COMUNICATO STAMPA SUGLI SQUALI A SHARM!! DIFFONDERE!!

COMUNICATO STAMPA SUGLI AVVENIMENTI IN MAR ROSSO A SHARM EL SHEIKH

di riccardo sturla avogadri rientrato da Sharm El Sheikh

Inizio questo comunicato stampa indirizzato a tutti i media e operatori del settore subaqueo e turistico, autorizzandovi sin da ora a rilanciarlo su tutti i motori di ricerca, siti, radio, etc.

Dopo 27 anni di duro lavoro nel campo squali iniziando principalmente con lo studio dei dispositivi antisqualo a onde elettriche e della messa a punto di una tecnica che mi permetteva di addormentarli con la quale poi ho iniziato a marcarli per sapere i loro spostamenti è finalmente arrivato il giusto riconoscimento. Ringrazio principalmente tutte le persone che in questi anni hanno aiutato la Shark Academy Onlus che dal 1 di gennaio apre le iscrizioni a tutti potendo così avere diritto di voto. Come tutti sanno in mar rosso per la festa del sacrificio erano previste migliaia di pecore da sacrificare… Un mese prima dell’evento è esploso un condotto di gas sotto una collina uccidendone molte migliaia, questo ha reso necessario integrare quelle mancanti facendo arrivare via mare due navi dalla Somalia ed Ethiopia circa 70 mila pecore. Durante il tragitto ne sono morte 4200 che sono state buttate in mare pensando andassero sul fondo, invece si sono gonfiate, tornate in superficie e trasportate dalle correnti sulle coste di Sharm El Sheikh portandosi dietro centinaia di squali di ogni specie, specialmente quelli oceanici (Longimanus e Mako). Questi squali si sono nutriti delle carcasse in decomposizione che hanno creato ammoniaca, l’ammoniaca infatti è usata per attirare gli squali in quando fa credere al pesce che ci sia un corpo morto in acqua di cui nutrirsi. I bagnanti in acqua spesso fanno urea che diventa ammoniaca, questo fa si che gli squali vanno a mordere le persone. Dopo vari tentativi di capire cosa sia successo in Egitto e dopo la chiusura, apertura e richiusura delle spiagge sono stati interpellati da tutto il mondo diversi esperti, nessuno è stato in grado di trovare una spiegazione certa dell’accaduto e nessuno ha trovato una soluzione al problema. Un gruppo di diving, operatori del settore nautico e direttori di alberghi hanno a questo punto iniziato a cercare qualcuno che potesse risolvere questo problema. E’ saltato fuori il nome della Shark Academy Onlus che al momento e’ presente nei primi 10 siti di tutti i motori di ricerca digitando la parola shark facendo registrare dai 2000 ai 3000 contatti giornalieri. Sono stato quindi convocato in qualità di presidente e fondatore della S.A. da questo gruppo di operatori del settore capeggiati da Gualtiero Camerini (wally) manager del sharm coast & sheikh coast diving il quale mi ha organizzato una conferenza presso l’hotel Savoy a Sharm El Sheikh con il Governatore del Sinai il 20 dicembre 2010. Alla conferenza erano presenti circa 30 dirigenti del settore turistico del mar rosso. La mattina avevamo fatto un sopraluogo nei posti degli attacchi equipaggiato di apparecchiatura PCE molto sofisticata per misurare i valori dell’acqua (ph, ossigeno, salinità, conduttività, microvolts, ammoniaca, nitrati, nitriti etc.). Abbiamo testato un dispositivo di nuova concezione che tiene lontani squali e razze ma che fa passare tutti gli altri animali marini. Durante la conferenza ho fatto una presentazione della Shark Academy Onlus e dei risultati ottenuti in questi anni. E poi illustrato il progetto di protezione delle coste. Il progetto consiste in una barriera ad onde elettromagnetiche creata attraverso degli elettrodi disposti di fronte le spiagge che faranno da filtro solo per gli squali e le razze non per gli altri pesci. In questo modo potrò evitare di far mettere le reti che ucciderebbero milioni di pesci, oltretutto molti di questi pesci rimasti incastrati nelle maglie delle reti attirerebbero altri squali che mordendo il pesce potrebbe rompere la rete e fare dei buchi per poi entrare comunque al suo interno! Questo tipo di tecnologia esiste già per difese personali ma nel mondo non è mai stata usata per proteggere una intera area. Il progetto è piaciuto molto e il giorno dopo siamo stati autorizzati a recarci in mare aperto al limite del parco marino per attirare dei Longimanus. Il Governatore ha anche richiesto al parco marino di collaborare con noi. Equipaggiato di ogni tipo di dispositivo preso dal museo/centro ricerca Shark Academy presente nella mostra squali di Jesolo lido Shark Expo e grazie ad apparecchiature scientifiche messe a disposizione direttamente dalla Shark Expo di Jesolo, siamo andati in acqua simulando le stesse condizioni degli attacchi, provvisti solo del dispositivo antisqualo ad onde elettriche. I risultati delle ricerche verranno esposti durante una conferenza stampa che stiamo preparando nel centro ricerca squali a Jesolo Lido. Al momento abbiamo ricevuto l’incarico di costruire 13 barriere di 100 mt per i principali hotel di Sharm El Sheikh. Il giorno 28 dicembre sono state riaperte le spiagge ma non sta comunque entrando quasi nessuno in acqua in quanto non è ancora stata fatta nessuna barriera di protezione e la paura di essere attaccati accidentalmente da uno squalo è ancora grandissima e non andrà mai via finchè non si vedrà qualcosa di materiale. Circa il 60% di cancellazioni di prenotazioni stanno mettendo in crisi molti operatori del settore turistico. Da un momento all’altro mi sono trovato ad essere un esperto in un campo che non pensavo sarebbe mai servito per la protezione delle spiagge, nel 1996 (ben 14 anni fa ero diventato l’importatore ufficiale per tutto il Sud Europa della prima versione di questo dispositivo chiamato P.O.D. protective oceanic device che ho poi modificato e che usavo come sicurezza per immergermi con squali bianchi, tigre zamebsi etc.), tutti sanno che gli squali non sono pericolosi per l’uomo, purtroppo aver alterato le condizioni naturali delle acque ora ha realmente creato un alto rischio per l’uomo di essere confuso per una potenziale preda. La prima barriera elettromagnetica sarà pronta entro un mese da ora, avrà una estensione dalla spiaggia di 50 mt x 100 mt fino a una profondità di circa 16 metri. I bagnanti potranno quindi riprendere le loro normali operazioni di snorkeling, nuoto, etc. CON UNA SICUREZZA DEL 99% solo all’interno di queste barriere. Sul sito http://www.facebook.com/l/97adeW3G1MwlzGjUfx1SIBWM9Og;www.sharkacademy.it saranno visibili le foto delle barriere anche in tempo reale grazie a telecamere subacquee che ne mostreranno il funzionamento. Mi dispiace solo che il governo Italiano, regioni comuni e politicanti sappiano solo fare un sacco di chiacchere e come al solito pensano solo ad arricchirsi alla faccia di molti come il sottoscritto che a proprie spese è andato in ferie a cercare di risolvere un problema di carattere mondiale, sono arrivati più riconoscimenti da altri paesi piuttosto che dal paese per cui lavoro e al quale pago le tasse… scrivetemi a info@sharkacademy.com

