IL RELITTO DEL THISTLEGORM

Tempo fa ho fatto due post che ritengo molto carini sul più famoso relitto del Mar Rosso e su quello che è considerato forse il più bel relitto al mondo, il Thistlegorm!

Vi metto qui sotto i link per rileggere quella storia o per leggerla se vi fosse sfuggita.

THISTLEGORM parte prima

THISTLEGORM parte seconda

Nel frattempo godetevi l’ennesima prodezza di Denis Zorzin!

THISTLEGORM: UNO DEI PIU’ BEI RELITTI DEL MONDO parte seconda

QUESTA E’ LA SECONDA PARTE DI UN ARTICOLO
CHE DESCRIVE L’IMMERSIONE SUL THISTLEGORM.
PRIMA DI LEGGERE QUESTO POST
SUGGERISCO DI LEGGERE POCO PIU’ SOTTO LA PRIMA PARTE

La seconda immersione sul relitto prevede la visita delle stive interne.
Un vero dedalo di passaggi angusti dove a volte si impigliano le fruste degli erogatori e la rubinetteria delle bombole. Si procede in fila indiana, seguendo la guida. Consiglio di osservare bene le pinne di chi ci precede, le colonne di subacquei che si dipanano nel relitto spesso sono più di tre o quattro e una semplice distrazione ci farebbe proseguire la visita seguendo la colonna sbagliata. Capita di continuo, colonne di sub italiani che riemergono con un russo o viceversa. In quelle situazioni i marinai egiziani si urlano di barca in barca in arabo. Non si capisce nulla, ma il senso più o meno potrebbe essere: “Chi si è perso un russo?” “Abbiamo un italiano che si è imboscato qui da noi!!” oppure “Abbiamo perso 4 sub, chi li ha ritrovati faccia un fischio!” Capita infatti che se il decimo sub di una fila di 14 sbaglia colonna, si tira dietro la coda di quelli che seguono lui. Insomma, è un vero casino!

Una volta ricontrollata e indossata l’attrezzatura ci si tuffa nuovamente nel blu.
Di nuovo lungo la cima, di nuovo sul relitto più conosciuto del mondo.
L’immersione comincia nuovamente con un volo radente sulla prua. Ci si avvicina al ponte di comando e di colpo si svolta, si entra all’interno dello scafo. Il primo ambiente che si visita è la cabina del capitano. Appena entrati si scorge un termosifone, incrostato fino all’inverosimile. Lo sguardo si posa sulla manopola della regolazione e non si può evitare di immaginare il capitano che regolava la temperatura della sua cabina. All’interno non è rimasto ovviamente nulla. Mobili e arredi sono stati divorati dal mare e dal tempo. Ma una cosa rimane, irreale, imprevista: la vasca da bagno!
Una vasca da bagno contenuta nella stessa acqua che contiene!

Usciti dalla cabina del comandante si entra in una prima stiva. Scale e scalette corrono tutto attorno, pesci di ogni tipo e colore ci accompagnano in questo viaggio surreale. Corrimano e ringhiere arrugginiti sono ricoperti di coralli, madrepore, spugne.
Davanti a noi decine di casse di munizioni che contengono ancora i proiettili. E poco sotto mine anticarro e mine antiuomo. Inesplose! Certo, non saranno armate, ma…….. non pensiamoci neppure!!

La seconda stiva è sicuramente la più emozionante. Da un groviglio di lamiere e camminamenti sempre seguendo le pinne di chi ci precede all’improvviso la luce della torcia illumina la sella di una motocicletta. Colpita dal fascio di luce della torcia la moto si accende di un colore rossiccio dato dalle incrostazioni dei coralli. Una ruota con i suoi raggi, un manubrio, un fanale. Una moto bellissima, una BSA che farebbe felice qualsiasi collezionista. Perfetta, evidentemente nuova. Allarghiamo lo sguardo e ci rendiamo conto che non è una, sono una decina, perfettamente allineate e stivate, ancorate in qualche modo allo scafo per non subire danneggiamenti durante la navigazione. Chi le ha fissate sapeva il fatto suo. Nonostante tutto sono ancora immobili nel loro eterno viaggio.

