BERENICE??? TUTTA DA SCOPRIRE

Berenice è una località dell’Egitto meridionale, che si affaccia sul Mar Rosso più incontaminato e sulla spettacolare Lahami Bay.
E’ molto vicina al confine con il Sudan, da cui dista una novantina di chilometri, e si differenzia molto dalle altre mete perché è selvaggia e poco conosciuta dal turismo di massa.
Stimata come “il paradiso terrestre” degli amanti delle immersioni per i suoi ben quarantasette punti che riservano sorprendenti incontri con delfini e tartarughe a chi pratica snorkeling, questa località possiede, anche, un organizzatissimo diving center con staff internazionale.
Si possono raggiungere i più bei siti di immersione del Mar Rosso del Sud, come Saint John’s Reef (dove si trova il corallo nero), Blumen, e Abu Galawa.
Inoltre, altro motivo per scegliere questa meta, é che a sole quaranta miglia dalla costa si trova il solitario Dedalus Reef, l’esteso sistema corallino di Fury Shoal con decine di reef di ogni grandezza e l’area di Ras Banas. Il reef si trova proprio davanti ai resort in modo tale da non svantaggiare anche chi non pratica immersioni o snorkeling.
E se poi doveste aver voglia di fare lunghe passeggiate a piedi nudi, la baia di Lahami con i suoi innumerevoli chilometri di spiaggia sabbiosa interrotta, a tratti, da dune naturali, certamente non potrà deludervi.
I turisti piu’ dinamici potranno fare varie escursioni nell’entroterra selvaggio, battute di birdwatching per ammirare gli uccelli, o indimenticabili tour nel deserto.
A quanto pare, i meriti per il titolo di destinazione di vacanza più esclusiva del Mar Rosso ci sono tutti.

BERENICE E’ ANCORA VERGINE!!!

L’ultima consacrazione delle vacanza usa e getta nel Mar Rosso arriva dal cinepanettone Sharm el Sheikh, applaudito dai milioni di italiani che ogni anno sbarcano nel Tropico a quattro ore da casa. Ma sono in molti a cercare un altro Egitto , senza venditori di tappeti e boutique di paccottiglia, discoteche e casinò, alberghi mastodontici.

A 90 chilometri dal confine con il Sudan, tra la solitudine infinita del deserto orientale e il Mar Rosso più selvaggio, c’è Berenice. Un’Africa accarezzata dal vento, a due ore di strada da Marsa Alam, l’aeroporto internazionale più vicino, fino a qualche anno fa in mano ai militari e vietata ai turisti.

Finiva qui la via carovaniera che dall’antica Coptos, oggi Qena (poco più a nord di Luxor), attraversava in 12 giorni il deserto per portare coi cammelli le merci destinate ad Alessandria, alla costa araba e alle antiche Indie. La costa è una sfilata di baie incontaminate, con incastonata la riserva naturale di Wadi Gimal, una distesa di rocce multicolore e canyon. Alle spalle le montagne e le dune del Gebel Elma, davanti si aprono il mare e la barriera immersa in acque trasparenti e calde, coralli variopinti (e quindi vivi), tartarughe, delfini, pesci pagliaccio, napoleone, palla e barracuda.

Questo è l’ultimo Mar Rosso vergine, anch’esso riaperto al turismo dopo un lungo periodo di divieto. Un paradiso per appassionati di snorkeling e diving, ma anche una meta ideale per fare surf e kitesurf, grazie ai venti costanti tutto l’anno. Lungo la strada accampamenti di cammellieri, garitte di militari, unica presenza umana. Poi, il nulla, fino al Sudan. Per poco ancora. I tycoon del cemento non hanno perso tempo. E si sono accaparrati i 90 chilometri fino alla frontiera, dove è probabile che in qualche anno sorgano nuove Hurghada e Sharm.

Per ora si è immersi in un’atmosfera da ultima frontiera marina soggiornando nei due resort sulla baia di Lahami, il TClub Berenice, aperto l’anno scorso, e il Lahami Bay Beach Resort, oasi tra le dune, l’unico modo per godersi una vacanza qui. Anche se la prima impressione è deludente perché la sabbia è grigia e la bassa marea costringe a camminare con l’acqua alle caviglie per un centinaio di metri prima di riuscire a immergersi in una piscina naturale o nuotare lungo il reef. Ma basta infilarsi una maschera e un boccaglio per entrare in un paradiso naturale.