SQUALI NEL MAR ROSSO?? MA VA’??

Un bellissimo filmato che ci deve far riflettere sulla bellezza di questo animale!!

SQUALO NEWS

Tratto da Sinaicity

Pubblico anche se non condivido pienamente. Mr Nessuno è convinto che si sia trattato di un episodio causato dall’irresponsabile scarico in mare di carcasse di capre morte. Questo fatto ha stimolato gli squali a venire vicino al reef.
Da fonti certe da me riportate, gli squali responsabili degli attacchi erano due e non solo uno.

Il siparietto televisivo non l’ho visto e non commento

In merito alla faciloneria….. era facile prevederlo e purtroppo drammaticamente vero.

Mr Nessuno pensa che la natura segua la sua strada, lo squalo ha banchettato ed ora se ne è tornato a casina sua, che magari è a due passi da casina nostra. Passata la festa gabbato lu santo. Con buona pace delle vittime inconsapevoli e a cui continua ad andare tutto il nostro profondo rammarico per le loro vite spezzate o gravemente compromesse!


Tratto da Sinaicity

Dopo oltre due settimane dall’inizio dell’emergenza squalo, le uniche notizie provenienti dalle fonti ufficiali sono le ripetute proroghe del divieto di balneazione nella zona di Sharm el Sheikh.

Se sei interessato a leggere l’articolo completo clicca sul link alla parola Sinaicity qui sopra

PER SDRAMMATIZZARE UN PO’

UN GIORNALISTA A SHARM PER PARLARE DI SQUALI

Taglio professionale, da vero giornalista. Nomi e cognomi. Fatti precisi. Un po’ di colore forse eccessivo, ma ci sta. Un crudo resoconto dei giorni della follia dello squalo. Che forse adesso sarà in Sudan o a 100 metri da Sharm. Lui conosce il mare meglio di qualsiasi esperto, lui rappresenta la forza della natura che spezza un uomo in pochi secondi. Sempre! Sia uno squalo o un’inondazione, un terremoto o del semplice vento. Dobbiamo imparare a rispettare la natura.