Poco avanti delle auto d’epoca. D’epoca per forza. Sono le classiche automobili degli anni 40, con i loro fanaloni a goccia, i loro vetri rigorosamente dritti senza la minima bombatura. Automobili militari, destinate a portare ufficiali e comandanti su e giù per le piste del deserto. Immobili con le loro capottine, con i loro volanti che di anatomico non avevano nulla. Rigidi cerchi di bachelite ai quali dovevi appenderti per effettuare una manovra. E gli pneumatici! Certe biciclette da fuoristrada sembra abbiano pneumatici più larghi. Le auto sono della Morris, una fabbrica inglese che negli anni 60 sarebbe divenuta famosa per l’immortale Mini.

Sotto di noi scorgiamo un’altra sezione di stiva. Anche lì si scorgono le Morris, camion militari e casse piene di fucili oltre che una serie di pezzi metallici che solo consultando la guida scopriremo essere ricambi per carri armati e aerei.

La seconda e la terza stiva si assomigliano molto per contenuti. Moto BSA, auto Morris e ricambi. Ma la cosa curiosa di questa ultima stiva sono gli stivali di gomma. Decine e decine di stivali di gomma,  se ne vedono dappertutto. E la domanda sorge spontanea: che cacchio se ne facevano di stivali di gomma nel deserto???

Un’immersione favolosa! Unica al mondo

Peccato che a causa degli innumerevoli subacquei si stia pensando di regolamentare o addirittura vietare le immersioni sul Thistlegorm. Le bolle d’aria si insinuano ovunque, creando sacche d’aria che corrodono oltre il dovuto  le lamiere dalla nave

Si sta pertanto valutando la possibilità di interrompere le immersioni per un certo periodo, in modo da consentire l’uscita dell’aria e ripristinare la situazione iniziale

Bene, sono alla fine di questo lungo racconto. Spero di essere riuscito a comunicarvi almeno una parte delle emozioni che ho provato nel corso di queste favolose immersioni. E’ stato un lavoraccio, ho visionato decine di siti, di fotografie e di filmati per potervi raccontare la meglio questa avventura

E per concludere, voglio postarvi il più bello dei molti filmati che ho visionato su youtube capace di raccontare con le immagini quello che milioni di parole non potrebbero descrivere altrettanto bene. Molto belle le immagini (vi consiglio di gustarle a schermo pieno data la buona risoluzione delle riprese) e molto appropriata anche la scelta dei brani musicali di accompagnamento. Fate caso anche alla quantità e alla varietà di pesci che vivono nel relitto!!
Ringrazio Denis Zorzin autore di questo filmato e vi lascio promettendovi che presto vi regalerò un’altra splendida avventura che potrete vivere a Sharm

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THISTLEGORM: UNO DEI PIU’ BEI RELITTI DEL MONDO parte prima

Oggi vi voglio parlare di una delle più belle immersioni su relitto al mondo.

Le caratteristiche che rendono un’immersione su relitto interessante sono le seguenti:

  1. Profondità del relitto: deve essere il più vicino possibile alla superficie. Entro i 50 metri consente immersioni della durata di circa un’ora a sub con brevetto di secondo livello (Open)

  2. Raggiungibilità del relitto: deve essere raggiungibile con poche ore di navigazione

  3. Posizione del relitto: un relitto capovolto è meno interessante di uno posizionato correttamente

  4. Tipicità del relitto: un cargo che trasportava piastrelle è meno interessante di una nave da guerra

Il relitto che vi vado a presentare si trova tra i 30 e i 40 metri di profondità, richiede circa 4 ore di navigazione per essere raggiunto, è perfettamente ruotato e trasportava mezzi militari ancora ampiamente visibili. Queste caratteristiche rendono questo relitto uno dei più apprezzati al mondo e non a torto è considerata probabilmente la più bella immersione su relitto del mondo.

Vi sto parlando del relitto del Thistlegorm, e cercherò di fare in modo che anche chi non fa immersioni possa gustare questa meravigliosa immersione.

Quindi mi scuso se la lunghezza di questo post sarà eccessiva, o se dovrò raccontarvi questa meravigliosa immersione in due puntate. Se non vi interessa o non vi appassiona…. andate oltre!


Il Thistlegorm è una nave mercantile britannica varata nel 1940 e affondata il 5 ottobre 1941 nel Mar Rosso, nei pressi della barriera corallina di Sha’ab Alì, nel golfo di Suez, Sinai occidentale.
Lunga 128 metri e larga 18, è affondata praticamente intatta se si esclude la parte poppiera.
La stiva numero 4 infatti era carica di munizioni e la sua esplosione ha causato il sezionamento dello scafo. Giace su un fondale assai basso (33 metri circa) e accessibile, ed è quindi meta ambita dei diversi sommozzatori da quando, nei primi anni cinquanta, Jacques-Yves Cousteau ne scoprì la posizione.

