SPLENDIDE IMMAGINI DAL LAGO NASSER

In vacanza sul Lago Nasser. Situato al confine con il Sudan, l’immenso specchio d’acqua scaturito dalla creazione, negli anni Cinquanta-Sessanta, della diga di Assuan, è oggi diventato (anche) una meta turistica, circondato com’è di memorie storiche Egizie (e non solo). L’attrazione principale è Abu Simbel, la città del tempio di Ramses II, che ai tempi della costruzione della diga è stata riposizionata a monte per non essere sommersa. Ma rovine (anche romane) si vedono anche dal lago. E c’è anche chi sul Lago Nasser va a pescare…

E allora gustati queslte eccezionali immagini che arrivano proprio da questo bellissimo lago!

Sopra: Il tempio di Ramses II a Abu Simbel, la città egizia “spostata”ai tempi della costruzione della diga di Assuan

Sopra: Il ponte di un’imbarcazione da crociera che fa servizio sul Lago Nasser

Sopra: Rilievi che mostrano popolazioni nubiane in schiavitù alla base del tempio di Ramses II

Sopra: Rilievi nel tempio di Kalabsha, Lago Nasser

Sopra: Le colonne romane del tempio di Kertassi, vicino al Lago Nasser

Sopra:  Un “incantatore di scorpioni”

IN BATTELLO SUL LAGO NASSER

In crociera sul bacino artificiale più grande del mondo, tra edifici sacri, sfingi e le grandi dune del Sahara. Per finire ad Abu Simbel, celebre per il tempio sotterraneo voluto da Ramses II. Che, per costruirlo, fece scavare un’intera montagna

Intanto il nome: Nasser. Che deve al presidente egiziano Gamal Abdel. Fu lui a crearlo, facendo costruire sul Nilo la grande diga di Assuan. Poi, le dimensioni. Si perchè oggi il Lago Nasser è il più grande del mondo. E, per assurdo, non si trova in una regione settentrionale, temperata e verdeggiante, ma in un’arida zona dell’Africa settentrionale, nell’estremo sud dell’Egitto al confine con il Sudan, in pieno deserto del Sahara. Questo bacino artificiale ha allagato una superficie di 5.250 chilometri quadrati (grande come la Liguria), occupando tutta la valle del grande fiume tra la prima e la seconda cateratta. In realtà, un’altra diga a monte della prima cateratta era già stata edificata nel 1902, ma di dimensioni nettamente inferiori. Quella attuale, capolavoro di ingegneria completato nel 1971, è larga 3.600 metri e alta 111, ha richiesto il lavoro di 35 mila operai per 11 anni e una quantità di materiale 18 volte superiore a quello impiegato per erigere la piramide di Cheope. Questo è il biglietto da visita del Lago Nasser.

Ma quello che rende speciale una crociera che ne costeggia le rive non è solo la sua posizione sahariana, ma il fatto che, per salvarli dall’acqua, i monumenti più antichi vennero spostati in blocco e quelli più grandi – come lo stupendo tempio di Ramses II ad Abu Simbel – furono addirittura tagliati in decine di migliaia di pezzi numerati e ricostruiti in posizione più elevata. Un’operazione unica nella storia dell’umanità. Oggi il Lago Nasser si presenta con una sua austera bellezza: dagli straordinari monumenti che vi si specchiano alle dune del Sahara che ne lambiscono le rive. Nelle sue acque, diventate luogo di sosta per un gran numero di uccelli migratori, vivono pesci di eccezionali dimensioni, mentre tutt’intorno si trovano gazzelle, volpi, coccodrilli. E nei villaggi nati lungo le sponde si può incontrare una nuova etnia sahariana, quella dei beduini pescatori del Nasser, ex contadini e pastori che hanno dovuto abbandonare le loro ataviche professioni per inventarsi una nuova attività.