PIERANGELO SAPEGNO

INVIATO A SHARM EL SHEIK SCRIVE PER LA STAMPA
Davanti all’hotel Hyatt Regency, sono rimasti un bel po’ a guardare il mare, anche adesso che viene la sera, come se si guardasse il cielo aspettando l’attacco del nemico.
Ogni tanto arriva qualche bambino correndo, con le parole che escono nel fiatone, «sono tornati, sono tornati gli squali…».
Paul Simmons, 36 anni, da Newcastle, dà appuntamento al Bar Taverna, un posto pieno di fumo e birra, con la musica che ti spacca le orecchie e le partite di calcio sugli schermi. Dice: «Tanto i bagni non si possono fare». Allarga le mani nell’aria: «Lo sa come si chiama questa baia? Si chiama Sharks Bay, la baia degli squali. Ci sarà un motivo se non l’hanno chiamato il golfo d’oro, no?».
Andando là, Na’ama Bay ha un’aria strana, con le sirene che suonano e la gente che guarda le pantofole alle vetrine. Giù al pontile, beccheggia l’ultima vedetta delle guardie, e c’è una sfilata di barche all’attracco, gozzi, golette, motoscafi, e un mucchio di marinai che scrutano il mare come noi, senza sapere cosa fare. Yussef Eissa è uno di quelli che è tornato dalla caccia e brontola di star tranquilli, che adesso si risolve tutto: «È arrivata una task force, ci sono americani, svedesi, italiani…». Sulla strada, piena di rumori, vendono giornali inglesi. Lui si siede su un muretto di calce, e cerca di spiegare che è stata una cosa rarissima, che è già finita. Paul, però, riparte lo stesso oggi, perché lui c’era l’altro giorno, quando Ellen Barnes è tornata sulla spiaggia che piangeva, mentre lo squalo sbranava una signora tedesca di 70 anni sotto i suoi occhi, lui c’era e non ne può più. «Eravamo accanto», ha detto Ellen. «E lei urlava help me!, help me!, in inglese. Io la sentivo, ma faticavo a tenere la testa fuori dall’acqua: era diventata tutta rossa. Nuotavo in mezzo al sangue. E vedevo lo squalo che le tornava addosso. L’acqua frullava come se fosse una lavatrice. Mai avuto un terrore così».
Lo squalo ha strappato con un morso solo la gamba e il braccio della poveretta. L’hanno detto i medici: è morta perché ha perso sangue «in maniera catastrofica», l’hanno spiegato così ai cronisti. Ellen Barnes, 31 anni, di Horsham, West Sussex, madre di due figli, ha visto tutto questo: «Era grande il doppio di noi. Sarà stato di tre metri. L’ha azzannata davanti a me, andava indietro e ritornava. E quando si muoveva mi buttava contro l’acqua e tutto quel sangue». Suo marito, Gary Luce, era anche lui lì, a pochi passi: «Ho gridato ai bagnini di intervenire, ma non c’è stato niente da fare. Non riuscivano a reagire. Erano paralizzati. Vedevo lo squalo strappare a morsi la donna e tornare all’attacco. Stavo cercando di portare Ellen e gli altri fuori dal mare. Loro non facevano niente».
Vedi, dice Paul, il problema è tutto qui: «La disorganizzazione, la superficialità. Gli squali ci sono sempre stati, ma non sono mai arrivati così vicini a riva. Qualche giorno prima un altro pescecane aveva già ferito quattro turisti. E loro cos’hanno fatto? Hanno riaperto i bagni e i bagnini ci ripetevano di star tranquilli. Penso sia una vergogna quello che è successo». È la stessa cosa che racconta Roberto Rambaldi: «Non sono preparati. Loro usano un fischietto e ti richiamano. È tutto quello che fanno». Per la verità, hanno fatto qualcos’altro. Ma forse non è stato un bene. Perché l’incubo degli squali a Sharm el Sheik era cominciato una settimana fa, l’1 dicembre, quando Viktor Kolly era stato attaccato sempre nella stessa baia, riportando diverse ferite. Adesso ha una camicia azzurra, un’aria sudaticcia, e l’aria del sopravvissuto: «Ricordo d’aver visto un enorme corpo grigio che si muoveva verso di me. Ho cercato di colpirlo e di scappare». A Olga Martsenko va peggio perché perde una mano, divorata dallo squalo. Il giorno dopo tocca a Ludmila Stolyarovoy: via la mano destra e il piede sinistro. E a Evgeny Trishkin, che se la cava con qualche ferita alla gamba destra.
Da questo momento comincia il pasticcio. All’inizio i bagni vengono vietati, ma quasi sommessamente, senza farlo sapere troppo in giro. Poi parte una squadra di 12 cacciatori di squali, che tornano a riva con la preda, mostrandola alle telecamere, a muso spalancato. Il ministro dell’Ambiente Maged George annuncia che è stato preso lo squalo killer: «Verrà imbalsamato ed esposto», ripete tronfio, dichiarando riaperti i bagni. Solo che il vero pescecane era stato ripreso da un sub e non è lo stesso, perché quello assassino ha una ferita sulla pinna caudale. Come se non bastasse, pochi giorni dopo, viene uccisa la turista tedesca davanti all’hotel Hyatt Regency. Questa volta è una tragedia: il turismo rappresenta da solo un terzo dell’economia egiziana, un crollo per Natale sarebbe un disastro. Però, le disdette cominciano a fioccare, e la gente inizia ad andarsene. Allora l’Egitto chiama a raccolta tre esperti – George Borgess, Marie Levine e Ralph Collier – e Hisham Gabro, presidente dell’ente attività subacquea di Sharm, ce ne aggiunge pure degli altri. Ahmed Saleh, portavoce del governo del Sud Sinai, proclama il loro arrivo. Si mette al lavoro anche una nave oceanografica svedese. George Borgess dice che in effetti sono molto strani questi episodi, che gli squali siano arrivati così vicini alla riva. «Dev’essere successo qualcosa che li ha attirati». Che cosa? «Lo studieremo». Forse il cibo buttato dalle barche. Gli assassini sarebbero due: «Il primo dovrebbe essere uno squalo oceanico di pinna bianca», un Longimano. «E il secondo un mako».
Yussef giura che li stanno prendendo. Dice che forse li hanno già presi. Seduto sul muretto guarda la strada che si svuota. Il Buddha Bar è ancora mezzo vuoto. E Paul ora ha una gran fretta. Scappa via.

LA PRUDENZA NON E’ MAI TROPPA

Ho letto da qualche parte che l’acido urico attira gli squali in quanto l’acido urico è la sostanza che emettono i pesci in condizioni di stress. La teoria vorrebbe che un pesce vedendo lo squalo si agita, si stressa, emette acido urico e a sua insaputa fornisce allo squalo una scia odorosa perfettamente identificabile dall’olfatto del predatore che ne fa un solo boccone!
Io pipi in mare non la farò mai più!!!! E voi??

