egitto oggi era sotto il controllo di uomini armati di mazze e fucili automatici Kalashnikov, oppositori di Muammar Gheddafi. Lo ha riferito un corrispondente di Reuters.Uno di loro ha alzato un ritratto di Gheddafi alla rovescia e lo ha imbrattato con la scritta “il tiranno macellaio, assassino dei libici”, ha detto il corrispondente dalla cittadina di Musaid, sul lato libico della frontiera. Le forze armate egiziane hanno detto ieri sera che le guardie di frontiera libiche si erano ritirate e che il lato libico del confine era sotto il controllo di “comitati popolari”, senza fornire dettagli sul loro orientamento politico.

COME FANNO I GOVERNI A SPEGNERE INTERNET??

Come si blocca internet? Dalla Cina all’Egitto, passando per la Libia. La storia recente è costellata di censure che corrono in rete per contrastare la libera circolazione delle idee attraverso il passaparola su social network, email e sms. Ma come fanno, tecnicamente, i governi a staccare la spina al web?

«Bloccare rapidamente la possibilità di utilizzare Internet è possibile solo se a livello governativo si agisce sui router», osservano gli esperti. I router potrebbero essere paragonati a delle autostrade lungo le quali viene indirizzato il traffico alle diverse destinazioni. Bloccare un router – operazione semplice quando la rete di tlc nazionale è pubblica e gestita dal governo centrale – equivale quindi a chiudere un’autostrada e chiudere l’intera rete autostradale significa paralizzare le comunicazioni.

Lo stesso vale per la telefonia cellulare. In questo caso per sospendere la copertura dei servizi il governo deve però trattare con gli operatori, che non sempre hanno sede legale nel paese in questione. Spesso però i ripetitori sono forniti con concessioni pubbliche, cosa che facilita le trattative per i governi autoritari: gli operatori che non scendono a compromessi rischiano di essere tagliati fuori dal business di quella nazioni.

Esiste poi un terzo livello di censura, quello che colpisce i singoli siti, come è accaduto per esempio a WikiLeaks. In questo caso il blocco avviene a un livello diverso dal router, perché viene interrotta la comunicazione a livello dell’indirizzo (dominio) del sito: anziché un’autostrada, era stato bloccato l’accesso a una singola città. In alcuni Paesi, come Cina e Iran, il controllo governativo ha riguardato in particolare alcuni siti e aveva attivato determinati punti sulla rete per tenere sotto controllo il traffico. Questa tecnica può essere utilizzata anche per singole pagine: secondo Google sono più di 40 i governi che hanno chiesto al motore di ricerca di rimuovere contenuti sgraditi. Nel 2002 erano solo quattro.

Mentre i governi censurano, gli internauti provano ad aggirare la censura. Esistono degli strumenti informatici per eludere i filtri imposti alla rete da quei governi autoritari che vogliono impedire la libera circolazione di critiche? Da alcuni anni sappiamo che esiste più di una strategia per sfuggire ai controlli.

Secondo un recente studio del Berkman Center di Harvard, realizzato da Hal Roberts, Ethan Zuckerman, Jillian York, Robert Faris e John Palfrey, il 3% delle popolazioni dei paesi in cui internet è censurato utilizza software per aggirare i controlli. I più utilizzati sono i programmi per eludere i filtri e navigare in forma anonima. Freegate, Ultrasurf, Tor e Hotspot Shield, perlopiù sono tool complessi, molto conosciuti in rete e piuttosto sicuri. Eppure, la maggioranza preferisce utilizzare una proxy, il metodo più semplice ma meno sicuro: con la proxy si accede alla rete attraverso server particolari che non vengono intercettati dai filtri governativi. Questo, fino a quando le autorità non si accorgono della loro esistenza. A quel punto possono decidere di spiare gli utenti “ribelli” o di bloccare i server.

Secondo il rapporto Berkman Center di Harvard, la diffusione delle proxy, facilmente rintracciabili con motori di ricerca, spiega la crescente popolarizzazione di questi sistemi ma ne mette in luce anche i limiti. Pochissimi sono invece coloro che si affidano a Vpn, linee protette e dedicate per accedere ai siti. In totale, il rapporto ha individuato 134 Vpn. Un numero triplicato negli ultimi tre anni.