Le due strutture sono l’avamposto per andare alla scoperta di un territorio selvaggio. Il vero spettacolo è al largo, smarriti in una sinfonia di azzurro e blu. In mezza giornata, o un giorno intero, a bordo delle comode barche del Barakuda Diving Center si raggiungono gli spot più entusiasmanti, circa una trentina, labirinto di grotte e pinnacoli. Un caleidoscopio di colori, bassifondi turchese, smeraldo che non hanno nulla da invidiare alla Polinesia.

Come Sataya, più noto come Dolphin Reef, poche miglia a nord del grande promontorio di Ras Banas, lungo 3 chilometri e largo 200 metri, dove si passano ore nuotando in una laguna sabbiosa circondati da una colonia di un centinaio di delfini che si esibiscono in tortuose acrobazie. Ma si può anche prendere il largo per Sha’ab Maksur, un reef di forma allungata con la parete più ripida sulla costa sud, costellata di spaccature, alcionari viola e rossi, candelabri ocra dei coralli di fuoco tra cui nuotano le tartarughe. Mentre Sha’ab Claudio, a un’ora e un quarto di navigazione, è quasi un parco giochi per subacquei, con labirinti di corallo, canyon, spaccature e grotte illuminate da giochi di luce.

Sempre scegliendo tra le escursioni organizzate dai due resort di Berenice, si va con la jeep nel cuore del deserto orientale e si avanza tra sfilate di dune, wadi, accampamenti beduini dove si assaggia un profumato tè allo zenzero. Quando scende la notte, soprattutto se non c’è la luna, seduti in cerchio sui cuscini, circondati dalle montagne, si sorseggia il tè offerto dai beduini e si alzano gli occhi per guardare il Carro, si fruga il firmamento inseguendo una nebulosa, si vede sorgere Venere. Il tutto nel buio assoluto, senza l’inquinamento luminoso delle case. Succede affidandosi a Thomas Krakhofer, un astronomo austriaco che per conto dei due resort organizza l’Astrotour e punta una pistola laser verso il cielo per illustrare le costellazioni (www.astronomy-egypt.com).
Tratto da DOVE

BERENICE: SHARM COME ERA 20 ANNI FA, SI TROVA A SUD DI MARSA ALAM

Oggi nota come Medinet-el Harassi, si trova a sud del parco nazionale di Wadi el Gemal ed è senza dubbio uno dei luoghi più belli del Mar Rosso. E´ l´ultima zona turistica del profondo sud ed è paragonabile alla Sharm el Sheikh di 15/20 anni fa. La sua remota posizione rende questa località l´ultimo paradiso non cementificato di tutto il Mar Rosso. Una perla rara che probabilmente resterà tale ancora per poco tempo.

Conosciuta come una remota ed intatta destinazione subacquea, la zona di Berenice è l´ultima destinazione di vacanze del Mar Rosso. Lo sviluppo turistico è molto limitato, con un solo hotel 5 stelle che offre una vasta gamma di servizi nella tranquilla e bellissima zona di Lahami Bay.
Nelle vicinanze sorgono le altre due uniche sistemazioni della zona, principalmente indirizzate agli amanti della subacquea: un hotel tre stelle e un eco-lodge. Questa destinazione è l´ideale per coloro che sognano una vacanza lontano da tutto e da tutti e a pieno contatto con la natura Gli hotel di Berenice ospitano centri subacquei ben attrezzati.

Berenice si trova a 130 km dal nuovo aeroporto di Marsa Alam (circa 200 km a sud di Hurgada), aperto a febbraio 2002. Per raggiungere questa località ci vogliono circa 2 ora e 30 minuti di pullman.
Berenice è dotata anche di un piccolo aeroporto che attualmente accoglie solamente pochissimi voli interni. Non è sicuramente escluso che in un prossimo futuro lo scalo potrà accogliere anche voli internazionali.

