PRESTO UN MUSEO DELLA TORTURA A IL CAIRO??

Il ricercatore egiziano Mohammad Abdul Wahab è intenzionato ad aprire, in un prossimo futuro, il primo e più completo ‘Museo della tortura‘ in Egitto. La sua speranza è quella di dissuadere altri potenziali oppressori dall’uso di questo metodo crudele esponendo esempi del passato dei quali è tristemente ricca la storia dell’umanità. Per più di dieci anni, ha raccolto mille attrezzi ampiamente utilizzati in epoche e Paesi diversi quale strumento di tortura intimidatorio, in particolare contro dissidenti intellettuali e politici di entrambi i sessi. I pezzi sono per ora conservati nella galleria del ricercatore ad Al Maryutia, vicino alle Piramidi di Giza, e sono mostrati soltanto a giornalisti e difensori dei diritti umani. Sono corredati da note informative raccolte visitando musei specializzati all’estero e su testi di storia.

Il collezionista spera di inaugurare al Cairo un’esposizione permanente della tortura che dovrà essere un’esperienza intensa e indimenticabile per i visitatori: entreranno in una struttura da casa dell’orrore divisa in sezioni dove sarà ricreata l’ambientazione dell’epoca d’utilizzo degli arnesi e lungo tutto il percorso riecheggeranno simulazioni di gemiti e grida di dolore delle vittime.

Alcuni pezzi della collezione – mostrati e descritti a Ramadan Al Sherbini, corrispondente di ‘Golf News’ – risalgono al Medio Evo. A proposito di uno di questi, Mohammad Abdul Wahab ha anche specificato che “alcuni dei servizi segreti ancora utilizzano questo strumento”.

PER CAPIRE QUALCOSA DEI DISORDINI IN EGITTO

Arabi invisibili

Catalogo ragionato degli arabi che non conosciamo. Quelli che non fanno i terroristi
Autore: Paola Caridi

Contributi: ‘Ala  Al-Aswani
Collana: Serie Bianca
Pagine: 176
Prezzo: Euro 14,00

Premio Capalbio 2008

È probabile che George W. Bush non abbia mai bevuto una limonata alla menta. È probabile, dunque, che Bush così come la maggior parte di chi decide delle sorti del Medio Oriente e del Nord Africa non sia mai entrato attraverso la grande porta della cultura araba. Eppure quella che è una delle bevande tradizionali del mondo arabo è il sunto di una civiltà – a noi legata da intrecci invisibili lanciati lungo il Mediterraneo – che ha nel suo Dna raffinatezze e profondità dimenticate dall’Occidente.
Il mondo arabo continua anche oggi a vivere, oltre il velo dei nostri pregiudizi. In una fascia cangiante che va da Casablanca a Ryiadh si muovono milioni di arabi invisibili, schiacciati dal peso di uno stereotipo ormai imperante in Occidente, per il quale tutti coloro che hanno un passaporto mediorientale o nordafricano sono potenziali terroristi, kamikaze, seguaci di Osama bin Laden.
Il catalogo odierno degli arabi invisibili, invece, è lungo, variegato, sorprendente. Ne fanno parte ragazzi che usano Internet, professionisti educati nelle nostre università, cineasti e fior di scrittori. Se la lista degli arabi che non conosciamo fosse solo questa, però, saremmo al semplice elenco di quelli bravi, buoni e simpatici. Bisogna, invece, superare il muro, e osservare quella lunga teoria di uomini e donne a cui l’Occidente non riconosce volto e fattezze: quelli che si fanno in quattro per mandare i figli a scuola, che inondano la regione delle rimesse del loro lavoro, che fanno cultura tra le maglie della censura e opposizione tra le costrizioni dei regimi.
L’homo arabicus del Terzo Millennio compare, così, in tutta la sua complessità. I seguaci dell’islam politico – ormai la maggioranza degli elettori – chiedono democrazia e diritti civili, appoggiati dai settori laici e liberali. Le femministe più preparate indossano il velo, mentre la cultura pop dei videoclip e dei film incide sui cambiamenti sociali. I nuovi imprenditori non sono più gli sceicchi del petrolio, ma governano telefonini e tv. Finita, dunque, l’era delle odalische, dei beduini, quello che si apre a un occhio attento è un mondo ricco, alla ricerca di un nuovo rinascimento considerato imperativo. Che rifiuta con stizza lezioni di democrazia e civiltà dall’Occidente.