Fonte: IL SOLE 24 ORE

COSTA CROCIERE RIPRENDE LA PROGRAMMAZIONE

venerdì 18 febbraio 2011 – 18:20

Alla luce della revoca dello “sconsiglio” da parte del Ministero degli Affari Esteri Italiano per i viaggi verso alcune località turistiche egiziane, in particolare il Mar Rosso e Luxor, e delle valutazioni effettuate dalla Compagnia, Costa Crociere ripristina gli scali in Egitto di Sharm el Sheik, Sokhna e Safaga.

L’itinerario di Costa Allegra “Coralli e antichi tesori” per le partenze del 28 febbraio 2011, 7, 14, 21 marzo 2011 viene ripristinato integralmente come indicato sull’ultima edizione del catalogo Annuale 2011.

1. giorno Sharm El Sheik (Egitto) Partenza dall’Italia con volo speciale Costa e arrivo a Sharm per l’imbarco

2. giorno Sharm El Sheik (Egitto) Partenza ore 18.00

3. giorno Eilat (Israele)  Arrivo alle 08.00. Partenza in tarda serata, alle 02.00

4. giorno Aqaba (Giordania) Arrivo alle 08.00. Partenza alle 18.00

5. giorno Safaga (Egitto)  Arrivo alle 07.00

6. giorno Safaga (Egitto) Partenza alle 13.00

7. giorno Sokhna (Egitto)  Arrivo alle 07.00. Partenza alle 18.00

8. giorno Sharm El Sheik (Egitto)  Arrivo ore 6.00. Rientro in Italia con volo speciale Costa.

Gli imbarchi avverranno quindi nuovamente dal porto di Sharm El Sheik, dove sarà possibile effettuare tutte le escursioni originariamente previste. Ritorna anche lo scalo di Safaga con tutte le escursioni confermate tra cui quelle di Luxor e delle spiagge di Hurgada e Mahmeya. Infine, a Sokhna, dove in alternativa alle escursioni al Cairo sarà proposta un’escursione balneare. La crociera rispetta l’itinerario previsto in origine, con la sosta in Israele, ad Eilat, dove sono confermate anche le escursioni aggiunte di recente: Tour di un giorno a Gerusalemme, Tuffo con i delfini, Relax e fanghi nel Mar Morto e dal porto di Aqaba si potrà raggiungere Petra, la città rosa scavata nella roccia, o il deserto del Wadi Rum.

Inoltre, viene ripristinato integralmente anche l’itinerario della Grande crociera del Mar Rosso con Costa Allegra del 28 marzo 2011, come indicato sull’ultima edizione del catalogo Annuale 2011.

Infine, vengono reintrodotti gli scali a Safaga e Sharm El Sheik anche per le Grandi crociere del vicino Oriente di Costa Deliziosa 3 aprile 2011 e Costa Luminosa 21 marzo 2011.

AIUTIAMO L’EGITTO FACENDO TURISMO!!!

Dopo l’allontanamento di Mubarak, l’economia egiziana è diventata ancora più instabile. Sappiamo delle difficoltà finanziarie del paese, e immaginavamo che i disordini delle ultime settimane avrebbero potuto aver un impatto fortemente negativo su inflazione e turismo, mettendo a dura prova le potenzialità del Pil nazionale.

Apparentemente va tutto bene, ma in realtà i problemi sono tanti. E il più grave resta la disoccupazione. “Non avere un lavoro significa non poter acquistare cibo, non poter mandare a scuola i figli e non potersi permettere cure in ospedale”, lamentano i giovani di El Cairo.

Anche se le strade hanno ricominciato ad essere affollate come prima e negozi e bancarelle sono di nuovo pieni di frutta, verdura, stoffe e altri oggetti da vendere, una buona parte degli esercizi commerciali continua a rimanere chiusa. E non è detto che gli operai, i contadini e gli impiegati pubblici che sono scesi in piazza per chiedere (anche) un aumento di stipendio abbiano deciso di smettere di far valere il loro punto di vista: “un lavoro non pagato non è un lavoro, e non permette di crearsi un futuro migliore“.