Wadi Hammamat: A circa metà strada fra Quseir e Qena, si trova Wadi Hammamat. Attraverso la sua valle corre un´antica strada, la più breve dal Mar Rosso al Nilo. Centinaia di iscrizioni rupestri ornano le pareti della secca. Alcuni disegni, come quelli delle antiche barche egizie di canne, risalgono al 4000 a.C. Ciò che rese veramente famoso Wadi Hammamat nell´antichità, fu la pietra di Bekheny, una roccia ornamentale di colore verde, ritenuta sacra. La pietra fu attivamente estratta dai tempi faraonici fino a quelli romani, per la produzione di coppe, statue e sarcofagi. Numerosi oggetti realizzati con pietra di Bekheny sono stati rinvenuti nelle piramidi, nelle tombe e nei templi di questi periodi. Ci sarà modo di ammirare i resti di cave, miniere, fortezze, torri di guardia e pozzi, che giacciono sparsi lungo la strada principale.

Il tempio di Seti I: A Kanais, a est di Edfu, lungo la strada del deserto per Marsa Alam, si trova un piccolo tempio tagliato nella roccia, costruito da Seti I (1305-1290 a.C.) Purtroppo è possibile visitare soltanto l´ingresso del tempio. La camera posta dentro la rupe, con i magnifici disegni di Seti I che colpisce i nemici ed offre un dono al dio Amun, è chiusa al pubblico per ragioni di conservazione. Non lontano dal tempio, si trova un antico pozzo. Superba arte rupestre di epoca pre-dinastica, risalente a 6000 anni fa, decora le ripide pareti del wadi, con barche a remi, divinità danzanti, gazzelle dalle lunghe corna, grassi ippopotami e scene di caccia.

Bir Umm Fawakhir: Un pò più a nord di Wadi Hammamat, nella porzione centrale del deserto orientale, si trova un insediamento minerario (per l´estrazione dell´oro), del quinto e sesto secolo, noto con il nome di Bir Umm Fawakhir. Un grande comunità di cristiani copti vivevano in questa città di circa duecento edifici. L´oro estratto dalle montagne circostanti era lavato e trasportato verso la Valle del Nilo per la raffinazione. La miniera più grande di Bir Umm Fawakhir si estende orizzontalmente per un centinaio di metri nella montagna ed è alta circa due metri. Oggi si può visitare il sito ed osservarne gli edifici di accurata progettazione, e le antiche iscrizioni incise sui massi di granito presso le postazioni di guardia della città.

Le antiche miniere di smeraldi: a sud-ovest di Marsa Alam, identificate più tardi come Miniere di Cleopatra o Mons Smaragdus (Montagne di smeraldo), l´area divenne il più famoso complesso minerario del mondo antico. Le miniere di Wadi Gimil, Wadi Sikeit, Wadi Nuqrus e Gebel Zabara furono intensamente sfruttate durante i periodi romano e tolemaico. Lo sfruttamento delle miniere continuò anche nei secoli seguenti, finchè furono abbandonate dopo che gli Spagnoli scoprirono gli smeraldi in Colombia nel 1545. Oggi le rovine degli insediamenti minerari di Zabara e Sikeit sono ancora evidenti così come i resti delle strutture di un tempio e delle miniere crollate

BERENICE, QUESTA SCONOSCIUTA!