Il modo migliore per esplorare le coste del Lago Nasser è quindi navigare a bordo del Nubiana, un piccolo ma elegante battello (ha solo quattro cabine), capace per il suo ridotto pescaggio di arrivare anche negli angoli più remoti e incontaminati, visitando i siti archeologici meno battuti. Come il grande tempio di Amon a Wadi es Sebua, con la sua antistante sfilata di sfingi e costruito da Ramses II, il tempio di Thot, dio della Saggezza, il tempio di Serapis, dove si trova l’unica scala a spirale esistente in un edificio dell’antico Egitto; oppure il tempio di Amon-Ra ad Amada, il più antico della zona, ornato dai più bei rilievi di tutti i templi nubiani ed eretto da Tutmosis III; o Kasr Ibrim, localizzato su un’isola, inizialmente un tempio faraonico, poi trasformato in chiesa copta e quindi in moschea. E naturalmente Abu Simbel, la località celebre per il tempio ipogeo fatto costruire tra il 1290 e il 1224 a.C. da Ramses II scavando un’intera montagna, e fronteggiato da quattro statue del faraone alte 20 metri. Il tutto tra grandi dune di sabbia rosa che si smorzano nelle acque, promontori di roccia color ocra, spiagge e baie silenziose.

Con I Viaggi di Maurizio Levi (tel. 02.34934528).

DATE DI PARTENZA:
2010: 13 Nov / 26 Dic (a)
2011: 19 Feb / 19 Mar / 23 Apr (a)

QUOTA DI PARTECIPAZIONE:
da Milano/Roma:
6–8 partecipanti € 1.880
4 partecipanti € 2.220
(a) Suppl. alta stagione € 180
Suppl.Sgl. € 190

Altri operatori che propongono il Lago Nasser sono Metamondo, Eden Viaggi, Best Tours, Atacama Travel.

Articolo tratto da Il Sole 24 Ore

ABU SIMBEL: UN TRASLOCO FARAONICO

Abu Simbel è una località situata sulle sponde del Nilo, nell’Egitto meridionale, a sud dell’odierna Assuan. Intorno al 1250 a.C. il faraone Ramesse II fece costruire diversi templi, tra cui due particolarmente importanti, scavati nella roccia. L’interno del tempio maggiore, dedicato alle divinità di Eliopoli, Menfi e Tebe (Ra, Ptah e Ammone), è profondo oltre 55 m ed è formato da una serie di ambienti e di camere che conducono al santuario.

Grazie all’orientamento del tempio, due volte all’anno i raggi del sole nascente penetrano a illuminare le statue degli dei Ra-Harakhty, Ramesse e Amon-Ra, lasciando in ombra quella di Ptah. Sulla facciata si ergono quattro statue colossali (di oltre 20 metri di altezza) che rappresentano Ramesse deificato. Tra i numerosi rilievi, una serie raffigura la battaglia tra egizi e ittiti a Kadesh; frequenti pure le iscrizioni, di notevole interesse storico, come quelle che mercenari greci incisero sulla base di due statue di Ramesse nel VI secolo a.C., annoverate tra i più antichi esempi di scrittura greca. Il tempio minore, dedicato alla regina Nefertari e alla dea Athor, presenta sulla facciata statue del faraone e della sua famiglia.

I templi, che si annoverano come i più importanti monumenti dell’antica Nubia, rimasero sconosciuti al mondo occidentale fino al 1812, quando furono scoperti dall’esploratore svizzero Johann Ludwig Burckhardt. Nel 1964 fu intrapreso un progetto internazionale per salvarli dall’inondazione del lago Nasser, il bacino che si sarebbe creato dalla diga di Assuan: con una colossale operazione archeologica e ingegneristica promossa dall’UNESCO, cui presero parte anche tecnici italiani.
I templi furono tagliati in blocchi e ricostruiti nel 1968 su un’altura a 64 metri sul livello del mare salvandoli in questo modo dall’inondazione