VIAGGIO NEL MUSEO EGIZIO DE IL CAIRO

da wikipedia

Il Museo di antichità egiziane comunemente conosciuto come Museo egizio del Cairo ospita la più completa collezione di reperti archeologici dell’antico Egitto del mondo. Gli oggetti in mostra sono 136.000 e molte altre centinaia di migliaia sono conservate nei magazzini.

Il museo è un’emanazione del servizio egiziano delle antichità costituito dal governo nel 1835 nel tentativo di fermare l’esportazione selvaggia di reperti e manufatti.

Il museo aprì nel 1858 con le collezioni raccolte da Auguste Mariette, archeologo francese al servizio di Isma’il Pasha. Nel 1880 venne spostato all’interno del palazzo di Isma’il Pasha a Giza. Nel 1900 il museo raggiunse l’attuale sede, un edificio in stile neoclassico, appositamente costruito in Piazza Tahrir, nel centro del Cairo. Al contrario della sua grande fama, il museo egizio del Cairo non è molto esteso come superficie. Consta di due piani, entrambi di forme rettangolare, con una serie di stanze disposte a attorno ad un atrio centrale e collegate da un corridoio. Gli oggetti esposti al piano terreno sono raggruppati per ordine cronologico. Appena entrati, a sinistra sono disposte le sale dell’Antico Regno. Continuando in senso orario si trovano le sale del Medio e Nuovo Regno ed infine quelle dell’età Greco-Romana. Salendo lo scalone si arriva al primo piano, organizzato in aree tematiche.

I pezzi di maggior pregio sono rappresentati dalla collezione dei reperti trovati nella tomba di Tutankhamon, rinvenuta intatta nella Valle dei Re, dall’archeologo inglese Howard Carter nel 1923.

La “sala delle mummie” che contiene 27 mummie reali di epoca antica, fu chiusa al pubblico, nel 1981, per ordine del presidente egiziano Anwar Sadat. Nel 1985 è stata riaperta al pubblico una selezione di mummie di re e regine del Nuovo Regno di cui è visibile solamente il volto.

Una veloce visita di dieci minuti
per ammirare opere d’arte realizzate 3000 anni fa!

SCOPERTO UN MURO EDIFICATO PER PROTEGGERE LA SFINGE

Ancora una scoperta nelle secolari sabbie del deserto Egiziano! Sulla Piana di Giza al Cairo, gli archeologi egiziani hanno trovato parte di un antico muro costruito dal faraone Thutmose IV a tutela della Sfinge dal vento e dalla sabbia. Come capo del Consiglio Supremo delle Antichità Zahi Hawass, durante uno scavo ha trovato un muro alto diversi metri. Un muro di mattoni composto da due parti. La prima parte – 75 pollici di altezza e 86 metri di lunghezza – si estende da nord a sud lungo il lato est del tempio del faraone Chefren. La seconda parte del muro – 90 pollici di altezza e 46 metri di lunghezza – corre da est a ovest lungo il perimetro del tempio. Le parti della costruzione convergono in un punto nell’angolo sud-est. Secondo gli studiosi, questo muro è solo una parte di una struttura più grande, situato a nord della Sfinge e mira a proteggere il monumento dalle tempeste di sabbia.

Secondo la leggenda, Thutmosi IV, che in seguito divenne faraone della XVIII dinastia dal 1397 al 1388 AC., dopo essere tornato dalla caccia nella valle adiacente alle piramidi, fece un sogno. La Sfinge di Thutmose IV, chiese al nuovo faraone di proteggerla dalle tempeste di sabbia, promettendo al faraone che lei avrebbe protetto lui. Per cui il faraone decise di costruire i muraglioni di protezione.

QUATTRO PASSI A IL CAIRO

Capitale brulicante di vita, Il Cairo è  una delle aree più popolate del mondo, con 8 milioni di abitanti. Situata lungo il fiume Nilo, offre al turista una grande quantità di luoghi da visitare, non solo relativi all’antico passato dei faraoni. Lungo le vie storiche più importanti sono collocati un gran numero di splendidi monumenti islamici, dalle fontane alle grandi moschee quali  El-Hakim, Beit Es-Suhaymi e  Bein El-Qasrein che sono, nella maggior parte dei casi, aperte anche ai non-musulmani, purchè provvisti di abbigliamento adeguato.