Gira voce, ma è solo una voce, come quella qui sopra riportata, che presto a Sharm verranno installate delle boe sulle quali un generatore di frequenze ne emetterà una che terrà lontano gli squali dalle zone balneabili. Una misura che potrebbe essere interessante consentendo al contempo di garantire al sicurezza dei bagnanti senza danneggiare questi splendidi animali

RIAPRONO LE SPIAGGE A SHARM

Le autorità egiziane hanno deciso di riaprire ai bagnanti la spiaggia di Sharm el-Sheikh teatro di mortali attacchi di squali negli ultimi tempi. Le autorità hanno aggiunto che al largo ci sarà un costante lavoro di pattugliamento e che una bandiera rossa avvertirà prontamente i bagnanti della presenza di eventuali squali nelle vicinanze.

«Abbiamo acconsentito alla riapertura della spiagga a condizione che i proprietari degli Hotel della zona aderiscano alle nuove misure di sicurezza per garantire la sicurezza dei turisti durante i bagni o le immersioni», ha detto oggi il governatore della regione del Sinai del Sud Mohamed Abdel Fadil Shousha.

Fonte: La stampe.it il corriere.it

Mi piacerebbe sapere in cosa consistono le misure di sicurezza. Se qualcuno ne sa qualcosa mi contatti.
Io vedrò di informarvi

GIRAVA VOCE CHE GLI SQUALI FOSSERO DUE……

Nei giorni scorsi girava voce che gli squali che avevano attaccato bagnanti a Sharm el Sheikh fossero due e non solo uno.
Ma di voci ne sono girate di tutti i tipi e anche a questa notizia avevo dato il peso che voci incontrollate devono avere.
Tuttavia ecco emergere dalle profondità del web, una lettera che chiarisce che non si trattava di voce incontrollata:

Spettabile Redazione,
un paio di giorni fa vi ho scritto per comunicarvi le mie conclusioni sugli attacchi di squali in seguito all’esame dei morsi inferti alle prime tre vittime che ho effettuato dietro richiesta della Chamber of Diving and Water Sports of Egypt. Alcuni media hanno riportato il mio comunicato, mentre altri hanno continuato a riportare informazioni inesatte e commenti non pertinenti espressi da persone che nulla hanno a che fare con la ricerca sugli squali.
E’ stato appena comunicato da parte dei tre maggiori studiosi di attacchi di squali del mondo, Ralph Collier, Marie Levine e George Burgess (i primi due dei quali contattati dal governo egiziano dietro mia indicazione), che la mia identificazione delle specie responsabili era corretta. Le specie responsabili sono quindi un longimano, Carcharhinus longimanus, e uno squalo mako dalle pinne corte, Isurus oxyrinchus. 

Distinti saluti,

9/12/2010
Dott. Alessandro De Maddalena

Pubblico perchè sono un pazzo? Pubblico perchè sono interessato a boicottare il turismo di Sharm?? Sono proprietario di Egittiamo Caffè a Naama Bay, di tutto mi si può accusare ma non di volermele tagliare da solo.
Pubblico innanzi tutto per amore della verità.
In secondo luogo ritengo sempre più probabile che non si tratti di uno squalo impazzito (vedi filmato dello Longimanus che girella tranquillamente vicino a un gruppo di sub). E a riprova, gli squali a questo punto sarebbero due. E siccome per natura sono molto scettico riguardo alle coincidenze, ritengo sempre più probabile che qualcosa di esterno ed anomalo, abbia provocato gli attacchi. Qualcosa che potrebbe essere proprio l’abbandono in mare di carcasse di animali morti.

E a questo punto, dopo tante chiacchiere, dopo tante notizie riportate cercando di filtrare quelle sensate dalla spazzatura, credo di essermi fatto un’idea abbastanza precisa sull’accaduto. E qui, sempre e rigorosamente come Mr. Nessuno, non volendo assolutamente ergermi a esperto (che non sono) ne a voler confutare le teorie dei massimi esperti, dico come la penso su tutta questa vicenda

In occasione della festa dell’Ali dal (scusate il sicuro errore!) sono state sgozzate capre e montoni. Probabilmente da una nave sono state gettate a mare carcasse di animali morti durante il trasporto, comportamento superficiale per le conseguenze che questo gesto ha avuto, probabilmente solo perchè fatto troppo vicino alle coste di Sharm.

Questo fatto ha causato una inusuale concentrazione di pesci e di squali.

Nella foga del magna magna qualche squalo ha inavvertitamente morsicato e mutilato delle persone.

Il fatto è drammatico, sono il primo ad essere solidale con le vittime, ma riportando tutto ad un esame obbiettivo della cosa, era probabilmente prevedibile se si fosse saputo quello che stava succedendo.

Scatta la caccia alla bestia impazzita, il mare si riempie di pastura atta ad attirare gli squali. E ovviamente gli squali arrivano! Ne viene catturato uno, due, cinque!

I giornalisti occidentali ci vedono uno scoop imperdibile, il Mar Rosso diventa il paradiso degli squali mangiauomini!!

Ognuno spara la sua cazzata, facendo a gara a chi la spara più grossa. Mi è fin capitato di leggere che lo squalo è stato messo dai servizi segreti israeliani per boicottare il turismo del Mar Rosso (ma scusate, l’Egitto non è spesso accusato di favorire fin troppo spesso Israele??)