Questo mercantile aveva solo un anno quando venne affondato. I suoi costruttori sicuramente mai avrebbero immaginato una simile sorte per la loro nave. Fu armata per navigare e lo fece solo per pochi mesi, non fu certo progettata con particolari canoni estetici ed è diventata la nave più fotografata e filmata della storia della navigazione! Un destino assolutamente imprevedibile!

STORIA DELLA NAVE: Durante il 1941 era di fondamentale importanza per l’esercito inglese, impegnato nella campagna del Nord Africa, mantenere le linee di rifornimento aperte; non si poteva raggiungere il quartier generale inglese (Alessandria d’Egitto) attraverso il Mediterraneo e si rendeva necessaria la rotta atlantica: la circumnavigazione dell’Africa, con scalo a Città del Capo, e l’attraversamento del Mar Rosso e del canale di Suez. Il Thistlegorm, varato il 5 aprile del 1940 era stato dapprima utilizzato sulle rotte verso l’America, compiendo diversi viaggi di rifornimento. Nel 1941 un grande convoglio lascia l’Inghilterra verso il nord Africa; dopo il consueto scalo tecnico a Città del Capo, il convoglio si ferma presso il Reef di Sha’ab Alì, perché la Royal Navy deve effettuare operazioni di sminamento nel canale di Suez. La notte tra il 5 e il 6 ottobre un gruppo di bombardieri tedeschi decollati dall’isola di Creta attaccano il convoglio: Il Thistlegorm viene colpito da un’unica bomba sulla stiva nr.4 dove erano immagazzinati esplosivi, munizioni per obici da campo, fucili, stivali di gomma.  Si sviluppò un incendio e le munizioni presero ad esplodere. Ben presto un’esplosione causò una grossa falla e la nave si inabissò rapidamente. L’equipaggio ebbe comunque il tempo di abbandonare la nave anche se si dovettero registrare 6 vittime.
Il Thistlegorm fu l’unica nave persa dal convoglio, che fu attaccato nuovamente la sera seguente. La Luftwaffe perse un bombardiere.

L’immersione sul Thistlegorm è abbastanza impegnativa. Qualche diving permette di effettuarla anche a sub con brevetto open, ma io lo sconsiglio. Tale brevetto prevede che si possa scendere ad una profondità massima di 18 metri, andare a 40 è un azzardo! Oltretutto l’immersione ha e sue difficoltà, quindi sconsiglio anche i sub con brevetto Advance di farla come prima o seconda immersione della settimana!
La sveglia è attorno alle 4 del mattino! Quindi a nanna prestissimo la sera prima! Verso le 5 si arriva sulla barca e si prosegue la giornata con 4 ore circa di navigazione. Ovviamente molti si abbioccano su cuscini, materassini e ogni possibile superficie piana. Circa un’ora prima dell’arrivo le guide vi chiameranno per il briefing. La giornata si svolge in due immersioni: nella prima si fa un giro del Thistlegorm esternamente, nella seconda si esplorerà l’interno.

Al briefing vi verrà mostrata questo bellissimo disegno dove potete prendere visione della nave e di tutte le situazioni che potrete ammirare

Clicca qui per vedere la mappa del relitto!


Una volta pronti per la prima immersione ci si tuffa in acqua e in fila come grani del rosario ci si calerà lungo una cima che dalla boa galleggiante arriva direttamente sulla prua della nave.

Personalmente ho avuto la fortuna di andare tre volte su questo meraviglioso relitto e tutte le volte la prua della nave mi è apparsa davanti all’improvviso e nonostante sapessi esattamente dove stessi andando, l’emozione ogni volta è stata forte. Sarà che calandosi lungo la cima si tiene la testa in alto e quindi lo sguardo è limitato parzialmente dalla maschera. Sarà che nei primi minuti di un’immersione siamo sempre attenti al computer, alla macchina fotografica, a non andare addosso a chi ci precede lungo la cima di discesa e a non prendersi pinnate da chi ci segue. Sarà quello che volete, ma tutte le volte di colpo, una incerta macchia scura diventa improvvisamente la prua della nave. Enorme, solenne, incredibilmente silenziosa. L’unico suono percepito è quello dell’aria aspirata dalla bombola e soffiata dall’erogatore. Sembra incredibile che attorno alla nave ci sia quel silenzio. Una nave perfettamente dritta, è molto facile immaginarla attraccata a un molo mentre effettua le operazioni di carico e scarico. E intanto siamo scesi di qualche altro metro. Un carangide ci passa vicino, una coppia di pesci farfalla si lascia cullare dalla corrente.