Nel frattempo, l’esercito ha deciso di inviare un sms a tutti i cellulari di utenti egiziani per spronare il popolo a tornare al lavoro, indipendentemente dalle condizioni offerte. Ma molti di questi messaggi sembrano essere stati ignorati. Lavorare per un salario da fame non interessa a nessuno.

Il governo ha promesso agli impiegati pubblici un aumento salariale del 15%, ma le stime sulla crescita del deficit pubblico aumentano il timore che questa manovra non sia sostenibile. Nel privato, le agenzie turistiche temono di poter perdere centinaia di migliaia di dollari di profitto, e dal turismo dipende il 10% del Pil nazionale. Gli uffici del turismo hanno bisogno del personale al completo per rilanciare il settore, ma per tenere tutti i dipendenti negli uffici questi ultimi dovrebbero accettare di lavorare un mese senza stipendio. Impossibile.

Nel timore che possano scatenarsi nuove proteste, l’esercito ha suggerito alle banche di rimanere chiuse questa settimana, una manovra che potrebbe creare ulteriori danni ai negozianti che hanno potuto riprendere la loro attività. Per non parlare dei bancomat, molti dei quali sono già a secco di denaro. Per avere a disposizione un po’ di contanti, parecchi egiziani si sono ritrovati costretti a vendere oggetti personali. E non far crescere di altre centinaia di unità il numero di concittadini che vive con meno di un dollaro al giorno. Che oggi, purtroppo, già supera i dieci milioni. Pari al 13% della popolazione.

INVESTIRE IN EGITTO? SECONDO IL SOLE 24 ORE PROBABILMENTE SI

Fonte:  Guido Tabellini per  www.ilsole24ore.com

Fino a un mese fa, alcune banche di investimento si chiedevano se l’Egitto dovesse essere incluso tra i Bric, i paesi emergenti con le migliori prospettive economiche. Nei tre anni precedenti la crisi finanziaria mondiale, l’Egitto era cresciuto in media del 7% all’anno, e negli ultimi due trimestri la crescita era tornata intorno al 5,5 per cento. Secondo la banca spagnola Bbva, l’economia egiziana avrebbe presto superato quella del Sudafrica, per diventare la più grande economia del continente africano entro il 2013. E ora?

Vi sono due incognite. Il primo interrogativo riguarda la transizione politica. Come sarà il nuovo regime? Sarà più simile all’Iran o alla Turchia? O magari al Pakistan? È ancora troppo presto per rispondere. Tuttavia il livello di sviluppo economico, la vicinanza geografica all’Europa, i legami economici e culturali con l’Occidente, il comportamento seguito finora dai militari, rendono probabile una genuina e significativa trasformazione verso un regime democratico, in cui i cittadini scelgono chi esercita il potere politico nell’ambito di procedure aperte e competitive.

L a seconda incognita riguarda gli effetti economici della democrazia. Se davvero l’Egitto riuscirà a diventare un regime democratico, ciò contribuirà a rinforzare o invece a indebolire le prospettive di sviluppo economico? Anche qui la risposta è tutt’altro che certa. In molti hanno studiato le conseguenze economiche delle transizioni democratiche. Tipicamente, gli anni della transizione sono accompagnati da turbolenze economiche, con un rallentamento della crescita. Ciò è la conseguenza inevitabile dell’interruzione dell’attività produttiva e dell’incertezza che accompagna le trasformazioni politiche. Dopo qualche anno, l’instaurarsi della democrazia porta in media a un’accelerazione dello sviluppo economico, a un tasso di crescita anche superiore a quello precedente il cambiamento di regime. Tuttavia, l’esito è molto diverso a seconda delle situazioni e del contesto economico.

Una variabile importante nel determinare l’effetto delle transizioni democratiche è il grado di apertura dell’economia alle forze di mercato nel momento della transizione. Se la trasformazione politica avviene in un contesto di controllo statale dell’economia, prevalgono gli aspetti negativi: la democrazia accentua l’instabilità economica. Se invece l’economia è aperta agli scambi con l’estero, integrata nell’economia mondiale, e se la concorrenza e i diritti di proprietà sono ben tutelati, allora la transizione democratica riesce a dare un forte ulteriore impulso allo sviluppo economico.