I giorni passano, la caccia continua. E lo squalo scorrazza tranquillamente lungo la costa di Sharm. Ieri Emilio Fede (altro guru dell’informazione!!) si è sbilanciato dicendo che era stato accerchiato!!! Accerchiato?????? Come fosse un gommone di pirati somali!!!! Ahahahhaha ma come c…. si fa ad accerchiare uno squalo??? Mah

Morale della favola.
Molto probabilmente non si tratta di uno squalo impazzito, ma di uno squalo che ha scambiato delle persone per delle capre morte. La continua pastura del mare serve solo a fare in modo che questi splendidi animali se ne restino qui dato che gli viene servita senza fatica colazione, pranzo e cena!
Probabilmente, se smettessimo di dargli la caccia e smettessimo di pasturare, lo squalo se ne andrebbe come è arrivato, o forse rimarrebbe qui per la gioia dei diving.

Spero che le mie conclusioni siano le stesse che avranno gli esperti. Episodio anomalo, nella sua drammaticità, ma episodio che ci sta in un mare in cui gli squali esistono da sempre.

Mentre nei primi giorni ero favorevole alla caccia allo squalo fino a cattura avvenuta, oggi ritengo che non si tratti di un animale impazzito e quindi da eliminare a tutti i costi. E abbraccio le teorie animaliste, non nei suoi estremismi, ma cercando sempre di mediare. Dobbiamo imparare a rispettare la natura, ad accettare l’evento sporadico, a convivere con lei. Che questa faccenda serva a far capire che il mare non è un giocattolo, che dare da mangiare a pesci danneggia l’ambiente, che rincorrere una tartaruga provoca il suo allontanamento per sempre, che sott’acqua si deve osservare, non toccare! E a proposito di osservare: sono convinto che migliaia di snorkelisti, mentre osservano la barriera affascinati da mille pescetti colorati, sono stati e saranno sempre osservati da squali e grossi pesci che nuotano nel blu alle loro spalle! E mai sono stati attaccati da questi animali che non lascerebbero loro alcuna possibilità!

Meditate e prendete consapevolezza!

Mr Nessuno

Link alla lettera del Dott. De Maddalena

Fotografie: a sinistra in alto lo squalo Mako, a destra sotto il Longimanus

QUESTI SONO ANIMALI PERICOLOSI??

Ammetto che il comportamento di questo sub è un filo eccessivo!
Tuttavia guardate con attenzione. Sicuramente insegna più questo filmato che decine di servizi giornalistici messi insieme da gente che probabilmente non ha neppure il brevetto sub!!


FINALMENTE LA VERITA’ SULLO SQUALO COMINCIA A SALTARE FUORI!!!

Da buon Mr Nessuno non posso far altro che pubblicare con soddisfazione l’articolo apparso su Yahoo in merito alla vicenda dello squalo di Sharm. Almeno una parte della terribile verità è emersa.
Le mie considerazioni e i miei consigli da Mr Nessuno alla fine dell’articolo.

Dall’inizio dell’anno nel mondo gli attacchi degli squali contro le persone sono stati in tutto 90. In 13 casi i pescecani si sono limitati a infastidire i bagnanti, per ben 57 volte li hanno feriti arrivando addirittura a uccidere dieci esseri umani. Nell’ordine, le coste più a rischio per gli attacchi degli squali sono quelle statunitensi, australiane e sudafricane.

ALLARME A SHARM EL-SHEIKH – Anche se l’ultimo episodio in ordine di tempo si è verificato a Sharm el-Sheikh, in Egitto. Una bagnante tedesca è stata uccisa da uno squalo nel golfo di Neema sul Mar Rosso. Tutte le spiagge di Sharm sono state chiuse e i bagni in mare proibiti dalle autorità locali. Al momento non si conosce ancora il nome della vittima, della quale è stata resa nota soltanto l’età: 70 anni. Per Sharm el-Sheikh è il quinto attacco di squali in sei giorni. Poche ore dopo la riapertura delle spiagge, il nuovo attacco contro la 70enne tedesca. L’aggressione è avvenuta a pochi metri dalla spiaggia del lussuoso Hyatt Regency. L’anziana tedesca, con maschera e pinne, stava facendo snorkeling sui fondali corallini. Lo squalo l’ha assalita da destra, azzannandole un braccio e una coscia, e facendola morire dissanguata.

ATTACCHI A RAFFICA – Subito le autorità locali hanno iniziato a richiamare a riva tutti i bagnanti per fare in modo che nessuno rimanesse in acqua. E nessuno ormai si fida più a tuffarsi nelle acque del mar Rosso, in quanto il panico si sta diffondendo tra i turisti. L’ambasciata italiana in Egitto hanno diramato un avviso a tutti i tour operator che lavorano a Sharm el-Sheik e nel vicino parco marino di Ras Mohamed, sollecitandoli a invitare personalmente tutti i turisti italiani a non andare in acqua.

FESTA DEL SACRIFICIO – Secondo alcuni ricercatori, riferisce l’agenzia Reuters, l’avvicinamento anomalo alla costa dei predatori del mare può essere legato all’impoverimento della fauna marina, dovuta anche alla pesca clandestina, o al fatto che a novembre, nei giorni che hanno preceduto la festa del Sacrificio musulmana, sono state gettate in mare centinaia di carcasse di ovini. Come spiega a Ilsussidiario.net l’islamologo Paolo Branca, si tratta di un rito cruento nel corso del quale i poveri animali sono lasciati morire dissanguati.

Ma ecco la parte sconvolgente della faccenda!!!!