La parte antica islamica della città è costituita per lo più da edifici medievali, dove non esistono strutture ricettive per il turista. Tuttavia occorrono ore per percorrerla interamente se ci si vuole immergere nell’atmosfera più autentica della città, ad esempio visitando il grande bazaar di Khan el-Khalili, secondo al mondo per grandezza dopo quello di Istanbul.
Si possono visitare anche diverse chiese cristiane, tra le quali San Giorgio appartenente alla dottrina greco-ortodossa. Tra i musei, meritano di essere visitati il Museo Copto che ospita una vasta collezione di oggetti e tessuti dell’epoca cristiana in Egitto e il Museo dell’Arte islamica, che contiene oltre 10.000 oggetti in ceramica, legno, vetro, tessuto e stucchi provenienti dall’Egitto e da altri paesi del mondo islmico.

Il museo più grande e frequentato del Cairo resta, ovviamente, quello dedicato all’antico Egitto, situato nella centrale piazza Tahir. Costruito nel 1897 e aperto al pubblico nel 1902, contiene 100.000 reperti dell’antico Egitto suddivisi in diverse sezioni poste in ordine cronologico e 107 sale. A pianterreno sono collocate alcune enormi statue, mentre nel piano superiore sono esposte le statue più piccole, le mummie, i gioielli e il tesoro di Tutankhamon, ritrovato da Howard Carter nel 1922, con la famosa maschera in oro massiccio, perfettamente conservata. Sono ancora da catalogare numerosi altri reperti ed è in programma l’apertura di una nuova sede per ospitarli. Una grande biblioteca ed una sezione dedicata alla fotografia concludono la visita al museo egizio del Cairo.

Volendosi dedicare allo shopping, oltre al grande bazaar di Khan el-Khalili, ci si può recare al mercato di Wekala al-Balq e Tentmakers Bazaar, famosi per le stoffe. Particolarmente conveniente risulta l’acquisto di profumi, gioielli ed oggetti in oro, argento, ottone e rame, ceramiche, tappeti, articoli in pelle e vetro, soprattutto quando si può contrattare sul prezzo.

L’intrattenimento notturno al Cairo è assicurato recandosi nei molti locali, nei ristoranti, alcuni dei quali affacciati sul Nilo, oppure ascoltando musica araba nel cuore della parte islamica del Cairo, precisamente a El-Ghuriya, dove  si esibiscono gratuitamente musicisti e danzatori dervishi. Molto suggestivo è lo spettacolo notturno di luci e suoni alle piramidi di Giza, poste a soli 5 km dal Cairo. La piana di Giza comprende le tre piramidi edificate per celebrare i faraoni Cheope, Chefren e Micerino, oltre al gigantesco ed enigmatico monumento della Sfinge. La piramide di Cheope rappresenta  l’unica  delle Sette Meraviglie del mondo antico, tuttora sopravvissuta.  A conferma del mistero che avvolge la storia dell’antico Egitto e gli alti livelli delle applicazioni costruttive ed astronomiche, stupisce l’esattezza dell’allineamento delle piramidi che coincide esattamente con i quattro punti cardinali e le tre stelle della cintura di Orione comprese nella costellazione dell’Orsa Minore, la cui diversa luminosità è stata riprodotta nella diversa grandezza delle tre piramidi.

ANDREA BOCELLI CANTA ALLE PIRAMIDI DI GIZA

Andrea Bocelli, uno dei più famosi italiani di sempre (solo lui e altri 6 italiani hanno l’onore di avere la stella sul famoso marciapiede della Hall of Fame di Hollywood!) si esibirà di nuovo di fronte alle maestose Piramidi di Giza.

Il web è pieno di comunicati stampa nei quali si annuncia che Barbara Monte duetterà con Andrea Bocelli!
Non sono un melomane ma credo quanto meno bizzarro mettere prima lei e poi lui!!!
Un po’ come dire che Arisa duetterà con Liza Minelli!!!! ehehehe

Comunque, il grande Andrea Bocelli sabato 25 settembre si esibirà di fronte alle immense Piramidi della piana di Giza!
Spettacolo imperdibile per chi si può permettere una puntata al Cairo.

Ma le speranze non vanno perdute: il 30 settembre Andrea si esibirà in Piazza del Duomo a Milano!
Un’occasione proprio alla portata di tutti!!