Da questo punto di vista, l’Egitto non è paragonabile ai paesi asiatici, dove l’economia di mercato funziona con grande efficacia. Tuttavia, l’apertura dell’economia egiziana agli scambi con l’estero e la sua integrazione nell’economia mondiale non sono un fatto recente. Inoltre, liberalizzazioni e privatizzazioni si sono intensificate negli ultimi anni. Tutto questo lascia ben sperare circa il futuro economico di un Egitto democratico (un discorso analogo vale anche nei confronti della Tunisia).

L’evidenza empirica rivela anche un altro nesso: quello tra liberalizzazioni economiche e liberalizzazioni politiche. L’apertura dell’economia al commercio estero e alle forze di mercato rende più probabile la transizione verso regimi democratici. Da questo punto di vista, non è sorprendente che la democrazia nel mondo arabo cerchi di spuntare proprio nei paesi, come Egitto e Tunisia, che prima di altri avevano imboccato la strada delle liberalizzazioni economiche.

Ciò pone i regimi autocratici degli altri paesi arabi di fronte a un dilemma: per facilitare lo sviluppo economico e la crescita dell’occupazione, essi dovrebbero aprire le loro economie alle forze di mercato. Ma così facendo, essi pongono le basi per la fine del loro potere politico. Non è un caso se molti paesi arabi, di fronte agli eventi di questi giorni, sono andati nella direzione opposta, aumentando la presenza dello Stato nell’economia attraverso l’espansione di sussidi e prezzi controllati, e assunzioni nel settore pubblico. Queste misure populiste e assistenziali possono effettivamente allungare la sopravvivenza dei regimi autocratici. Purtroppo ciò avviene a scapito del vero benessere economico dei cittadini.

NAVI IRANIANE ATTRAVERSANO SUEZ! PROVOCAZIONE A ISRAELE?

Due navi da guerra iraniane, una fregata ed un’unità d’appoggio, attraverseranno il canale di Suez oggi per poi dirigersi alla volta della Siria. Lo hanno reso noto fonti ufficiali egiziane, gestori dell’importante via d’acqua. Israele ha già condannato come “una provocazione” il passaggio delle due unità, il primo dal 1979, dall’avvento del regime dell’aytollah Ruollah Khomeini.

Ma La Stampa riporta:
E’ mistero sull’esatta posizione delle due navi da guerra iraniane che hanno chiesto all’Egitto l’autorizzazione ad attraversare il Canale di Suez.

Secondo quanto riferito dalla televisione iraniana Al Alam, citata dal quotidiano israeliano Haaretz, le due navi iraniane hanno attraversato oggi il Canale di Suez e sarebbero dirette in Siria. «Le due navi iraniane hanno attraversato il canale e si stanno dirigendo verso un porto siriano», ha riferito al Alam.

Ma l’agenzia Fars, citando un responsabile del Canale, ha smentito la notizia ed ha precisato che le navi attraverseranno il Canale di Suez solo nella giornata di domani. Israele, si legge su Haaretz, ha già definito il passaggio delle due navi come “una provocazione”. La marina militare israeliana è già entrata in fase di allerta ed è pronta all’intervento nel caso in cui le due navi di Teheran dovessero compiere un movimento sospetto verso le coste dello Stato ebraico.

IL G20 AIUTA EGITTO E TUNISIA

(AGI) Parigi – Il G20 tende la mano a Egitto e Tunisia, sconvolti da gravi crisi politiche, e si dice pronto a sostenere i due paesi nell’attuazione di riforme economiche.
“Siamo pronti ad aiutare Egitto e Tunisia per accompagnare riforme studiate a beneficio dell’intera popolazione e della stabilizzazione delle due economie”, si legge nel comunicato diffuso al termine del summit parigino .

LA COPERTINA DEL NUOVO TIME

FROM EGYPT WITH LOVE

Niente da dire, solo da guardare con simpatia
questo video fatto da ragazzi egiziani