Ogni anno, durante la festa del Sacrificio, sono macellati circa 300 milioni di ovini nel mondo e scorrono 1 miliardo e 800 milioni di litri di sangue. E proprio il fatto di avere gettato in mare carcasse degli animali, destinati alla festa del Sacrificio e morti durante il viaggio, avrebbero spinto gli squali ad avvicinarsi alle coste egiziane. Come spiega a Ilsussidiario.net l’islamologo dell’Università Cattolica, Paolo Branca, «per ricordare il sacrificio di Abramo, che invece del figlio immola un agnello, ciascuna famiglia musulmana ogni anno uccide un ovino. E il rito islamico prevede una particolare modalità di macellazione. Pecore e capre sono infatti sgozzati e lasciati morire dissanguati, poi la loro carne è spartita tra i membri della famiglia. Questo comporta diversi problemi pratici».
Come sottolinea sempre Branca, «i 2-3 milioni di pellegrini che raggiungono contemporaneamente La Mecca compiendo il rito del sacrificio arrivavano negli anni scorsi a inondare la città santa di sangue, finché le autorità saudite hanno stabilito che tutte le macellazioni dovevano avvenire nel macello centrale». E aggiunge il professor Branca: «Alla Mecca e in altre capitali arrivano navi cariche di ovini da Australia e Nuova Zelanda. Il lungo viaggio per mare comporta diversi disagi per le povere bestie, che secondo il rito islamico devono arrivare vive. Per non parlare delle condizioni igieniche precarie, in particolare nelle grandi città, dove gli animali sono lasciati a gocciolare sangue lungo le strade finché non muoiono dissanguati».

E ora da perfetto Mr Nessuno, mi permetto di fare alcune semplicissime considerazioni personali, che sicuramente qualche signor Sotuttoio si affretterà a confutare dandomi dell’ignorante.
Il problema e il motivo per cui fino ad ora non ne ho parlato è duplice. Da un lato c’è il business del turismo, che va perentoriamente salvaguardato. Dall’altro lato c’è un serio problema religioso.
La combinazione di questi due fatti, vivendo io in Egitto, mi ha fatto rallentare un attimo, certo del fatto che i miei lettori più intelligenti capiranno e che dei cretini sinceramente non me ne occupo.
Il fatto che da una nave siano state scaricate in mare selvaggiamente pecore morte, il cui sangue ha attirato squali di ogni risma è molto probabile. Nei prossimi anni sicuramente motovedette egiziane e magari anche Nato, seguiranno da vicino le navi adibite a questo trasporto e il problema non si ripresenterà più. Business is business e sicuramente questi tasporti saranno controllati come i trasporti dei furgoni della zecca. Qualcuno mi ha anche obbiettato (in privato) che la festa si fa tutti glia nni e non è mai successo nulla. Alle coincidenze per carattere credo poco. Potrebbe essere che quest’anno la nave abbia scaricato il suo carico di morte 10 ore dopo, a 20 miglia più a nord, o che la corrente puntasse direttamente Sharm mentre di solito puntava verso il largo!!
Il problema di fondo però a mio avviso è un altro: lo squalo responsabile delle aggressioni non mi risulta sia stato ancora catturato. Questo particolare esemplare ha sviluppato un senso di caccia diverso dalle sue normali abitudini alimentari. Ha scoperto che la carne dell’uomo gli piace. Va quindi assolutamente catturato, o ucciso con buona pace degli animalisti – ambientalisti – comunquisti. Dispiace comunque uccidere un animale, ma se ne va della vita delle persone…. beh, non mi pare ci sia molto da discutere.
Il vero problema non è a mio avviso uccidere uno squalo. Ne uccidono a centinaia ogni giorno in giappone per fare le zuppette, non siamo ipocriti! Amici ….isti, rivolgete altrove la vostra attenzione! Il problema è se il nostro pesciolone per caso avesse deciso di andare a fare il weekend in Sudan. Non avendo il GPS a bordo, nessuno potrebbe saperlo e tutti resteremmo qui a cercarlo mentre lui si sta facendo servire un Napoleone crudo 100 miglia a sud di Marsa Alam.

Il secondo problema è dovuto al metodo con cui lo squalo viene attirato per essere ucciso (o catturato che dir si voglia!).
In mare vengono gettate centinaia di chili di carne sanguinolenta e puzzolente. Gli squali arrivano e mangiano, cadono nella trappola e vengono catturati. Ma dopo quanto tempo dalla fine dell’operazione pastura sarà saggio entrare in acqua?? Ossia, dopo quanto tempo uno squalo decide di abbandonare un territorio a lui non congeniale?
Il problema è serio: nel senso che gli squali normalmente disertano la costa prospiciente Sharm non tanto perchè non offre adeguato nutrimento. Lo squalo evita il rumore, lo infastidisce. Migliaia di persone che zompettano sull’acqua creano un sottofondo che lo disturba, probabilmente non percepisce bene i suoni che invece gli indicano le prede. E allora se ne sono andati da Sharm. Ma se le spiagge vengono chiuse e i turisti si riversano nelle piscine, il rumore di sottofondo sparisce e magari gli squali scoprono che il Mare di Sharm interessa anche a loro!!! E come la mettiamo??
Una soluzione ci sarebbe: fare in modo che le barche (ce ne sono più di 300 a Sharm!!) invadano la costa col loro rumore, creando disagio agli squali che non apprezzerebbero più tanto la costa di Sharm. Ma chi pagherebbe le giornate di lavoro e il carburante delle barche?? Gli amici -isti si adireranno all’idea di centinaia di motori che girano perdipiù a vuoto, ma la cosa potrebbe anche funzionare.
A conclusione di tutto sto pistolotto, io, da perfetto Mr Nessuno, ho deciso che per almeno 15 giorni dalla fine dell’operazione pastura non entrerò in acqua. Mi sembra abbastanza idiota fare il bagnetto in una zona in cui fino a qualche giorno prima il mare veniva trattato come un sontuoso banchetto in grado di attirare gli squali! Siccome di pelle ne ho una sola, preferisco darci un minimo di importanza e non entrerò in quell’acqua esattamente come non entrerò in una gabbia dei leoni anche se mi dicono che sono mansueti.