La prima immersione servirà a girare intorno alla nave guardandone l’esterno. Dal meccanismo salpa ancora di prua voliamo letteralmente sul ponte della nave. Mai come su questo relitto facendo un’immersione si ha la sensazione di volare. Voliamo sopra la nave, sopra siluri inesplosi, sopra il ponte di comando. A destra e a sinistra vagoni di treni, gru per caricare le merci a bordo.
Particolari. Dettagli. Un pesce luna, la ruota di un vagone, una cernia, una scala. Chi ha l’hobby della fotografia non riesce a staccare il dito dal pulsante dello scatto. Chi ha la telecamera subacquea ha l’impressione di essere nel più fantastico set subacqueo del mondo!
Il nostro volo prevede una planata, si scende lungo la fiancata della nave, si passa sotto. E’ quasi incredibile! Nonostante la nave sia in posizione orizzontale timone e eliche sono perfettamente visibili. L’esplosione che ha quasi spezzato in due la nave, ha consentito alla poppa di ruotare di circa 40 gradi, lasciano in vista timone e eliche. Enormi eliche, impressionanti! Sono immobili ma ancora bellissime, ci si aspetta che da un momento all’altro possano iniziare a ruotare sollevando dall’abisso tutta la nave.
Si ruota attorno alla poppa e si risale a bordo. E ci appare subito un bellissimo cannoncino, molti si siedono sul seggiolino che usava l’addetto al fuoco. E poco più in là una mitragliatrice pesante. Scatti e scatti, il dito sul pulsante di scatto non riesce a fermarsi. Perdiamo la cognizione del tempo, della profondità. Se non ci fossero le guide gli incidenti da decompressione sarebbero quotidiani. Per fortuna siamo in colonna, dobbiamo procedere. Ecco lo squarcio provocato dalla bomba, la nave in quel punto mostra la ferita che l’ha resa immortale. Quasi sbalzato fuori dalla stiva ma ancora tenacemente abbarbicato alla nave un carro armato leggero capovolto. I cingoli, la torretta nascosta. Lo sguardo si allontana dalla nave e un’irreale locomotiva solca perfettamente posizionata la sabbia del fondo pochi metri più avanti. Una murena, un banco di maestosi pesci luna ci ricordano che siamo nel Mar Rosso. Risaliamo sul ponte della nave e ricominciamo a volare percorrendo a ritroso la strada dell’andata. La guida ci fa cenno di muoverci, uno sguardo al computer ci dice che siamo immersi da 45 minuti! QUARANTACINQUE????? Ma se sono appena arrivato?!?! sicuramente il computer si è guastato! Porca miseria, ci mancava solo questa!! E quello cosa stressa?? Pechè ci manda alla cima di risalita?? Devo ancora fare delle foto!! Risalgo lungo la cima fino a tre metri di profondità. Tutti attaccati alla cima di risalita, ci guardiamo e a gesti cerchiamo di farci capire! Avremmo mille cose da dire, ma l’erogatore ci impedisce di parlare. Aria! Porca miseria, sono in riserva di aria! Sento che faccio fatica a respirare. Non è più una cosa automatica, devo succhiare letteralmente l’aria fuori dalla bombola! Meno male che la guida ci ha fatti risalire in tempo!!!
Tre minuti di sosta e poi su, verso la luce, verso l’aria! Tolgo la maschera e intorno a me decine di voci eccitate: hai visto questo? hai visto quello? come non lo hai visto, era lì? come sono venute le foto? Hai fotografato la murena che usciva dalla bocca del cannone. Eccitazione pura!
Questo è il Thistlegorm. E per ora abbiamo visto solo la parte esterna. Ora si sale a bordo, si mangia qualcosa e tra un paio di ore l’avventura ricomincia. Le stive col loro incredibile carico ci aspettano!

Per chi volesse gustarsi un filmato consiglio quello qui sotto, sicuramente diverso dalla maggioranza di quelli visibili su youtube. Non sono assolutamente d’accordo con determinati atteggiamenti del sub, ma devo riconoscere che il filmato ha una sua storia e che tutto sommato non ha danneggiato nulla. Assolutamente da sconsigliare questa immersione senza muta a causa delle innumerevoli occasioni di ferirsi con pezzi di ferro taglienti e sporgenti

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