Oggi nota come Medinet-el Harassi, si trova a sud del parco nazionale di Wadi el Gemal ed è senza dubbio uno dei luoghi più belli del Mar Rosso. E´ l´ultima zona turistica del profondo sud ed è paragonabile alla Sharm el Sheikh di 15/20 anni fa. La sua remota posizione rende questa località l´ultimo paradiso non cementificato di tutto il Mar Rosso. Una perla rara che probabilmente resterà tale ancora per poco tempo.
Conosciuta come una remota ed intatta destinazione subacquea, la zona di Berenice è l´ultima destinazione di vacanze del Mar Rosso. Qui lo sviluppo turistico è molto limitato, con un solo hotel cinque stelle che offre una vasta gamma di servizi nella tranquilla e bellissima zona di Lahami Bay.
Nelle vicinanze sorgono le altre due uniche sistemazioni della zona, principalmente indirizzate agli amanti della subacquea: un hotel tre stelle e un eco-lodge. Questa destinazione è l´ideale per coloro che sognano una vacanza lontano da tutto e da tutti e a pieno contatto con la natura Gli hotel di Berenice ospitano centri subacquei ben attrezzati.
Berenice si trova a 130 km dal nuovo aeroporto di Marsa Alam (circa 200 km a sud di Hurgada), aperto a febbraio 2002. Per raggiungere questa località ci vogliono circa 2 ora e 30 minuti di pullman.
Berenice è dotata anche di un piccolo aeroporto che attualmente accoglie solamente pochissimi voli interni. Non è sicuramente escluso che in un prossimo futuro lo scalo potrà accogliere anche voli internazionali.
Wadi Hammamat: A circa metà strada fra Quseir e Qena, si trova Wadi Hammamat. Attraverso la sua valle corre un´antica strada, la più breve dal Mar Rosso al Nilo. Centinaia di iscrizioni rupestri ornano le pareti della secca. Alcuni disegni, come quelli delle antiche barche egizie di canne, risalgono al 4000 a.C. Ciò che rese veramente famoso Wadi Hammamat nell´antichità, fu la pietra di Bekheny, una roccia ornamentale di colore verde, ritenuta sacra. La pietra fu attivamente estratta dai tempi faraonici fino a quelli romani, per la produzione di coppe, statue e sarcofagi. Numerosi oggetti realizzati con pietra di Bekheny sono stati rinvenuti nelle piramidi, nelle tombe e nei templi di questi periodi. Ci sarà modo di ammirare i resti di cave, miniere, fortezze, torri di guardia e pozzi, che giacciono sparsi lungo la strada principale.
Il tempio di Seti I: A Kanais, a est di Edfu, lungo la strada del deserto per Marsa Alam, si trova un piccolo tempio tagliato nella roccia, costruito da Seti I (1305-1290 a.C.) Purtroppo è possibile visitare soltanto l´ingresso del tempio. La camera posta dentro la rupe, con i magnifici disegni di Seti I che colpisce i nemici ed offre un dono al dio Amun, è chiusa al pubblico per ragioni di conservazione. Non lontano dal tempio, si trova un antico pozzo. Superba arte rupestre di epoca pre-dinastica, risalente a 6000 anni fa, decora le ripide pareti del wadi, con barche a remi, divinità danzanti, gazzelle dalle lunghe corna, grassi ippopotami e scene di caccia.
Bir Umm Fawakhir: Un pò più a nord di Wadi Hammamat, nella porzione centrale del deserto orientale, si trova un insediamento minerario (per l´estrazione dell´oro), del quinto e sesto secolo, noto con il nome di Bir Umm Fawakhir. Un grande comunità di cristiani copti vivevano in questa città di circa duecento edifici. L´oro estratto dalle montagne circostanti era lavato e trasportato verso la Valle del Nilo per la raffinazione. La miniera più grande di Bir Umm Fawakhir si estende orizzontalmente per un centinaio di metri nella montagna ed è alta circa due metri. Oggi si può visitare il sito ed osservarne gli edifici di accurata progettazione, e le antiche iscrizioni incise sui massi di granito presso le postazioni di guardia della città.
Le antiche miniere di smeraldi: a sud-ovest di Marsa Alam, identificate più tardi come Miniere di Cleopatra o Mons Smaragdus (Montagne di smeraldo), l´area divenne il più famoso complesso minerario del mondo antico. Le miniere di Wadi Gimil, Wadi Sikeit, Wadi Nuqrus e Gebel Zabara furono intensamente sfruttate durante i periodi romano e tolemaico. Lo sfruttamento delle miniere continuò anche nei secoli seguenti, finchè furono abbandonate dopo che gli Spagnoli scoprirono gli smeraldi in Colombia nel 1545. Oggi le rovine degli insediamenti minerari di Zabara e Sikeit sono ancora evidenti così come i resti delle strutture di un tempio e delle miniere crollate.