Spero di non avervi annoiato con le mie teorie balzane! Sono solo Mr Nessuno, che ascolta quello che riesce ad ascoltare e pensa con la sua testa senza dar troppo retta a espertoni e scienziati.
Aspetto i vostri commenti, li pubblicherò se non offensivi e troppo filoanimalisti. Mi scuso in anticipo, ma il discorso animalista nei confronti di un animale che uccide e rischia di mandare sul lastrico migliaia di lavoratori, lo metto in centotrentottesimo posto. Abbiate pazienza! E’ solo un pesce, la sua scomparsa certamente non pregiudicherà la sopravvivenza della specie! Che si debba educare la massa all’uso del bene Mar Rosso sono perfettamente d’accordo, ma al momento si deve risolvere la crisi acuta. Non vorrei che per salvare un pesce morissero altre persone!
Vi aspetto per approfondire come sempre ad Egittiamo caffè! Una bella pastasciutta mette d’accordo tutti!!!! Un abbraccio da Mr Nessuno

SQUALO A SHARM: COMUNICATO UFFICIALE

Mi scuso per non avere il tempo materiale di tradurre il testo in italiano: Questo è il comunicato ufficiale del CDWS, l’ente preposto alla sorveglianza delle acque del mar Rosso per quanto riguarda le attività subacquee e di sport marini

Press release
1 December 2010

CDWS statement on shark incident in Sharm el Sheikh

Egypt’s Chamber of Diving and Watersports (CDWS) has today (1 December) been instructed by the Ministry of Tourism (MoT) that all diving and watersports activities are to be suspended in Sharm el Sheikh, with the exception of the Ras Mohammed National Park, following reports of three shark attacks.

Authorities informed the CDWS that three Russian tourists have been attacked in three separate incidents in the last 24 hours in an area north of Naama Bay. The victims, one male and two females, are currently being treated in hospital. One of the injured is reported to be in a critical condition. All were snorkelling at different times of the day on local reefs when the attacks happened. No names have been officially released.

The MoT has instructed all beaches to be closed to the public and all diving and watersports activities to be suspended until the end of the day tomorrow (2 December) across the whole of the Sharm el Sheikh coast, with the exception of the Ras Mohammed National Park.

Officials from the South Sinai National Park have tracked down the shark in question – confirmed to be an adult oceanic white tip shark. The South Sinai National Park, led by head marine biologist Mohammed Salem, is currently attempting to capture the shark with the aim of releasing it back into the wild in a remote area in the Gulf of Suez. The chosen location will be a safe distance from any tourist resorts in the Red Sea.

CDWS is working together with officials and shark experts to determine the causes behind such unusual behaviour, including possible indications of illegal fishing or feeding in the area.

Appealing for calm, CDWS chairman Hesham Gabr underlined the extreme rarity of such an incident, particularly in the Red Sea where around three million people each year enjoy water activities without incident.

Mr Gabr said: ‘We are monitoring the situation very closely and working together with all authorities to ensure the safety of all members and visitors in the Red Sea. Our thoughts are with the victims and their families.

‘This is an extremely unusual incident. However, with such a frequency of attacks in the last 24 hours, measures have been taken by the MoT to close the sea to give teams working the sufficient time to track down and capture the shark safely.’

Richard Peirce, the chairman of the Shark Trust in the UK, confirmed that such behaviour is extremely unusual and said it was highly likely this may have been provoked by possible illegal fishing in the area.

Mr Pierce said: ‘The Shark Trust understands that the animal thought to be responsible for the attack in Sharm el Sheikh is an oceanic white tip shark. It is probable that the tragic attacks were triggered by a specific activity or event, and the Trust further understands that the Egyptian authorities are carrying out investigations. Attacks on humans by sharks are extremely rare and this species would normally not be found close to shore on bathing beaches. The Trust has been informed that a single animal is thought to be responsible for all three incidents and that attempts are being made to catch the shark.’

Figures from the International Shark File, which has a global database dating back to 1580, show that there have only been nine reports of attacks by oceanic white tip sharks on humans since records began. Of these attacks, five were registered as ‘unprovoked’, three ‘provoked’ and only one fatal.

CHI HA MANDATO LO SQUALO A SHARM?

A Sharm non si parla d’altro. Tre persone attaccate da uno squalo Longimanus in soli due giorni sono un evento più unico che raro. In un mare dove giornalmente migliaia di persone galleggiano nelle acque del Mar Rosso per ammirare quella che è considerata dai più la miglior barriera corallina del mondo, armati solo di pinne e maschera, l’evento squalo era dato quanto meno altamente improbabile.

Migliaia di subacquei, vanno a caccia di squali. Caccia fotografica beninteso, caccia all’emozione. I siti considerati più probabili sono battuti quotidianamente nella speranza, quasi sempre vana, di avvistare anche da lontano uno degli incubi dell’uomo.

Eppure, nonostante tutto, un Longimanus in questi giorni sembra aver deciso di sfidare tutti: il primo attacco lo ha sferrato a pochi metri dalla piattaforma galleggiante del diving del Domina Coral Bay. Una vasta chiazza di sangue ha arrossato le acque di uno dei punti più frequentati del Mar Rosso. Non passa minuto o secondo senza che nel raggio di una ventina di metri da questa piattaforma, non ci siano almeno 5 o 6 persone immerse nell’acqua, per un semplice tuffo o per dare il via ad un’immersione sotto costa. Un attacco eclatante, sfrontato. La presenza di umani in quel particolare punto è tale che lo squalo è stato visto, allontanato da un subacqueo che ha avuto la prontezza e la freddezza di soffiargli aria sul muso,  fotografato.

Allarme si o allarme no?? Mentre il ferito volava verso l’ospedale del Cairo, si decideva di minimizzare l’incidente. Incoscienza? Paura per il danno che potrebbe riportare l’imminente stagione turistica di Natale e Capodanno?
Come è venuto se ne andrà deve aver pensato qualche brillante cervello. Meglio minimizzare, lievi ferite e episodio da dimenticare quanto prima.

Ma se fare i conti senza l’oste è rischioso, farli senza il Longimanus può costare la vita.
Persone esperte, gente che sott’acqua praticamente ci vive , hanno notato che lo squalo non ha sputato la carne strappata dal corpo della vittima. L’ha masticata e ingoiata. Pessimo segno. Mentre quasi sempre la carne dell’uomo non è gradita a questo predatore, allo squalo di Sharm evidentemente è piaciuta. E pochi minuti dopo, a un paio di miglia di distanza se ne procurava una seconda razione. E anche questa volta non ha disdegnato il sapore della carne umana.
Se mentre dopo il primo attacco, diffondere un allarme sarebbe potuto sembrare eccessivo (anche se l’ingestione di carne avrebbe dovuto far suonare mille campanelli!!) dopo il secondo attacco la decisione sarebbe dovuta essere scontata.

Negli uffici si tentenna, la drastica decisione tarda, i responsabili temporeggiano. Il danno turistico che deriverebbe da un allarme è evidente, diving vuoti, prenotazioni in calo. In fondo durante la notte lo squalo probabilmente se ne sarà andato, ha pensato qualcuno. E al mattino la conferma, dura, inappellabile. Lo squalo è ancora in zona. Il problema è che la conferma della sua presenza è data dal fatto che ha attaccato di nuovo.

Tre persone gravemente mutilate! Forse due si sarebbero potute salvare. Ma del senno del poi sono piene le fosse. Obbiettivamente la decisione dei responsabili non era da prendere a cuor leggero. Uno squalo a pochi metri dalla barriera è un evento più unico che raro. Uno squalo che attacca l’uomo a pochi metri da un punto così frequentato e rumoroso è un evento quasi impossibile. Non giudico chi ha tentennato, avremmo fatto tutti lo stesso. Avremmo tentennato. Poi magari avremmo deciso di lanciare l’allarme. O forse no. Ma chi giudica (ribadisco, del senno del poi sono piene le fosse!) non deve dimenticare che siamo in Egitto, un paese per il quale il turismo è una risorsa primaria! E chi doveva prendere quella decisione avrebbe sicuramente perso il posto e forse avrebbe avuto conseguenze anche peggiori se avesse preso una decisione così impopolare.

E così, la vita di altre due persone ha rischiato gravemente di essere compromessa tra un tentennamento e un’indecisione.
Ora le spiagge sono chiuse, il divieto di balneazione è ovunque. Anche se pare che stamattina le barche cariche di sub diretti al parco di Ras Mohammed siano uscite ugualmente.

La caccia allo squalo è cominciata. Gommoni della polizia e una nave oceanografica munita di apposito sonar, pasturano le acque, tendono reti e trappole.
Lo squalo probabilmente verrà catturato, la stagione sarà salva, gli umani potranno tornare a galleggiare placidi sopra la barriera corallina, cosparsi di dannosissimo olio solare, portando letali bocconi di pane ai pesci, lasciando che sacchetti e bottiglie insozzino il mare più bello del mondo. Pensate quanto la natura ci metterebbe poco a evitare tutto questo: un paio di Longimanus alla settimana e la conservazione della barriera sarebbe assicurata!

DIVIETO DI BALNEAZIONE IN TUTTO IL SINAI

Le notizie sullo squalo Longimanus purtroppo non sono finite.

Ieri sono state due le donne attaccate dalla squalo. La prima è stata attaccata direttamente sotto la floating del diving del Coral Bay. Lo squalo ha letteralmente asportato mano e avambraccio della turista.

Poco dopo un’altra donna è stata attaccata: mangiato un piede e morsicata alla schiena.
Nella mattinata di oggi una nave oceanografica francese ha iniziato a dare lacaccia allo squalo, supportato da gommoni della polizia. Un’altra turista, a ridosso del reef, è stata attaccata e ha perso entrambe le braccia.

Lo squalo, dopo aver attaccato un gommone della polizia, ha al momento fatto perdere le sue tracce.

La caccia ovviamente prosegue.

Il divieto di balneazione è esteso a tutta la costa!!!!

Faremo il possibile per tenervi aggiornati anche se è particolarmente difficile avere notizie sicure!!!!